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PITTORI: Giuseppe Barone

Gloria di sant'Agostino

Gloria di sant'Agostino

 

 

GIUSEPPE BARONE

1936

Canicattì, chiesa di san Biagio

 

Gloria di sant'Agostino

 

 

 

L'affresco di Giuseppe Barone che raffigura la gloria di Agostino, dove il santo siede in cattedra, si trova nella volta della chiesa di san Biagio a Canicattì, un modesto edificio religioso rettangolare con quattro altari, che venne edificato agli inizi del seicento. Nel 1753 la chiesa fu elevata a parrocchia dal vescovo mons. Lorenzo Gioeni. Due anni dopo vi ebbe sede una confraternita dedicata a san Biagio, attiva fino al 1920, la cui presenza è testimoniata dalla statua seicentesca che raffigura san Biagio, conservata sul pilone destro dell'arco trionfale. Le esigenze religiose della confraternita determineranno l'ampliamento dell'edificio con l'allungamento dell'unica navata, la realizzazione del transetto e dell'ampio presbiterio, passando così da una pianta di forma rettangolare ad una pianta a croce latina. I lavori si protrassero fino al 1797, durante i quali la chiesa si arricchì di affreschi ottocenteschi, con episodi del Vangelo, attribuibili alla bottega di Francesco Guadagnino. Ancora la bottega dei Guadagnino realizzò il dipinto posto nel primo altare a destra, raffigurante la Vergine del Purgatorio con san Lorenzo.

Nel 1882 il vescovo mons. Domenico Turano emise una bolla con cui concedeva la chiesa all'Ordine degli Agostiniani: alcuni locali adiacenti alla chiesa, di proprietà privata, furono donati ai padri agostiniani, i quali vi eressero il loro convento. Ancora una volta la chiesa subì adattamenti per soddisfare le esigenze della nuova comunità: fu posta una tela settecentesca di fronte l'altare, che raffigura le anime Purganti,  sull'altare maggiore venne posta la statua della B. M. V. Addolorata che viene portata in processione il Venerdì Santo e nel secondo altare a sinistra fu alzata la statua di santa Rita da Cascia. Questa devozione verso la "Santa degli Impossibili" è molto sentita ancora oggi, tante che molte donne tutti i giovedì, si recano alla chiesa per venerarla.

Altri elementi dovuti alla presenza agostiniana li troviamo nel secondo altare a destra, dove c'è la statua lignea della Madonna della Cintura, realizzata a metà Ottocento dallo scultore ericino Pietro Croce.

La volta infine venne arricchita dagli affreschi risalenti al 1936 e 1942 ispirati alla vita di Agostino, con le scene di sant'Agostino in cattedra e del suo Battesimo del catanese Giuseppe Barone.

 

 

 

 

Giuseppe Barone

Giuseppe Barone nasce nel 1887 a Militello Val di Catania. Studia al Liceo Artistico e poi all'Accademia di Palermo, allievo di Lojacono. La sua arte si è plasmata pure nell'ambito della pittura di Basile, molto rigorosa e realistica nella ricostruzione dei volumi e pervasa dallo spirito documentaristico del naturalismo. Nel 1927 si trasferisce a Catania, esponendo in diverse mostre organizzate dal Circolo Artistico di Catania. Maestro di Pippo Giuffrida (1912-1977), ha trattato l'affresco nella pittura murale, lasciando numerose testimonianze negli edifici religiosi, quali la chiesa di san Nicolò e santa Maria della Stella a Militello Val di Catania, la Chiesa Madre di Misterbianco con il suo allievo, la Cappella del Seminario Arcivescovile di Siracusa, le Chiese catanesi di San Biagio, di Maria SS. Bambina e di santa Lucia a Ognina, la chiesa Madre di Carlentini, la chiesa Madre di Belpasso, la chiesa Madre di Nicolosi, la chiesa dei Salesiani di San Gregorio, le chiese di Santa Maria di Gesù e del SS. Salvatore a Messina nonchè la Cappella Funeraria del Barone Penna. Muore nel 1956 a Catania.