Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Novecento: Bertuletti Giulio

PITTORI: Bertuletti Giulio

Santa Monica e il giovane Agostino

Santa Monica e il giovane Agostino

 

 

BERTULETTI GIULIO NATALE

1961

Filago, chiesa di Santa Maria Assunta e San Rocco

 

Santa Monica e il giovane Agostino

 

 

 

Bertuletti Giulio Natale dipinse nel 1961 questa raffigurazione con S. Monica e S. Agostino in un ciclo di dipinti eseguiti per la chiesa parrocchiale di Filago. Soggetto di questa rappresentazione sono Santa Monica con Sant'Agostino ancora fanciullo, quando la madre lo educa alla fede cristiana.

Realizzato con la tecnica a tempera su intonaco misura cm 250x160 e si presenta ancora in uno stato di conservazione buono. Monica, seduta, e Agostino, in piedi, sono all'interno di una camera con una grande finestra che apre l'orizzonte al cielo. Monica ha in testa l'aureola e, rivolgendosi con tenerezza al figlio, gli indica con la mano destra, un cranio a indicare le vanità della vita e la necessità di credere alla verità cristiana con la sua redenzione per tutti gli uomini. Agostino giovinetto, che indossa una piccola tunica e porta una capigliatura riccioluta biondastra, ascolta le parole della madre con compunzione. Un colonnato alle spalle e una tenda gialla svolazzante chiudono in spazi ben definiti la scena dell'episodio.

Il dipinto è conservato nella chiesa parrocchiale di Filago. Dagli atti della visita di san Carlo Borromeo, avvenuta il 29 settembre 1575, la chiesa dedicata a Santa Maria, dipendente dalla pieve di Terno d'Isola, risultava essere già la parrocchiale di Filago. Ffu eretta successivamente in parrocchia il 26 aprile 1611, per decreto del vescovo Gian Battista Milani. Nella parrocchiale risultavano erette le scuole di Santa Maria, di San Rocco e della Dottrina cristiana.

 

 

Giulio Bertuletti

Nacque nel 1915 a Mapello, già famoso per due grandi artisti del pennello, Ermenegildo e Rinaldo Agazzi,. Ancora giovane Natale Bertuletti prese a frequentare l'Accademia di Belle Arti «Carrara» di Bergamo, sotto la guida dei maestri Luigi Brignoli prima, e di Contardo Barbieri poi.

Nella scia dei suoi concittadini e grazie agli studi accademici, egli continua una tradizione fatta di magistrale interpretazione della natura attraverso suggestive immagini pittoriche. In ogni caso Natale Bertuletti ha costruito un proprio originale stile artistico. I soggetti da lui riportati sulla tela hanno abbracciato molteplici tematiche, sia profane che sacre, dal ritratto al paesaggio, dalle scene di genere alle nature morte, e così via. In queste sue opere c’è l’intenso calore di un animo invaso da schietta poesia, da sentimenti di «venerazione» verso ogni persona e verso ogni essere della natura, da un integro umanesimo con il quale egli sapeva esprimere le sue più intime emozioni. La sua pittura tende a trasmettere significativi «messaggi» a ciascuno di noi, per aiutarci ad uscire un poco dai «fastidi» quotidiani e così immergerci nelle stupende visioni di un mondo, animato o inanimato che sia, fatto di luce, di splendore, di colore e, in particolare di calore.