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PITTORI: Benedetto Pistrucci

Sant'Agostino medita sul mistero della Trinità nel suo studio

Sant'Agostino medita sul mistero della Trinità nel suo studio

 

 

PISTRUCCI BENEDETTO

1820

Collezione privata

 

Sant'Agostino medita sul mistero della Trinità nel suo studio

 

 

 

L'autore di questa incisione con la tecnica all'acquaforte è opera di Benedetto Pistrucci, che ne trasse il soggetto da un dipinto di Murillo. L'incisione è stata denominata con il titolo "Sant'Agostino". L'esecuzione dell'opera risale all'anno 1820 circa quando Pistrucci si era già trasferito a Londra per meglio sviluppare la sua attività di incisore. L'incisione è stata parzialmente incollata su un foglio ottocentesco. Le dimensioni dell'immagine immagine sono 17 per 13 cm mentre il foglio di supporto misura cm 22 per 16.

Agostino è stato il primo teologo latino ad avere affrontato in maniera rigorosa e sistematica il tema della Trinità, di natura squisitamente teologica e pertanto particolarmente astratto. Le sue radici sono nello stesso Nuovo Testamento dove, con Pietro e soprattutto Paolo, si fa del Cristo una persona divino-umana, e dove si fa del dio ebraico l'unico padre del Cristo, per cui questi gli diventa figlio unigenito. Nello stesso vangelo di Giovanni, si parla dello Spirito come di un "consolatore" mandato agli uomini in attesa della fine dei tempi.

Il De Trinitate è un testo fondamentale di Agostino che fu iniziato nel 399 e pubblicato nel 419. Agostino non era il primo in Occidente a scrivere su questo tema: già l'avevano fatto, seppure in modo frammentario, Tertulliano, Ilario e Ambrogio di Milano che hanno sicuramente influenzato la sua teologia. Ma è soprattutto Plotino, col suo neoplatonismo, a costituire un punto di riferimento privilegiato. Agostino lesse anche le opere trinitarie di Atanasio, Basilio, Gregorio Nazianzeno, Epifanio, Didimo il Cieco, ma non sembra che questi padri del mondo greco o orientale abbiano influito molto sul suo pensiero.

Il De Trinitate prende le mosse polemizzando con gli ariani, gli eunomiani e i sabelliani. Lo scopo infatti è quello di dimostrare che la Trinità è il solo unico vero Dio in tre persone. Il procedere speculativo di Agostino è di tipo astratto-concreto-astratto. Egli cioè parte dall'unità o unicità di Dio, considerata come un'idea ormai consolidata dopo che la polemica contro i politeisti è finita da un pezzo, per porre solo successivamente la pluralità delle tre persone, concludendo infine con le loro opposizioni di relazione. L'unità della divinità in tre ipostasi è garantita dall'unità della sostanza. La diversità delle persone, cioè della loro identità, è per così dire assorbita dalla loro unità.

La figura dello Spirito, a differenza di tutta la teologia ortodossa, non viene colta nel suo spessore ontologico, di diversità rispetto alla figura del figlio, ma solo nella sua funzione fenomenica, strumentale. Lo Spirito è in funzione del principio di autorità, che viene equamente condiviso dal padre e dal figlio. Agostino infatti chiama "amans" il padre, "amatus" il figlio e "amor" lo spirito, cioè dà a quest'ultimo un appellativo astratto, e la sostanza dello Spirito non viene concepita come in sé, ma come dal tutto derivata. Lo spirito dipende completamente e dal padre e dal figlio. La teologia trinitaria agostiniana  influenzerà il modo occidentale di pensare sulla processione dello Spirito, portandolo a rompere definitivamente con la teologia bizantina. L'occidente s'impadronirà del filioquismo in modo spontaneo, senza reagire minimamente a questa che gli ortodossi hanno sempre considerato un'eresia.

 

 

Benedetto Pistrucci

Nato a Roma nel 1873, Benedetto Pistrucci si recò a Londra nel 1815 per lavorare come incisore alla Royal Mint, la zecca britannica. Il suo lavoro più famoso e più riuscito fu la rappresentazione di San Giorgio ed il drago che venne utilizzata nel rovescio della sovrana d'oro e della corona dal 1817. Pistrucci incise i conii di molte altre monete, medaglie e medaglioni, tra cui la famosa Waterloo Medal. Aveva ricevuto l'incarico di realizzare una medaglia commemorativa della vittoria di Waterloo nel 1819, dopo che il Principe Reggente, il futuro Giorgio IV aveva rifiutato un modello di John Flaxman. Pistrucci lavorò a questa medaglia per 30 anni e terminò i suoi conii solo nel 1849. Nella sua attività Pistrucci fu un geniale elaboratore di sue idee e non copiò il lavoro di altri artisti ed incisori.

Pistrucci morì a Windsor nel 1855 e venne seppellito a Virginia Water, Surrey. Nel 1915 i 396 pezzi della collezione delle sue cere venne stata acquistata dallo Stato italiano ed è ora esposta al Museo della Zecca a Roma.