Contenuto
Percorso : HOME > Cassago > Archivio Storico > Novecento > 1904-1907: Biffi1904-1907: Carlo Biffi
Immagine del parroco don Carlo Biffi
1904-1907
GLI ORATORI DELLA PARROCCHIA DI CASSAGO
del parroco Carlo Biffi con note di don Colnaghi e don Motta
Cassago, Chronicon parrocchiale
Quando sia stato edificato l'Oratorio di Oriano non si sa, non esistendo alcun documento in Archivio, e non essendovi in proposito alcuna tradizione attendibile. Vi ha chi dice essere stata quella chiesa nei tempi antichi la parrocchiale di Oriano, Cassago e Cremella; ma pare sia un'asserzione affatto gratuita, cervellotica e contraria a tutte le apparenze giacché i muri di detta chiesa non sembrano di data molto antica. Ho registrato tale asserzione in mancanza d'altre.
Certamente esisteva un privilegio nel secolo XVII perché il nobile Prospero Perego l'aveva restaurata e aveva fondata una cappellania con l'obbligo della messa quotidiana ad esclusione di un giorno feriale per settimana. Detta cappellania dopo diverse vicende fu soppressa dal governo nel 1866, fu rivendicata dal patrono d'allora ex chierico Reina Demetrio che si mangiò i fondi svincolati. Di questa cappellania si discorrerà più a lungo nel relativo capitolo. In detta chiesa a proposito della restaurazione e della fondazione della cappellania Perego si trova una lapide murata con questa iscrizione:
PROSPER PEREGUS vir nobilis
Quem vitam ad LXXXX annum coelebs integris sensibus
perduxisset, praedia quae satis ampla possidebat
legavir in hunc usum, ut res divina
quotidie fieret in hac D. Gregorii aede
quam ipse instaurarat.
IDQ. Sacerdotium M. Antonio Origo protonotario Apostolico
attribuit iussitque patronos
sacerdotii eius in perpetuum
esse ipsam posterosque
familiae eius
Le spese di manutenzione sono della Fabbriceria quantunque la chiesa appartenga al parroco, formando un suo numero di mappa col giardino annesso che è il solo pezzetto di terreno che possiede la prebenda parrocchiale.
Nel 1890 il Comune di Oriano a proprie spese portò sul campanile due campane in luogo della vecchia un orologio. Nel 1900 scoppia la controversia Reina: questi rivendica a sè l'Oratorio e il pezzetto di terra annesso. Il parroco Biffi chiamato dall'economato di Milano a definire legalmente la questione cerca di guadagnare tempo e perde così tre anni chiedendo chiarimenti e dichiarando di non avere fondi per sostenere la causa. L'affitto del giardino assicurava solo 24.00 lire annue cioè 20.70 lire nette: facendo causa si spendeva un capitale con cui si poteva comperare il pezzo di terra stesso. La vertenza passa per l'avvocato Torri di Lecco. Frattanto dopo tre anni il prevosto di Casatenovo don Perego scrive al Biffi dicendogli che il Reina, che si trova nella sua parrocchia, era venuto ad meliorem frugem e desiderava aggiustarsi. Risponde il Biffi picche sulla base seguente:
1. nei numeri di mappa dei fondi costituenti la Cappellania Perego, di cui Reina era patrono, non si trova compreso quello dell'Oratorio e annesso giardino.
2. Che fin dal 1804 sotto il parroco Ongania il giardino di Oriano, non si sa come, cominciò a far parte della prebenda parrocchiale e così si mantenne senza la benché minima contestazione. Da questo credo doversi dar peso alla tradizione che dice essere stato quel giardino cintato un antico cimitero (pochi anni fa si sono trovate ancora ossa umane).
3. Sotto il parroco Morganti gli Orianesi credevano esser del Comune la piazzetta davanti all'Oratorio mentre il parroco sosteneva essere della prebenda. Fu fatta questione essendo vivo il signorReina il quale non ebbe neppure l'idea d'intervenire nel dibattito e la sentenza fu favorevole al parroco e contraria al Comune.
Il Reina scrisse alla vedoca Ripamonti di Oriano nella quale attesta di cedere a qualsiasi diritto sull'Oratorio e giardino di Oriano.
Un nipote del Reina, don Emilio dei Conti Reina, Regio Conservatore dei Monumenti Nazionali a Siena, impugnò di nuovo la causa il 2 luglio 1904 facendosi forte di una sentenza del Tribunale di Lecco che gli attribuiva la proprietà. Chiedeva la restituzione della proprietà (essendo discendente in linea diretta dalla nobile famiglia Reina, fondatrice di quel beneficio e relativa chiesa) o una transazione di 8.000 lire.
