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PITTORI: Jacopo da Bologna

Presentazione di Ges¨ al Tempio; Sant'Agostino consegna la Regola al suo Ordine; San Gregorio nello studio; San Pietro; San Paolo; San Michele Arcangelo; San Girolamo nello studio; PietÓ e santi

Presentazione di Ges¨ al Tempio; Sant'Agostino consegna la Regola al suo Ordine; San Gregorio

nello studio; San Pietro; San Paolo; San Michele Arcangelo; San Girolamo nello studio; PietÓ e santi

 

 

JACOPO DA BOLOGNA

1360-1370

Bologna, Pinacoteca Nazionale

 

Presentazione di Ges¨ al Tempio; Sant'Agostino consegna la Regola al suo Ordine; San Gregorio nello studio; San Pietro; San Paolo; San Michele Arcangelo; San Girolamo nello studio; PietÓ e santi

 

 

 

La pala di Jacopo da Bologna che Ŕ esposta alla Pinacoteca Nazionale di Bologna ha un soggetto variamente articolato. Nella scena centrale della fascia inferiore notiamo la scena della Presentazione di Ges¨ al Tempio: partendo da sinistra, entro cornici goticheggianti, si possono osservare altre descrizioni fra cui Sant'Agostino consegna la Regola al suo Ordine, San Gregorio nello studio e San Pietro. A destra campeggiano invece le figure di San Paolo, San Michele Arcangelo e infine San Girolamo nello studio. Nella fascia superiore della cimasa, la scena centrale Ŕ occupata dal Cristo in pietÓ, attorno a cui si succedono i busti di sei santi. L'opera viene attribuita a Jacopino di Francesco de' Bavosi meglio noto con il soprannome di Jacopo da Bologna. La sua realizzazione risale al periodo fra il 1320 e il 1350.

La scena agostiniana si trova nel primo riquadro di sinistra e vede sant'Agostino vescovo ritto in piedi che consegna la sua Regola a un nugolo di frati e monache agostiniani inginocchiati davanti a lui che ricevono e accolgono lo scritto. I frati sono contraddistinti dalla tonaca nera tipica degli agostiniani eremitani.

 

 

IÓcopo o Iacopino di Francesco dei Bavosi

Pittore bolognese trecentesco di cui si hanno notizie dal 1362 al 1383. Figlio di Francesco de' Bavosi (talora detto anche impropriamente "de Papazzoni" a motivo dei due orfani minorenni di cui risulta tutore in un documento del 1366), lavor˛ a Bologna sino almeno al 1383. Nel 1365 lavor˛ nel castello di Pavia per i signori di Milano, i nobili duchi Visconti. Sono degni di nota i rapporti ben documentati con la confraternita bolognese di Mezzaratta, di cui Jacopo risulta "massaro" nel 1366. Quell'anno sottoscrisse con il priore Pietro de' Cloavi l'impegno assunto dal pittore Simone di lavorare per la chiesa della confraternita. Lo stesso pittore lascia alla chiesa in legato un doppiere nel primo testamento del 4 maggio 1371, seguito da un secondo nel 1383, anno che segna la probabile data di morte del Bavosi. Non si conoscono sue opere ben documentate, tuttavia gli sono stati attribuiti dalla critica tre polittici esposti alla Pinacoteca di Bologna. Si tratta della Presentazione al tempio; la Morte della Madonna e l'Incoronazione della Madonna, nelle cui opere egli si mostra legato alla cultura riminese trecentesca, ma con accenti di grottesco popolaresco tipici della pittura emiliana. Fu anche influenzato da Vitale da Bologna.