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CICLo AGOSTINIANo a Monaco

Agostino insegna retorica

 

 

LA PREDELLA DELLA PINACOTECA DI MONACO

1380 circa

Aeltere Pinakothek a Monaco

 

Agostino insegna retorica

 

 

 

Agostino Ŕ seduto su una alta cattedra con un libro aperto e altri tre sovrapposti. Sullo schienale si legge Augustinus. Il santo porta un vestito col collo d'ermellino e il cappello del professore. Con ampi gesti delle mani fa delle dimostrazioni alle persone che gli stanno davanti in pi¨ file.

L'insegnamento della retorica era l'attivitÓ principale di Agostino prima della conversione. Questa scena avrÓ molta fortuna nella iconografia agostiniana. Lo stile fa pensare ad un autore della scuola veronese del XIV secolo.

 

Perci˛ quando il prefetto di Roma ricevette da Milano la richiesta per quella cittÓ di un maestro di retorica, con l'offerta anche del viaggio sulle vetture di Stato, proprio io brigai ... perchŔ Simmaco m'inviasse a Milano.

AGOSTINO, Confessioni 5, 13, 23

 

Agisti dunque su di me fino a farmi maturare la decisione di partire alla volta di Roma, per insegnare lÓ invece che a Cartagine la mia disciplina. Come poi venni a questa convinzione io non te lo voglio tacere, dato che anche in questi fatti bisogna riconoscere e celebrare le tue profonditÓ segrete e la tua attenzione costante e tenerissima per noi. Non volevo andare a Roma per le prospettive di maggiori guadagni e maggior prestigio con cui gli amici volevano allettarmi - benchÚ anche queste cose allora avessero peso sulle mie decisioni. Ma la ragione prima e forse unica era la fama che gli studenti di lÓ avevano d'essere pi¨ tranquilli, e disciplinati da un ordinamento pi¨ rigoroso: e non avevano l'abitudine di irrompere alla spicciolata e alla rinfusa in una scuola se non erano allievi di quel maestro, anzi non vi erano affatto ammessi senza il suo permesso. A Cartagine invece l'indisciplina degli studenti Ŕ vergognosa e sfrenata: hanno l'impudenza di cacciarsi dove vogliono, sono come furie che turbano l'ordine istituito per il profitto degli allievi. Commettono ogni sorta di insolenze di una scempiaggine incredibile, che le leggi dovrebbero punire, se l'usanza non li proteggesse. E si rivelano tanto pi¨ miserabili, in quanto agiscono come se ci˛ che fanno fosse lecito, mentre per la tua legge non lo sarÓ mai; e credono di passare impuniti quando Ŕ la stessa cecitÓ del loro agire la pena, e soffrono cose incomparabilmente peggiori di quelle che fanno. E io che da studente m'ero sempre rifiutato di indulgere a quegli usi, adesso da professore ero costretto a sopportarli da parte altrui: per questo aspiravo ad andarmene dove questo, stando a chi ne era informato, non sarebbe accaduto.

AGOSTINO, Confessioni 5, 12, 22

 

Agostino insegn˛ la retorica per diversi anni a Cartagine, poi, all'insaputa della madre si rec˛ a Roma dove aprý una scuola.

JACOPO DA VARAGINE, Legenda Aurea