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PITTORI: Greco Giuseppe

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

GRECO GIUSEPPE

1771

Ostuni, Guglia di Sant'Oronzo

 

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

 

La Guglia di sant'Oronzo si innalza nella centrale piazza della Libertà della città di Ostuni. La colonna barocca fu realizzata tra il 1756 e il 1771 per volontà dell'Università di Ostuni dall'architetto ostunese Giuseppe Greco e testimonia la devozione del popolo ostunese verso il santo che liberò la città dalla peste del 1656. Alta circa trenta metri, in pietra locale, è espressione dello stile rocaille ed è divisa in più ordini.

Alla sua sommità è collocata la statua di sant'Oronzo che secondo la tradizione liberò il paese da terribili calamità che afflissero la città.

Nella cortina sud del primo basamento infatti si legge: "Divo Orontio / patrono / in obsequim / cives et populus / dicarunt / anno MDCCLXX/", una scritta che testimonia la devozione della città di Ostuni e del popolo verso il Santo che, nel XVII secolo, aveva fatto cessare la carestia, allontanare la peste e recuperare la salute.

Tutta la guglia è decorata da motivi ornamentali e agli angoli sono poste le statue di svariati santi protettori di Ostuni, come san Gaetano e santa Lucia. Sul terzo sono posti, ai quattro angoli di una balaustra, le statue di san Biagio, sant'Agostino, sant'Irene e san Gregorio Armeno. Un gradino più su alcuni angeli reggono cartigli ricordando che la costruzione della colonna si deve al contributo popolare.

Alcuni lavori di Giuseppe Greco sono presenti nella chiesa dell'Annunziata di Ostuni edificata agli inizi del XIII in onore di Santa Maria della Carnara. Nel Settecento venne abbellita e decorata a stucchi e furono realizzati altari in pietra gentile tra i quali spicca la grande macchina presente nell'altare maggiore costruita da Giuseppe Greco. Sono presenti anche altri altari pitrei scolpiti da Giuseppe Greco nel 1780.

 

Agostino viene frequentemente raffigurato nelle sue vesti di vescovo e di Dottore della Chiesa. Spesso Agostino è associato ad altri santi e soprattutto agli altri tre Dottori Gerolamo, Ambrogio e San Gregorio Magno. Con questi ultimi fu praticamente raffigurato in tutte le chiese cristiane d'Occidente sui piloni o sulle volte del presbiterio e della navata centrale. Appare vestito sia da vescovo che da monaco che da canonico; talvolta ha una chiesa in mano, altre volte un libro, una penna o un cuore. Il significato di questo tema iconografico è chiarissimo: Agostino è stato uno dei vescovi che ha maggiormente difeso la Chiesa in tutti i suoi scritti e soprattutto con tutta la sua anima e il suo cuore.

 

8. 1. Ma il beato Valerio, ormai vecchio, che più degli altri esultava e rendeva grazie a Dio per avergli concesso quello speciale beneficio, considerando quale sia l'animo umano, cominciò a temere che Agostino fosse richiesto come vescovo da qualche altra chiesa rimasta priva di pastore, e così gli fosse tolto. E ciò sarebbe già accaduto, se il vescovo, che era venuto a sapere la cosa, non lo avesse fatto trasferire in un luogo nascosto, sì che quelli che lo cercavano non riuscirono a trovarlo.

8. 2. Il santo vecchio, vieppiù timoroso e ben consapevole di essere ormai molto indebolito per le condizioni del corpo e per l'età, scrisse in modo riservato al primate di Africa, il vescovo di Cartagine: faceva presente la debolezza del corpo e il peso degli anni e chiedeva che Agostino fosse ordinato vescovo della chiesa d'Ippona, sì da essere non tanto suo successore sulla cattedra bensì vescovo insieme con lui. Di risposta ottenne ciò che desiderava e chiedeva insistentemente.

8. 3. Qualche tempo dopo, essendo venuto Megalio, vescovo di Calama e allora primate della Numidia, per visitare dietro sua richiesta la chiesa d'Ippona, Valerio, senza che alcuno se l'aspettasse, presenta la sua intenzione ai vescovi che allora si trovavano lì per caso, a tutto il clero d'Ippona ed a tutto il popolo. Tutti si rallegrarono per quanto avevano udito e a gran voce e col massimo entusiasmo chiesero che la cosa fosse messa subito in atto: invece il prete Agostino rifiutava di ricevere l'episcopato contro il costume della chiesa, mentre era ancora vivo il suo vescovo.

8. 4. Allora tutti si dettero a persuaderlo, dicendo che quel modo di procedere era d'uso comune e richiamando esempi di chiese africane e d'oltremare a lui che di tutto ciò era all'oscuro: infine, pressato e costretto, Agostino acconsentì e ricevette l'ordinazione alla dignità maggiore.

8. 5. Successivamente egli affermò a voce e scrisse che non avrebbe dovuto essere ordinato mentre era vivo il suo vescovo, perché questo era vietato dalla deliberazione di un concilio ecumenico, che egli aveva appreso soltanto dopo essere stato ordinato: perciò non volle che fosse fatto ad altri ciò che si doleva essere stato fatto a lui.

8. 6. Di conseguenza si adoperò perché da concili episcopali fosse deliberato che coloro che ordinavano dovevano far conoscere a coloro che dovevano essere ordinati o anche erano stati ordinati tutte le deliberazioni episcopali: e così fu fatto.

POSSIDIO, Vita di Agostino, 8, 1-6