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Percorso : HOME > Scriptorium > Prospero d'AquitaniaProspero d'Aquitania: Ordinazione episcopale di Agostino
Sant'Agostino: pannello ligneo a Cascia
ORDINAZIONE EPISCOPALE DI AGOSTINO
di Prospero d'Aquitania
Teologo laico (390 - morto dopo il 455)
Tratto da Prospera d'Aquitania, Chronicum integrum
"Augustinus beati Ambrosii discipulus multa facundia doctrinaque excellens Hippone [regio] in Africa episcopus ordinatur."
PROSPERO D'AQUITANIA
Araldo della dottrina agostiniana, della grazia, Prospero attacca il pelagianesimo e se la prende con i maestri provenzali che saranno chiamati semi-pelagiani; autore della prima raccolta di testi scelti da Agostino, trasmette ai posteri il pensiero del suo maestro: questi i due aspetti complementari di una vita totalmente dedicata alla difesa e alla spiegazione della dottrina. Prospero non fu vescovo né prete né monaco. Questo laico devoto era fedele sostenitore di Agostino, anche se non lo aveva mai incontrato. Di origine aquitana, venuto in Provenza, si trova immerso in un ambiente di maestri provenzali che, pur professando una grande ammirazione per il vescovo di Ippona, rifiutano però la sua dottrina della predestinazione e la sua concezione della fede come dono gratuito di Dio. Non riuscendo a convincere i provenzali del saldo fondamento dell'insegnamento agostiniano, egli stesso e un altro laico, il suo amico Ilario (che ha conosciuto in Africa il vescovo di Ippona) inviano a quest'ultimo due resoconti.
I due - Ilario in termini non privi di una certa simpatia per l'avversario, Prospero invece attestando un'evidente irritazione - informano il loro illustre corrispondente sulle tesi che si sostenevano in Provenza. Agostino risponde loro col suo De praedestinarione sanctorum e il De dono perseverantiae. I maestri provenzali restano però fermi sulle loro posizioni. Dopo la morte di Agostino, si sviluppa in Provenza una reazione antiagostiniana la cui ampiezza e durata si spiegano forse con l'atteggiamento di certi discepoli di Agostino che tendevano a rendere Dio responsabile non solo della santità umana ma anche dei suoi peccati. Prospero denuncia le deformazioni della dottrina agostiniana, sia che vengano da avversari di Agostino o da suoi discepoli senza giudizio. Da parte sua, finisce con l'attenuare un po' il rigore della dottrina del suo maestro. Con l'amico Ilario decide di recarsi a Roma da papa Celestino per ottenere la condanna della dottrina dei maestri provenzali. Dopo questo passo, Celestino manda nel 431 ai vescovi di Gallia una lettera contenente un vivo elogio di Agostino, ma senza alcuna vera condanna per i suoi avversari. Tornato a Marsiglia, Prospero riprende a scrivere.
Nelle opere pubblicate fra il 432 e il 434 egli alterna tattica difensiva (il titolo di tre suoi scritti comincia con Pro Augustino) e offensiva (Contra collatores). Attacca soprattutto Cassiano, "il conferenziere". Poco più tardi Prospero lascia la Provenza e si insedia a Roma, dove farà parte del consiglio di papa Leone Magno (440-461) fino alla morte, sopraggiunta poco dopo il 455. Il suo pensiero si rasserena: scrive in particolare un'Expositio psalmorum senza carattere polemico. Diventato un agostiniano moderato, raccoglie una serie di test) di Agostino intitolati Liber sententiarum, e assicura così la diffusione é la trasmissione ai posteri di un pensiero agostiniano segnato dalla sua selezione. Combattuto per un secolo in Provenza, l'agostinismo trionferà definitivamente col concilio di Orange del 529, che condannerà la dottrina dei maestri provenzali.
Sarà in qualche modo la vittoria postuma di Prospero. Il nostro teologo è festeggiato il 25 giugno.