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PITTORI: Scuola Fiorentina

La Vergine in trono fra i santi Agostino, Giovanni Battista, Antonio e Francesco

La Vergine in trono fra i santi Agostino, Giovanni Battista, Antonio

e Francesco di Assisi

 

 

SCUOLA FIORENTINA

1450-1480

Parigi, Museo del Louvre

 

La Vergine in trono fra i santi Agostino, Giovanni Battista, Antonio e Francesco

 

 

 

La tavola è conservata presso il Museo parigino del Louvre e raffigura la Vergine in trono con il Bambino Gesù fra le braccia in grembo, mentre è attorniata da quattro santi che le rendono omaggio.

Nell'ordine, da sinistra verso destra, si possono riconoscere sant'Agostino e san Giovanni Battista e quindi sant'Antonio eremita con san Francesco d'Assisi.

Agostino, dall'aspetto ancora giovanile, indossa abiti episcopali, con la mitra in testa e il bastone pastorale nella mano sinistra. Il suo sguardo è rivolto verso la Vergine ed il bambino. Al suo fianco san Giovanni battista si rivolge con lo sguardo all'osservatore e al fedele, ma con la mano destra indica che l'attenzione va rivolta a Maria e a Gesù.

I due santi a destra hanno un atteggiamento di devozione e rivolgono il loro intenso sguardo in direzione del trono e della Vergine. Sant'Antonio, dalla folta barba e dal viso segnato dal tempo, alza la mano e simmetricamente a san Giovanni indica dove guardar. San Francesco è invece tutto preso dal mistero che gli pone dinanzi.

La Vergine siede su un trono rialzato da una predella dove si legge il suo nome preceduto da AVE. L'intera scena si svolge all'interno di una camera aperta dalle architetture rinascimentali. Sullo sfondo l'edificio si apre lasciando intravedere un orizzonte più lontano ricco di vegetazione e piante di lato fusto. L'opera è frutto del lavoro di un ignoto artista che apparteneva alla cerchia e all'orizzonte culturale pittorico della Firenze di fine Quattrocento.

 

La devozione per la Vergine fu un carattere specifico dell'ordine agostiniano. Già Agostino, nei suoi scritti, esaltò le virtù, affermando inseparabile la sua azione da quella di Cristo e proponendola come modello per tutti i credenti. Agostino si fece veicolo di precisi contenuti dottrinari che ebbero lo scopo di confutare le tesi eterodosse diffuse a quei tempi. Agostino ribadì ripetutamente e con chiarezza i concetti della maternità fisica e insieme divina di Maria nonché la sua verginità, che ne fanno il simbolo della Chiesa, nello spirito vergine, per integrità e pietà, e madre nella carità.

Dei tre vangeli sinottici quello che parla più diffusamente di Maria è il Vangelo di Luca. Vi si racconta che Maria viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall'arcangelo Gabriele l'annuncio che avrebbe partorito il Figlio di Dio (Lc. 1, 26-38). Ella accettò e, per la sua totale fedeltà alla missione affidatale da Dio, è considerata dai cristiani il modello per tutti i credenti. Lo stesso Vangelo secondo Luca racconta la sua pronta partenza per Ain Karem, per aiutare la cugina Elisabetta, anziana, incinta di sei mesi.

Da Elisabetta è chiamata "la madre del mio Signore". Maria le risponde proclamando il Magnificat: « Allora Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.» (Lc. 1, 46)