Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Quattrocento: Scacco Cristoforo

PITTORI: Scacco Cristoforo

Sant'Agostino vescovo

Sant'Agostino vescovo

 

 

SCACCO CRISTOFORO

1475-1499

Napoli, Collezione Serra di Cassano

 

Sant'Agostino vescovo

 

 

 

Questo scomparto Ŕ un elemento di un polittico di pi¨ vaste dimensioni. Il soggetto dello scomparto Ŕ la figura di sant'Agostino, che Ŕ raffigurato a mezzo busto con la tecnica della tavola. L'opera misura cm 181 in altezza; e 52 cm in larghezza. Non si conosce con sicurezza il nome dell'autore, che comunque appartiene all'ambito culturale e artistico napoletano. Nel corso dell'Asta Gelardini, svoltasi nel 1974, venne proposto il nome di Scacco Cristoforo. un pittore di origini venete che trasferý nel meridione dove svolse la sua attivitÓ artistica.

Altri critici d'arte hanno proposto un anonimo pittore pugliese e altri ancora Pagano Francesco.

L'opera fu realizzata nell'ultimo quarto di secolo fra il 1475 e il 1499. Attualmente il dipinto Ŕ conservato a Napoli nella Collezione Serra di Cassano.

Vi Ŕ pervenuto dall'Asta Gelardini del 27 maggio 1974, n. 1 svoltasi a Roma.

Agostino Ŕ qui rappresentato come vescovo e Dottore della Chiesa. Il primo a parlare di Agostino come Dottore della Chiesa fu Beda il Venerabile che lo elenc˛ assieme ai santi Gerolamo, Ambrogio e Gregorio papa in un suo scritto dell'VIII secolo. Questo elenco fu approvato il 24 settembre 1294 con lettera di conferma liturgica di papa Bonifacio VIII stilata ad Anagni.

Nella raffigurazione dell'autore il santo ha tutti gli attributo episcopali. che abitualmente vengono raffigurati nella sua iconografia. Il suo viso presenta lineamenti segnati dalla righe del tempo che gli conferiscono maggiore autorevolezza nello sguardo che rivolge allo spettatore. Una folta barba riccioluta gli copre le guance fino al mento. E' possibile notare che sotto il piviale indossa la tunica nera dei monaci agostiniani, di cui Ŕ messa in evidenza la cocolla. Una simile raffigurazione non Ŕ inusuale nella committenza di origine conventuale agostiniana, che con questo particolare iconografico voleva sottolineare la convinzione dell'Ordine di derivare direttamente da sant'Agostino e per tale motivo invocarlo come Padre fondatore dell'Ordine agostiniano fondato nel 1256.

 

 

Cristoforo Scacco

Scacco nacque a Verona nel XV secolo e lavor˛ principalmente nell'Italia centro-meridionale.

Conosciamo pochi elementi biografici e rari episodi della sua vita. La sua provenienza veronese Ŕ segnalata dalle firme che appose sulle sue opere. Di lui si parla in un documento del 1599, la "Visitatio Eclesiae castri Monticelli" sottoscritta da Mons. G. B. Camparini, che lo definisce "olim civi dictae terrae Monticelli". Questa testimonianza in effetti Ŕ l'unica documentazione scritta della sua presenza nel territorio laziale dove era beneficiario di una donazione fatta dal Cardinale Giovanni Colonna. I 25 vani situati vicino alla sua abitazione gli erano stati donati quale compenso per le opere realizzate presso le varie chiese della zona.

Nel 1499 Ŕ segnalato in Campania alla corte della duchessa Lucrezia del Balzo a San Giovanni a Carbonara a Napoli. Il suo soggiorno campano gli permise di venire a conoscenza dell'arte di Antoniazzo Romano e di Melozzo da Forlý, due pittori di cui subirÓ l'influenza artistica. soprattutto nel suo interesse a sviluppare gli effetti cromatici di ori e tessuti. Tra le sue opere ricordiamo soprattutto la Madonna e Santi della collezione Cini, l'Annunciazione di Fondi e l'Annunciazione di Nola nella chiesa dell'Annunziata a Nola, oggi conservata nel Museo Diocesano di quella cittÓ.