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PITTORI: Giacomo Nasini

Santa Monica

Santa Monica

 

 

GIACOMO NASINI

1627-1629

Lecceto, convento agostiniano

 

Santa Monica

 

 

 

La figura di santa Monica si trova in un medaglione del refettorio dell'Eremo di Lecceto dove furono dipinte le nozze di Cana. Contrapposto sta un medaglione con l'immagine di sant'Agostino. I dipinti furono attribuiti a Giacomo Nasini dal Romagnoli.

E' noto comunque che dopo la consacrazione della chiesa nel 1615, i lavori potettero essere conclusi solo fra il 1627 e il 1629 quando era priore Serafino Venturi, grazie all'intervento di un padre agostiniano, fra Ottaviano Mannucci da Volterra, che era ospitato nel monastero. Costui si accollò le spese per la pittura del refettorio dove il Nasini, pittore di scuola fiorentina, dipinse le pareti e le volte con una gigantesca rappresentazione delle nozze di Cana. La sua opera rivela comunque buone doti di narratore.

La madre di Agostino viene spesso raffigurata nell'iconografia agostiniana, da sola o assieme al figlio. Ella partecipa a scene fondamentali, come l'estasi di Ostia, la partenza da Cartagine o il soggiorno milanese e poi a Cassiciaco. La ritroviamo ancora assieme ai monaci ed ella stessa monaca o vestita da monaca mentre illustra la regola agostiniana nella versione femminile. Toccanti sono pure le scene che la vedono in azioni caritative. Con Agostino lasciò Milano diretta a Roma, e poi a Ostia, dove affittarono una casa, in attesa di una nave in partenza per l'Africa. Fu un periodo carico di dialoghi spirituali, che Agostino ci riporta nelle sue Confessioni. Lì si ammalò, forse di malaria, e in nove giorni morì, all'età di 56 anni. Drammatiche e toccanti sono le rappresentazioni della sua morte a Ostia. Di lei Agostino offre una biografia stupenda nella parte finale del libro IX delle Confessioni.

 

Finalmente guadagnò a te anche il marito, già quasi al limite estremo della vita temporale: e in lui che ormai era credente non rimpianse ciò che aveva tollerato nel miscredente. Era poi la serva dei tuoi servi. Chi di loro l'aveva conosciuta, in lei rendeva lode e onore e amore a te, sentendo nel suo cuore la tua presenza, testimoniata dai frutti di una vita consacrata a te. Era stata la moglie d'un solo uomo, aveva reso ai genitori il bene ricevuto, aveva retto con devozione la sua casa, a testimonio aveva le sue buone opere. Aveva allevato dei figli, partorendoli di nuovo ogni volta che li vedeva allontanarsi da te. Infine di tutti noi, Signore, che possiamo per tuo gratuito favore dirci servi tuoi, e ricevuta la grazia del tuo battesimo vivevamo già in una nostra comunità, al tempo in cui ancora lei non s'era addormentata in te, di tutti noi si prese cura quasi fossimo tutti figli suoi, e quasi fosse figlia di noi tutti ci servì.

AGOSTINO, Confessioni, 9, 22

 

Riposi dunque in pace con l'uomo di cui fu sposa, il solo di cui lo fu, e che servì portandoti il suo frutto con pazienza, per guadagnare anche lui a te. E tu ispira, mio Signore e Dio mio, ispira tu i tuoi servi e miei fratelli, i tuoi figli e padroni miei, che io servo col cuore e la voce e la penna: e ogni volta che leggeranno queste pagine si ricorderanno davanti al tuo altare di Monica, tua ancella, con Patrizio che fu un tempo suo sposo. Attraverso la loro carne mi hai fatto entrare in questa vita - come, non so. Con devozione si ricorderanno di loro: genitori miei in questa luce provvisoria, e miei fratelli in te che ci sei Padre e nella madre cattolica, e miei concittadini nella Gerusalemme eterna, a cui sospira il tuo popolo lungo tutto il suo cammino dall'inizio al ritorno. Così sia meglio appagato in virtù di queste confessioni il suo estremo desiderio: lo sia nella preghiera di molti, piuttosto che nella mia soltanto.

AGOSTINO, Confessioni, 9, 37

 

 

Giacomo Nasini

I Nasini furono una importante famiglia di pittori originaria del Monte Amiata che operò fra Seicento e il Settecento.

Giacomo Nasini nato a Piancastagnaio nel 1585 ne è stato il capostipite. Si sposò nel 1605 con Violante di Annibale Nocchi,da cui ebbe tre figli: Francesco, Antonio e Giovanni. Giacomo fu un pittore su commissione nell'area di Piancastagnaio e nel sense e si ricordano alcuni suoi lavori per la chiesa di santa Maria Assunta nel 1617 e 1619.