Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Seicento: Maestro di Licodia

PITTORI: Maestro di Licodia

Sant'Agostino, Monica e la Madonna della Cintura

Sant'Agostino, Monica e la Madonna della Cintura

 

 

MAESTRO DI LICODIA

XVII secolo

Licodia, chiesa di S. Maria

 

Sant'Agostino, Monica e la Madonna della Cintura

 

 

 

Nella sacrestia della chiesa di santa Maria di Licodia è conservata una tela della Madonna della Cintura, del XVII secolo di scuola siciliana copia di un'opera quattrocentesca di fattura marchigiana. Il pittore ha posto al centro della composizione la Madonna che è assisa su un trono di nubi. Con la mano sinistra regge il Bambino Gesù, mentre con la mano destra dona la cintura a Santa Monica inginocchiata ai suoi piedi. La fisionomia ben accentuata di santa Monica, fa supporre che si tratti del ritratto della committente dell'opera. Sant'Agostino è inginocchiato dal lato opposto, vestito con un ricco piviale, sotto cui si nota la cocolla nera agostiniana e sta ricevendo dalle mani del Bambino un cuore fiammante, uno dei suoi tipici attributi iconografici. Sullo sfondo si nota una originale vegetazione mediterranea e in lontananza appare chiaramente l'immagine del vulcano Etna fumante.

La Chiesa Madre di Santa Maria di Licodia, è l'edificio più importante della storia di quel paese. In origine apparteneva all'Abbazia Benedettina e conserva tra le sue mura, le residue testimonianze architettoniche e artistiche che diedero importanza all'Abbazia nella storia siciliana. Il diploma di Fondazione del 1143 fa risalire la fondazione della chiesa al periodo romanico. L'unica testimonianza superstite di questo periodo è la Torre campanaria. Nel corso dei lavori di rinnovamento urbano, effettuati all'inizio del Duecento dall'abate Jacopo De Sorris, l'edificio subì alcune modifiche che agli elementi romanici aggiunsero elementi gotici, le cui tracce sono conservate nella nicchia del Crocifisso, l'antica abside della chiesa.

 

La festa della Madonna della Cintura viene celebrata la prima domenica dopo il 28 agosto, memoria di sant'Agostino. La devozione alla Vergine della Cintura, secondo la tradizione, è nata dal desiderio di Santa Monica di imitare Maria anche nel modo di vestire: Monica infatti avrebbe chiesto alla Madonna di farle conoscere quale era il Suo abbigliamento durante la Sua vedovanza e, soprattutto, come vestiva dopo l'ascesa al cielo di Gesù. La Vergine, accontentandola, le apparve coperta da un'ampia veste di stoffa dozzinale, dal taglio semplice e di colore molto scuro, ossia in un abito totalmente dimesso e penitenziale. La veste era stretta in vita da una rozza cintura in pelle che scendeva quasi fino a terra. Maria, slacciatasi la cintura, la porse a Monica raccomandandosi di portarla sempre e le chiese di invitare tutti coloro che desideravano il Suo particolare patrocinio ad indossarla. Fra i primi ci fu sant'Agostino e, poco per volta, la cintura divenne uno dei tratti distintivi dell'ordine degli Agostiniani e di quanti hanno regole di vita che traggono spunto da sant'Agostino. La cintura nel mondo romano ed in questo contesto in particolare, aveva un valore simbolico ed indicava un legame (non a caso giocava un ruolo importante nel matrimonio dell'età classica), in un rapporto certamente di livello impari, di sottomissione che comportava una protezione, espressa da parte della Madonna nella forma del Patrocinio. Nella coroncina da recitarsi ogni giorno da parte dei "cinturati" questo accessorio viene interpretato come l'umanità di Cristo che per amore ha sparso il Suo sangue per le Sue creature. Portare la cintura equivale ad avere di fronte a sé il volto del Redentore e deve aiutare a tenere un comportamento aderente al Vangelo, secondo la volontà del Signore. Sono frequenti le immagini in cui si ritrae la Vergine, in alto, tra santa Monica e sant'Agostino in atto di donare la propria cintura: la Madonna appare con il Bambino in braccio, elemento che manca nel racconto tradizionale e non indossa affatto un abito scuro ma è raffigurata quasi sempre con la veste rosa e azzurra: il colore penitenziale rimane solo per la cintura che offre ai fedeli anche perché il nero o il marrone sono due colori capaci di evidenziare il particolare all'interno della composizione pittorica. L'iconografia della Madonna della Cintura è simile in vari casi a quella della Vergine del Rosario e la stessa Cintura si può confondere con quello strumento di preghiera: come nel caso della Madonna di Pompei, anche la Vergine della Cintura viene sovente raffigurata fra due santi uno di sesso maschile e l'altro femminile.