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PITTORI: Maestro di san Nicola

Sant'Agostino vescovo

Particolare di Sant'Agostino vescovo

 

 

MAESTRO DI SAN NICOLA

1465-1490

Madrid, Museo del Prado

 

Sant'Agostino vescovo

 

 

 

L'autore di questa tavola è noto come il Maestro di San Nicola. L'opera, di piccole dimensioni 127 cm x 53, si trova esposta al Museo del Prado a Madrid dove è arrivata per una donazione di Paul Bosch e Barrau nel 1916. Il soggetto ci presenta Sant'Agostino vescovo in cattedra, adornato con il suo pontificale e attorniato da altri personaggi, fra cui probabilmente san Gerolamo. L'opera risale al primo Quattrocento e fu eseguita fra il 1401 e il 1425 con una tecnica mista da un pittore anonimo spagnolo con forti influenze gotiche del nord Europa.

Agostino è seduto sulla cattedra episcopale e con la mano sinistra impugna il bastone pastorale.

Con la mano destra, anch'essa inguantata, accenna una benedizione. I movimenti del santo sono molto misurati e praticamente ieratici. Sulla sua testa un diacono sta ponendo una preziosa mitra. Il viso del santo è ancora giovanile, ma le gote sono scavate da profonde rughe. I capelli sono riccioluti e gli occhi esprimono una forte commozione che cerca di trasmettersi allo spettatore.

Tutti i personaggi sono riccamente addobbati con vesti preziose che amplificano la dignità della loro presenza. La scena si svolge all'interno di ambiente che si presume di vaste proporzioni: il colonnato con le ampie aperture a finestre vetrate dona una importante prospettiva di profondità.

 

Agostino viene frequentemente raffigurato nelle sue vesti di vescovo e di Dottore della Chiesa. Spesso Agostino è associato ad altri santi e soprattutto agli altri tre Dottori Gerolamo, Ambrogio e San Gregorio Magno. Con questi ultimi fu praticamente raffigurato in tutte le chiese cristiane d'Occidente sui piloni o sulle volte del presbiterio e della navata centrale. Appare vestito sia da vescovo che da monaco che da canonico; talvolta ha una chiesa in mano, altre volte un libro, una penna o un cuore. Il significato di questo tema iconografico è chiarissimo: Agostino è stato uno dei vescovi che ha maggiormente difeso la Chiesa in tutti i suoi scritti e soprattutto con tutta la sua anima e il suo cuore.

Il primo a parlare di Agostino come Dottore della Chiesa fu Beda il Venerabile che lo elencò assieme ai santi Gerolamo, Ambrogio e Gregorio papa in un suo scritto dell'VIII secolo. Questo elenco fu approvato il 24 settembre 1294 con lettera di conferma liturgica di papa Bonifacio VIII stilata ad Anagni.

 

 

8. 1. Ma il beato Valerio, ormai vecchio, che più degli altri esultava e rendeva grazie a Dio per avergli concesso quello speciale beneficio, considerando quale sia l'animo umano, cominciò a temere che Agostino fosse richiesto come vescovo da qualche altra chiesa rimasta priva di pastore, e così gli fosse tolto. E ciò sarebbe già accaduto, se il vescovo, che era venuto a sapere la cosa, non lo avesse fatto trasferire in un luogo nascosto, sì che quelli che lo cercavano non riuscirono a trovarlo.

8. 2. Il santo vecchio, vieppiù timoroso e ben consapevole di essere ormai molto indebolito per le condizioni del corpo e per l'età, scrisse in modo riservato al primate di Africa, il vescovo di Cartagine: faceva presente la debolezza del corpo e il peso degli anni e chiedeva che Agostino fosse ordinato vescovo della chiesa d'Ippona, sì da essere non tanto suo successore sulla cattedra bensì vescovo insieme con lui. Di risposta ottenne ciò che desiderava e chiedeva insistentemente.

8. 3. Qualche tempo dopo, essendo venuto Megalio, vescovo di Calama e allora primate della Numidia, per visitare dietro sua richiesta la chiesa d'Ippona, Valerio, senza che alcuno se l'aspettasse, presenta la sua intenzione ai vescovi che allora si trovavano lì per caso, a tutto il clero d'Ippona ed a tutto il popolo. Tutti si rallegrarono per quanto avevano udito e a gran voce e col massimo entusiasmo chiesero che la cosa fosse messa subito in atto: invece il prete Agostino rifiutava di ricevere l'episcopato contro il costume della chiesa, mentre era ancora vivo il suo vescovo.

8. 4. Allora tutti si dettero a persuaderlo, dicendo che quel modo di procedere era d'uso comune e richiamando esempi di chiese africane e d'oltremare a lui che di tutto ciò era all'oscuro: infine, pressato e costretto, Agostino acconsentì e ricevette l'ordinazione alla dignità maggiore.

8. 5. Successivamente egli affermò a voce e scrisse che non avrebbe dovuto essere ordinato mentre era vivo il suo vescovo, perché questo era vietato dalla deliberazione di un concilio ecumenico, che egli aveva appreso soltanto dopo essere stato ordinato: perciò non volle che fosse fatto ad altri ciò che si doleva essere stato fatto a lui.

8. 6. Di conseguenza si adoperò perché da concili episcopali fosse deliberato che coloro che ordinavano dovevano far conoscere a coloro che dovevano essere ordinati o anche erano stati ordinati tutte le deliberazioni episcopali: e così fu fatto.

POSSIDIO, Vita di Agostino, 8, 1-6