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CICLo AGOSTINIANo di Garcia Hidalgo

Agostino discute con Fortunato manicheo

Agostino discute con Fortunato manicheo

 

 

GARCIA HIDALGO

1674

Madrid. Museo del Prado

 

Agostino discute con Fortunato manicheo

 

 

 

La scena, di grandi dimensioni, 209 x 445 cm, raffigurala scena dell'incontro e della disputa fra Agostino e il manicheo Fortunato. La scenografia che si svolge in un ambiente chiuso, probabilmente una chiesa, vede la presenza di numerosi vescovi e chierici che si affollano attorno ai protagonisti della disputa.

Al suo ritorno in Africa Agostino scopre a Ippona un presbitero manicheo, un certo Fortunato, e forse anche per dimostrare al popolo le sue doti di oratore lo invita a una discussione pubblica, in cui ha facilmente ragione dell'avversario.

E' notevole vedere per la prima volta Agostino valersi contro i manichei dell'argomento di cui nelle Confessioni egli dice che, usato da Nebridio, lo aveva scosso fin da quando era a Cartagine. Certo è che Fortunato, vinto anche dall'abilità di Agostino, che non poteva dimenticare di essere stato per anni un retore, vi fece una meschina figura e poco tempo dopo abbandonò la città. La disputa ebbe luogo nelle terme di Soffio il 28 e il 29 agosto del 392.

 

In quel tempo ad Ippona la peste dei manichei aveva infettato e contagiato molti cittadini e stranieri, sviati e tratti in errore da un prete della setta, di nome Forcheo ... Fortunato aveva già conosciuto a Cartagine Agostino quando questo era ansioso di entrare in discussione con lui. Tuttavia fu costretto a venire a discussione con lui. S'incontrarono nel giorno e nel luogo stabilito dove si erano radunati molti che erano interessati alla questione e gran folla di curiosi: gli stenografi aprirono le tavolette e cominciò la discussione nel primo giorno per concludersi nel successivo. In essa Fortunato non fu in grado di confutare la posizione cattolica ... Fortunato, pieno di vergogna successivamente partì da Ippona e non vi fece più ritorno.

POSSIDIO, Gesta Augustini 6, 1-8

 

Il quinto giorno prima delle calende di settembre, sotto il consolato degli illustrissimi Arcadio Augusto, console per la seconda volta, e Rufino, nella città di Ippona, ai bagni di Sossio, ebbe luogo, in presenza del popolo, la disputa contro Fortunato, prete manicheo.

 

Questo lavoro fa parte della serie dei 27 dipinti sulla "Vita di Sant'Agostino" che decorava il chiostro principale del Convento di San Felipe el Real a Madrid. Questo ciclo commissionato a José García Hidalgo, sembra che abbia goduto della collaborazione di Alonso del Arco.

La principale fonte iconografica per i dipinti di García Hidalgo furono le stampe dell'incisore fiammingo Schelte Adams Bolswert. Questa origine ha permesso di interpretare correttamente il soggetto di molte delle scene del ciclo, i cui motivi iconografici erano stato dimenticato e confusi fra loro al tempi della confisca di Mendizabal,

 

 

García Hidalgo

Nato a José Villena presso Alicante nel 1645, Hidalgo fu pittore e incisore di buon livello. Si formò da giovane nella bottega di Nicolás de Villacis e Mateo Gilarte e su consiglio del suo primo insegnante nel 1660 si recò a Roma per conoscere lo stile barocco di Pietro da Cortona, Giacinto Brandi, Carlo Maratta e Salvator Rosa. Ritornato in Spagna, si stabilì a Valencia, dove frequentò l'Accademia di Santo Domingo. Nel 1674 abita a Madrid, dove conosce Juan Carreño de Miranda, pittore di corte. In questo periodo riceve molte commissioni, soprattutto per gli ordini religiosi degli Agostiniani e delle Carmelitane. Per gli  Agostiniani produce ventiquattro quadri con scene della vita di sant'Agostino e di san Filippo per il convento di San Felipe el Real. Alcuni di questi quadri sono conservati al Museo del Prado. Realizza anche una "Visione di Sant'Agostino per gli agostiniani di Sigùenza (cattedrale di Siguenza, Guadalajara) e altre opere per il convento di Segovia. La Virgen del Carmen, che venne realizzata nel 1674 per l'oratorio di re Carlo II, gli permise di ottenere il titolo di pittore del re. Dopo il 1680 dipinse un "San Francisco di Assisi" (Museo Nazionale di Arte Catalana a Barcellona), un "San Francesco da Padova e due compagni attraversare lo Stretto di Messina sul suo mantello" (a Madrid al Museo del Prado), un "S. Pascquale Bailón "(conservato al Museo di Saragozza) e" La morte di San Giuseppe "(Hartford Wadsworth Atheneum, Hartford).

Hidalgo è molto conosciuto soprattutto per la sua attività di insegnante teorico grazie al suo trattato "Principi per studiare l'arte più nobile e reale di pittura" e "pratica Geometria", pubblicato nel 1693. Nominato pittore di corte Filippo V nel 1703, ha eseguito anche vari ritratti, fra cui quello di Mariana de Austria (convento degli Agostiniani a Madrigal de las Altas Torres), di Luis i (Palacio de Monterrey a Salamanca) e di Don Manuel de Coloma, marchese de Canales (conservato al Museo di Salamanca). La sua ultima opera documentata risale al 171714 e descrive il Matrimonio mistico di Santa Caterina. Morì a Madrid nel 1717.