La Curia interpellata da Colnaghi che gli trasmise le sue conoscenze, rispose che avrebbe pagato se il Reina fosse stato in grado di dimostrare la sua proprietà. Da allora non si fece più vivo ...
Festa di san Marco
In questo Oratorio dedicato a S. Marco e S. Gregorio ci portiamo di buon mattino processionalmente il giorno di san Marco e verso le 10 si canta la Messa a onore del Santo. Dopo mezzogiorno a un'ora fissata dal parroco si cantano i Vesperi e si dà la Benedizione. La messa mattutina e processione gravitano sulla cassa morti, il resto dietro elemosina.
Si celebrano 6 messe festive all'anno con spiegazione del santo Vangelo, cioè le quarte di ogni mese cominciando dall'aprile a ottobre escluso.
Oratorio dei Campi Asciutti
E' di proprietà privata attualmente di pertinenza del cavaliere signor Arturo Romagnoli. Per quanto abbia inquisito il Biffi ammette di non essere venuto a capo di nulla circa la sua origine. C'era un legato di numero 12 messe come si evince solamente dall'effemeride conservata in Archivio e che non fu adempiuto dal 1864 in avanti. Ci si porta processionalmente il secondo giorno delle Litanie ivi celebrando. Si celebra pure quando si ha bisogno di dare i sacramenti agli infermi di quella frazione. L'oratorio fu venduto con l'annesso podere (nota agosto 1944 di don Colnaghi) dal Romagnoli al signor marchese Parravicini il qule lo rivendè quasi subito ai signori Ballabio di qui per la somma di L. 280.000
Nell'anno ... il seminario di Lodi si diede attorno per vedere se la Brianza prestava un bel e comodo luogo di villeggiatura per i suoi chierici e dopo un po' pose gli occhi su questo oratorio e appezzamento dei Campi Asciutti. I Ballabio vendettero a mons. Antonelli vescovo di Lodi il sudetto oratorio per L. 280.000 che provvide alle necessarie correzioni ed adattamenti. Dal 1943 però lo stabile è affittato per 20.000 lire al Pio Istituto "San Gaetano" di don Guanella il quale sinistrato nei bombardamenti nei bombardamenti di Milano vi ha trasferito scuole medie per i suoi orfanelli. Nel 1951 l'istituto diventa proprietario e ne fa una nuova Casa, che decide di sistemare ampliandolo ed ammodernandolo fino al 1953 bloccato per analisi dei loro superiori di Como.
Oratorio di San Salvatore
Si dice "ai morti del san Salvatore" perchè là furono seppelliti i morti di non so quale peste e per i quali fu sempre grande devozione, tanto che v'era un continuo via vai anche di notte. La divozione è ora quasi estinta perchè gli ossari dei morti furono compresi nella cinta fatta nel 1887 e così prese piede la divozione ai morti del Busano in parrocchia di Bulciago. Seguendo la tradizione, nei secoli furono oltre ai predetti ossari vi doveva essere un'umile cappella. Nel 1800 quando Napoleone proibì si seppellissero i cadaveri in chiesa, il duca carlo costruì in quel poggio un sepolcreto della famiglia conservando però gli ossari accessibili al pubblico. Nel 1836 dietro disegno dell'architetto Giuseppe Chierichetti si rifabbricava il sepolcreto più ampio e molto bello almeno per istile mortuario. Eravi l'altare con tabernacolo. Anche allora gli ossari erano accessibili al pubblico. Nel 1884-87 rovinando il predetto sepolcreto si pensò di farne uno nuovo dietro disegno dell'architetto Giovanni Cerutti che è l'attuale. Questa volta gli ossari furono compresi nel muro di cinta. Si costruì il sepolcreto e nel progetto primitivo non c'era posto per l'altare. Si pensò poscia dietro osservazioni del parroco Gioletta. Il quadro artistico sull'altare è attribuito al Bergognoni ed ho i miei dubbi che una volta doveva appartenere alla chiesa parrocchiale.
Si va processionalmente:
1. il primo giorno delle litanie (vi si celebra)
2. il 10 maggio festa di S. Giobbe. In questa occasione si fa la fiera e si benedice la carta dei bigatti. Si canta la messa solenne alle 9 e si fa compieta alle 17 col predichino del mese di maggio. Tanto il giorno delle litanie che il 10 maggio vengono processionalmente anche quei di Cremella per cui bisogna accordarsi prima per non imbrogliarsi.
3. in occasione di giubileo o per implorare grazia speciale.
Non v'è alcun legato. Si celebra anche il 13 marzo, il 22 settembre e il 2 novembre una messa dietro elemosina del duca Visconti. Si può aggiungere ora anche il 15 novembre data della morte del duca Guido Visconti.
(3 dicembre 1967 nota di don Motta) Ora si celebra una sola volta all'anno il 2 novembre su richiesta dell'Amministrazione Visconti.