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I Coadiutori di Cassago

Anniversario di sacerdozio: celebrazione a Cassago nella Settimana agostiniana del 2013

Anniversario di sacerdozio: celebrazione a Cassago nella Settimana agostiniana del 2013

 

DON SERGIO CEPPI

(1930-2018)

 

 

 

Dopo aver lasciato la parrocchia di Sirtori nel 1995 per motivi di salute, risiede in parrocchia a Cassago don Sergio Ceppi che è stato ordinato sacerdote nel 1953.

Nato a Lentate sul Seveso (8.5.1930) fu ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 28.6.1953. Dal 1953 al 1963 fu Vicario parrocchiale a Limbiate e dal 1963 al 1980 Parroco a Pinzano. Nel 1980 diventa parroco di Sirtori fino al 1995. Dal 1996 al 2006 è residente con incarichi pastorali a Cassago Brianza e dal 2006 al 2013 si trasferisce a Lecco presso la Casa del clero "Domus Mater".

Dal 2013 risiede a Seregno presso il Centro "Ronzoni Villa - Fondazione don Gnocchi", dove muore il 18 gennaio 2018.

 

 

Testamento spirituale per le popolazioni che ho conosciuto

(da leggersi nelle chiese di Sirtori e di Cassago; nelle altre, basta il bollettino parrocchiale)

 

"In questa sera non tanto tranquilla per me, scrivo a voi Sirtoresi, sentendo sopra di me le ali di Dio che mi aspetta. Naturalmente scrivo anche a tutti coloro che mi hanno conosciuto. Ma voi Sirtoresi, siete stati il mio ultimo campo di lavoro nella amata Diocesi di Milano".

Così iniziava il mio lungo e vecchio testamento spirituale del 17 luglio 1990, quando ero Parroco a Sirtori. E il pensiero di essere stato Parroco a Pinzano e a Sirtori, mi riempie ancora di dolci nostalgie... Se poi qualcuno volesse sapere cosa mi è capitato il 17 luglio 1990, così da togliermi la tranquillità della sera, lasci perdere. Certamente non era la sera dell'incidente alla Processione. E ricordatevi che nelle sere dei preti, si raccolgono da tutte le ore del giorno, innumerevoli emozioni belle e brutte: quella sera erano brutte e dolorose. Da quella sera, molte cose sono cambiate.

Quel testamento non c'è più e soprattutto i Sirtoresi non sono più il mio ultimo campo di apostolato. Al loro posto sono arrivati i Cassaghesi ed in particolare quella parte di loro che maggiormente ho frequentato: gli ammalati e gli anziani. Devo ringraziare tutti, Cassaghesi e non, per il buon esempio che mi avete dato, con la vita di Fede e con la collaborazione. Tutti mi avete voluto bene. Dio vi benedica per il bene che mi avete portato.

Ma poi ho lasciato anche Cassago e sono andato alla Casa del Clero "Villa Aldé" a Lecco nella Comunità Pastorale che fa capo a San Giovanni do ve ho prestato un po' di servizio; ma appena ho cominciato a conoscere qualcuno, ho dovuto smettere per l'arrivo di altri Sacerdoti più giovani che mi hanno rimpiazzato. Ricordo bene invece i volontari che venivano a Villa Aldé. Li saluto e li ringrazio. E con loro, tutto il personale direttivo e di servizio, religioso o laico. Naturalmente anche i preti che vi ho lasciato. Quella Casa del Clero, oggi non c'è più. E poi ... sono a Seregno ...

Mi sto impratichendo anche se mi sento vecchio e un pochino stanco. Anche qui al don Gnocchi ho conosciuto molte persone che mi hanno voluto bene, prime fra tutte le nonnine e i nonni, poi i volontari, il personale religioso e laico, i parenti, la Direzione, etc., bene che ricambio pregando per loro. Avevo pensato di finire i miei giorni sotto il campanile del mio paese che mi ha visto fare il chierichetto e diventare prete, ma qui vicino c'è un altro campanile con la statua della Madonna. E c'è la Madonna di Santa Valeria dentro questa bellissima chiesa ...

Desidero però che il mio funerale venga fatto a Cassago dove sarò sepolto assieme alla Rosetta, che ha consacrato la sua vita al mio servizio. Sul feretro solo un ciuffo di fiori delle mie sorelle e dei miei cognati, anche a nome dei nostri genitori e nessun battimani, né in chiesa, né fuori, né al cimitero. Venite a dire una preghiera sulla mia tomba. I fiori mi sono sempre piaciuti, anche quelli dei vostri giardini: portatemeli volentieri. Anche per questo in cielo (dove credo ci sia un posto anche per me) pregherò per voi. Ci siamo voluti bene vicendevolmente. Pregate per me, per la Rosetta e per tutti. Il mondo soffre. Vi aspetto in cielo dove non si soffre più.

Là, sarò Sacerdote di Dio, certamente meglio di quaggiù. Dico così, perché quando sono venuto al mondo, Dio mi ha dato tante cose: alcune positive, altre negative. Tra l cose positive, Dio mi ha dato un grande buon cuore, per cui, mi sembra, sono stato buono con tutti. Ma sono stato buono non per mia conquista, bensì per l natura che mi ha dato Lui. Spero che non sia severo con me, se non ho sempre corrisposto.

E le cose negative? Oso dire e posso anche sbagliare, che, forse, sono di più le cose negative ricevute dal Signore, di quelle positive. Ma me le ha date Dio e sono un dono. Queste cose negative, cioè i miei interiori e segreti problemi, mi hanno sempre fatto soffrire e riempire di vergogna. Mi sono sempre stati, umanamente parlando, una palla al piede. Però, avendolo ben capito e accettato fin dal principio, mi sono messo sotto le ali di Dio che dalla debolezza, dalla sofferenza, dalle sciocchezze, dai fallimenti, dai rimorsi, sa tirare fuori qualcosa di buono.

E mi pare proprio che Dio mi abbia aiutato e lo ringrazio.

Fidatevi anche voi di Dio.

 

In fede e con un bel "ciao!",

vostro don Sergio Seregno,

ultima aggiunta e modifica il 13/01/2018