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PITTORI: Giovanni Battista Foschi

L'apparizione della Vergine e di S.Agostino a S. Nicola

L'apparizione della Vergine e di S. Agostino a San Nicola

 

 

FOSCHI GIOVAN BATTISTA

1627-1628

Tolentino, Basilica di S. Nicola da Tolentino

 

L'apparizione della Vergine e di Sant'Agostino a San Nicola

 

 

 

La grandiosa tela di Giovan Battista Foschi che raffigura l'apparizione della Vergine e di sant'Agostino a san Nicola si trova a un lato del presbiterio della Basilica di san Nicola a Tolentino. Sempre appesa a un lato del presbiterio si trova l'altro quadro di Giovanni Battista Foschi relativo alla vita del santo tolentinate e cioè "Il miracolo delle Sante Braccia". Entrambe le tele vennero eseguite tra il 1627 e il 1628.

La decorazione del presbiterio e del coro si svolse in più interventi nel corso dei secoli. Il coro ligneo in noce massiccia venne eseguito nel Seicento dall'agostiniano Vincenzo Rossi da Fermo e dal fratello Filippo. L'altare maggiore, ornato di marmi, venne eseguito nel 1905 per volontà dell'Ordine Agostiniano in occasione del sesto centenario dalla morte di san Nicola.

La cupola venne eretta nel 1859 dall'architetto Giovan Battista Carducci e fu affrescata nello stesso anno da Luigi Fontana (1827-1908), che vi riprodusse la Visione di Ezechiele di Raffaello. Questo affresco venne restaurato nel 1924 da Francesco Ferranti. Allo stesso Fontana sono attribuiti gli Evangelisti e gli Angeli con i simboli di san Nicola nei pennacchi nonché la Gloria di san Nicola nella lunetta alla base della cupola.

Nel quadro di Foschi sant'Agostino è stato raffigurato in piena aderenza alla iconografia tradizionale che lo vuole vescovo e Dottore della Chiesa. Il santo infatti porta tutti gli attributi della dignità episcopale. Siede accanto alla Vergine impugnando con la mano sinistra il bastone pastorale. L'ampio gesto del braccio gli assicura una evidente ieraticità che lo rende maestoso nella sua postura. Il viso da anziano con una folta barba bianca che gli scende fino al petto accentua ulteriormente l'impressione di un uomo profondamente serio e distaccato dalle emotività mondane.

Anche san Nicola da Tolentino, il celebre santo marchigiano, ha una propria amplissima iconografia, che ne trattano la vita e i miracoli. A Tolentino sorge la più bella e grande Basilica in suo onore. In diverse rappresentazioni Nicola viene raffigurato assieme ad Agostino, di cui fervente seguace sin dalla gioventù, quando indossò la tonaca nera degli agostiniani nel Trecento. Fu un asceta rigidissimo con se stesso e dolce e comprensivo con i poveri, i bisognosi e gli ammalati.

Grande confessore, fu pieno di umana compassione per ogni tipo di miseria. L'incondizionata obbedienza, il distacco completo dai beni terreni, l'umiltà e la modestia furono costanti della sua vita. Intorno a lui c'è sempre un'aura di prodigio, che comincia dalla nascita, avvenuta quando i genitori parevano destinati a non avere figli. Nel processo per la canonizzazione, aperto vent'anni dopo la sua morte, 371 testimoni verranno a parlare dei suoi moltissimi miracoli. Sappiamo inoltre che Nicola è anche un maestro di rigore ascetico, cioè di severità con sé stesso.