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Priori Generali: Tommaso d'argentina

Tommaso d'Argentina in un affresco bresciano Tommaso d'Argentina in un affresco bresciano

Immagine del priore generale Tommaso d'Argentina

 

 

TOMMASO D'ARGENTINA

(1345 - 1357)

 

 

 

 

L'ultimo generale di questo periodo e il primo dei non italiani fu Tommaso da Strasburgo o de Argentina, membro del convento di Hagenau, ma per la storia affiliato al pi¨ importante convento della capitale dell'Alsazia. Come Egidio Romano e come tutti i superiori dell' Ordine, da Giacomo da Orte in poi, anche lui aveva studiato e insegnato a Parigi, dove fu promosso al magistero nel 1337. Nella stessa metropoli fu elevato al genera1ato dal capitolo del 1345 e confermato nell'incarico dai capitoli di Pavia nel 1348, di Basilea nel 1351 e di Perugia nel 1354. E' molto probabile che sarebbe stato confermato ancora, secondo quanto permettevano le Costituzioni ai vocali dei Capitoli dell'Ordine: che dopo avere esaminato e discusso attentamente - e in sua assenza - "la vita e i meriti del Generale, se trovavano che fosse degno, capace, preparato e fedele ... e non trovavano nulla per cui meritasse di essere deposto, era meglio confermarlo nell'ufficio piuttosto che procedere ad una nuova elezione"; ma Tommaso da Strasburgo morý a Vienna prima di terminare il suo ultimo triennio nel gennaio o febbraio del 1357. Di lui si Ŕ giÓ fatta menzione trattando delle Costituzioni e il suo nome sarÓ fatto ancora nel capitolo dedicato agli studi e tra i teologi, dei quali egli fu uno dei pi¨ noti della nostra storia. In quanto al suo governo, si deve pensare che egli possedesse delle doti non comuni di superiore, sia per l'ufficio che giÓ svolgeva nella sua diocesi di Strasburgo prima del 1338, sia per la sua rie1ezione in tre capitoli consecutivi, che confermarono la novitÓ introdotta a Parigi nel 1345, di mettere a capo dell'Ordine un religioso non italiano; ma gli ultimi dieci anni del suo mandato furono tra i pi¨ calamitosi della storia della nostra e delle altre famiglie religiose, a causa della "peste nera" che spopol˛ quasi tutta l'Europa negli anni 1347-1351, le cui funeste conseguenze si fecero sentire in tutta la seconda parte di quel secolo. Basta confrontare gli atti capitolari del 1351 e del 1354 con quelli dei capitoli precedenti per avvertire la scarsezza del personale nei conventi e la decadenza della disciplina; negli atti dei capitoli di quei due anni abbondano le dispense dalla legge sotto vari aspetti, mentre in quelli della prima parte del secolo si cercava di mantenerla in vigore e di perfezionarla con le "Additiones", che il Generale compose sin dal 1345 e che furono approvate dal capitolo del 1343. Malgrado gli sforzi di questo superiore e dei suoi predecessori della prima metÓ del secolo XIV, non si pu˛ purtroppo negare che l'osservanza giÓ perdeva vitalitÓ sotto molti aspetti.

 

 

Referenze:  CRUSENIO, Monasticon