ALESSANDRO OLIVA DA SASSOFERRATO
1407 - 1463

Ha compiuto gli studi a Perugia, Rimini, Bologna e Roma, maestro in teologia nel 1437 a Perugia, dove insegna per 20 anni. Provinciale delle Marche, Priore di Perugia, Vicario Generale, nel 1458 viene eletto Priore Generale. Creato nel 1460 Cardinale da Pio II, nel 1461 gli viene affidato in commenda il vescovado di Camerino. Lascia raccolte di Sermoni, trattatoi ascetici e lettere, rimasti inediti, salvo alcuni brani citati da vari autori posteriori. Profondo di dottrina, austero nei costumi e indifferente agli onori, come Superiore Generale cura soprattutto la riorganizzazione della vita regolare e da cardinale si distingue per la grande capacità di comporre le liti, a tal fine ricercato e amato sia dal Papa che dai Principi. Così ne parla LANTERI, Illustriores Viri Augustinienses qui sanctitate et doctrina fluoruerunt, Tolentino, I, 1858, 11-16). «Il Beato Cardinale Alessandro Oliva nacque a Sassoferrato nel Piceno da umili e onesti genitori. Bambino di tre anni, mentre coglieva fiori in un campo, caduto in un pozzo, fu soffocato dall'acqua; ma dopo nove ore, tolto da lì dalla madre, miracolosamente riprese a vivere. Infatti la pia donna aveva invocato la madre di Dio, facendo voto, se le avesse restituito il figlio, di farlo entrare nell'Ordine agostiniano. Giunto all'età di circa sette anni, come un giglio piantato nell'Eremo agostiniano, lì avanzò in età, in dottrina e virtù ... Dopo aver acquisito grande perizia nelle lettere umane e divine ... senza alcuna superbia cominciò ad insegnare le discipline prima nell'Ordine, poi nell'Università di Perugia ... Acceso di zelo per le anime... cominciò a predicare per la provincia, ed insegnando con l'esempio anche più che con la parola ... addolciva i cuori più duri, e lì induceva al pentimento con i dardi infiammati del timor di Dio; in tal modo ricondusse all'ovile del Pastore celeste innumerevoli pecore disperse in tutta Italia. Sparse il sale della predicazione evangelica in molte illustri città, e soprattutto Napoli, Siena, Firenze, Bologna, Mantova, Ferrara, Venezia, e ovunque suscitò tanto stupore da essere celebrato come miracolo di eloquenza cristiana. La fama di un tale uomo non poté sfuggire al Papa Eugenio IV, che lo fece venire a Roma dopo averlo insignito, sebbene non lo volesse, dell'ufficio di Procuratore Generale.
Nel
1459 fu eletto da Pio II Vicario Generale di tutto l'Ordine e nell'anno
seguente, nel Capitolo tenuto a Tolentino, contro sua voglia, fu creato Priore
Generale. Il medesimo Pontefice, essendo egli assente da Roma ... il 5 marzo
1460 lo creò Cardinale Presbitero col titolo di S. Susanna ... Uomo di
singolare mansuetudine ed affabilità, si distingueva a tal punto per l'abilità
nel comporre dissidi da venir detto meritatamente, e da essere realmente, Angelo
della pace. Infatti spessissimo sedò discordie tra Principi e popolo, trattenne
i Senesi dalle lotte tra fazioni, sedò tumulti a Firenze. Da papa Pio II fu
mandato come legato a Perugia per far riconciliare le fazioni, e poi ad Ancona,
per mettere pace tra Anconetani ed abitanti di Jesi ... Il nostro Alessandro
che, tra le altre doti, possedeva quella di una somma benevolenza verso tutti,
era affabile e gentile con tutti, e con incredibile cortesia riceveva tutti a
qualsiasi ora si recassero da lui. Generoso con i poveri ... manteneva del suo
quattro famiglie a Roma e molto donava ai Greci e a tutti coloro che si
convertivano alla fede cattolica. Proteggeva gli uomini di cultura ed anche a
loro, senza essere richiesto, e oltre ogni loro speranza, offriva generosamente
aiuto.
Generosissimo
con le chiese, alcune, sia dell'Ordine che non, ne adornò più decorosamente,
altre ne arricchì con terreni acquistati e donati. Finalmente il
meritevolissimo Cardinale giunse alla desiderata ora della morte, a lui nota
(l'aveva infatti preannunciata a molti) e ... richiesto dove volesse essere
sepolto rispose: "Ho da tempo votato l'anima a Dio, e ora lascio il corpo a
Pio: seppellì temi dove egli vorrà". Essendogli chiesto quali diretti ve
lasciasse ai suoi, rispose: "Nessuna, se non che siano buoni e vivano
rettamente". Giunto infine all'agonia, poiché i frati lo esortavano a non
temere, disse: "Che cosa dovrei temere io, che vado a nozze?". Andò
alle nozze del celeste Agnello a Tivoli nel 1473, a 56 anni. Il suo corpo,
trasportato a Roma, fu sepolto con onore nella chiesa di S. Agostino...
Le sue opere sono:
1) Cento sermoni sulla nascita di Cristo.
2) Orazioni eleganti, un libro.
3) Sul peccato contro lo Spirito Santo.
4) Sulla cena fatta con gli Apostoli. Ed altre».