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PITTORI: Antonio da Pavia

Il Battista tra sant'Agostino e sant'Ivano

Il Battista tra sant'Agostino e sant'Ivano

 

 

ANTONIO DA PAVIA

1514

Milano, Pinacoteca di Brera

 

Il Battista tra sant'Agostino e sant'Ivano

 

 

 

Grave e solenne, sia pure con un aspetto bonario, Agostino viene raffigurato da Antonio da Pavia in questo quadro assieme al Battista e sant'Ivano. La scena Ŕ ambientata davanti a una caverna dove il Battista alloggia nel deserto. Agostino ha i tipici attributi della iconografia classica: Ŕ vestito da vescovo, con mitra e pastorale, con la mano destra regge un libro. L'opera Ŕ firmata e datata 1514. E' conservata a Milano alla Pinacoteca di Brera.

 

Fra le varie figure di santi che l'iconografia agostiniana presenta assieme al vescovo d'Ippona, un posto di rilievo spetta certamente a san Giovanni Battista, di cui fu certamente un emulo predicatore nel deserto della civiltÓ romana ormai in decadenza: punto di riferimento per i poveri e per la gente assetata di giustizia e di una buona parola di veritÓ.

Fonte principale sulla vita e la figura del Battista sono i Vangeli. Essi affermano che era figlio di Zaccaria e di Elisabetta e fu generato quando i genitori erano in tarda etÓ. Sentita la chiamata, Giovanni and˛ a vivere nel deserto, conducendo vita di penitenza e di preghiera, secondo la tradizione ebraica del voto di nazireato: "Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico" (Marco 1, 6).

Giovanni Battista annunci˛ pi¨ volte di riconoscere in Ges¨ il Messia annunciato dai profeti, ma il momento culminante Ŕ quello in cui Ges¨ stesso volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano; in quell'occasione Giovanni addit˛ Ges¨ ai suoi seguaci come "l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo" (Giovanni 1, 29).

Il Battista morý a causa della sua predicazione. Egli condann˛ pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, SalomŔ, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare. Attributo principale nell'iconografia Ŕ un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce, con la scritta "Ecce agnus Dei" (Ecco l'Agnello di Dio); Ŕ vestito con l'abito di pelle di cammello, a cui a volte si aggiunge il mantello rosso, segno del martirio.

 

L'ordine di san Paolo Eremita fu fondato all'inizio del secolo XIII in Ungheria, in seguito al movimento di riscoperta della vita eremitica, che coinvolse tutta l'Europa nei secoli XI-XII. Fondatore dell'Ordine fu il beato Eusebio, canonico di Esztergom, che organizz˛ la prima comunitÓ di Paolini, raccogliendo gli eremiti che vivevano nelle foreste dell'Ungheria e della Croazia. La loro vita monastica si modell˛ sulla regola di Sant'Agostino. Il nome deriva, per˛, dall'aver scelto, quale proprio patrono San Paolo di Tebe, detto "primo eremita".

San Paolo, nato a Tebe, forse nell'anno 230, fuggý nel deserto a soli 16 anni, durante la persecuzione di Decio ove, secondo la tradizione tramandataci da San Girolamo, visse per ben novant'anni, nutrendosi del pane che gli veniva portato da un corvo. Alla morte di Paolo, sempre secondo la testimonianza di San Girolamo, si rec˛ da lui Sant'Antonio abate, che ne seppellý il corpo, deponendolo in una fossa scavata, secondo la leggenda, da due leoni. Per questo motivo lo stemma dell'Ordine dei Monaci Paolini raffigura una palma, due leoni e un corvo con un pezzo di pane nel becco.

Dall'Ungheria l'Ordine si diffuse in Croazia dove sorsero ben cinquanta conventi e a Remete fu eretto il primo santuario mariano dell'Ordine. In Croazia i Monaci paolini avevano proprie scuole e anche un'universitÓ. Nel 1382 i Monaci paolini giunsero in Polonia, chiamati dal principe della Slesia Ladislao Opolczyk, che aveva fondato, sul Jasna Gora (Monte Chiaro) di Czestochowa, un convento per proteggere il quadro della Madonna Nera, portato dalla Russia.

L'Ordine dei Paolini raggiunse il culmine di diffusione nel XVI secolo, quando, in Europa, Palestina ed Egitto, era diviso in 8 province e contava ben 300 conventi. Oggi l'Ordine conta ancora centinaia di padri e frati, che indossano quale abito una vestite bianca, molto simile a quella dei domenicani in omaggio a San Tommaso d'Aquino