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Percorso : HOME > Cassago > Archivio Storico > Seicento > 1641 Carlo Antonio Caccia1641: Carlo Antonio Caccia
Mulino da seta per la torcitura del filo completo di ruota idraulica
1641
Carlo Antonio Caccia impianta un Molino da seta
Archivio Civico di Milano, cartella 875
Notta de Molini di seta che si ritrovano nel Ducato di Milano notificati da possessori di quelli in virtù della grida publicata d'ordine di Sua Eccellenza in datta 24 genaro 1679.
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Casago. Carlo Antonio Caccia notifica un molino piantato nell'anno 1641.
Il Console non l'ha notificato.
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I molini erano l'antica dizione con la quale si chiamavano i filatoi. I filatoi potevano lavorare solo fili avvolti in rocchetti, ma la seta, usciva dalle filande dopo la trattura dei bozzoli in matasse e il trasferimento sui rocchetti (incannatura) era condizionato dai ritmi produttivi delle operaie che nelle loro case svolgevano a mano questo lavoro. A Bologna questa strozzatura produttiva fu risolta nel Cinquecento con l'introduzione dell'incannatoio meccanico collegato agli stessi organi di trasmissione del filatoio. I mulini da seta alla bolognese (con ruota idraulica e incannatoio) riducevano contemporaneamente i tempi di produzione dei filati e miglioravano la qualità del prodotto.
Col mulino da seta si preparavano vari tipi di filati per trame e orditi. Il più famoso di questi era l'organzino: un ordito ottenuto dalla torsione congiunta di due fili precedentemente torti separatamente.
Negli altri territori brianzoli si trovavano attivi di versi molini:
Cazzano: nel 1628 sono attivi 3 molini
Cortenuova: nel 1647 sono presenti 9 molini, uno di Motta e gli altri della famiglia Beretta
Besana inferiore: nel 1657 sono attivi 2 molini
Erba: Giovan Pietro Boscio nel 1658 trasferitosi da Milano ha 4 molini
Sala: nel 1663 ci sono 3 molini
Valmadrera: nel 1664 ci sono 6 molini
Besana superiore: nel 1666 sono attivi 2 molini
Molteno: nel 1668 ci sono 2 molini
Veduggio: nel 1669 è presente 1 molino
Barzanò: nel 1671 è presente 1 molino di un certo Carlo Antonio Fumagalli
Bartesago: nel 1673 sono presenti 1 molino
Ello: nel 1673 3 molini di Negro, Redaello e Radaello
Galbiate: nel 1673 sono attivi 14 molini
Oggiono: Domenico Ponte nel 1674 e Giovanni Battista Andreotto nel 1675 (2 molini) e 1678 (1 molino)
Barzago: nel 1675 è attivo 1 mulino di Giacomo Antonio Radaello
Annone: sono presenti 8 molini
Brongio: nel 1678 c'è un molino
Civate nel 1679 ci sono 2 molini
Verso la metà del Seicento si assiste una forte uscita da Milano dei filatoi che si stabiliscono nel contado. Il 29 novembre 1678 la "Consulta della Giunta sopra il ristoro del commercio intorno al lavorerio della seta" riscontra che le cause del trasferimento dei mulini sta "l'uno nel risparmio del datio delle sete nell'introdurle nelle città, l'altro del minor loro costo nel farle travagliare da persone rurali e vi si può facilmente aggiungere il terzo motivo della maggior facilità dell'estrattione delle sete dallo stato quando le tengono in luoghi aperti e vicini al confine per deludere con maggior comodo il pagamento de' datij alla regia camera ..."
Il 14 dicembre 1678 una grida del governo retto dal Conte di Melgar ordina che ogni filatore e mercante che abbia molini nello Stato li notifichi nel termine di otto giorni con la distinta dei luoghi dove si trovano, i principali che li mantengono o delle sottomesse o terze persone per le quali li fanno lavorare sotto pena di 500 scudi.
Nel gennaio 1679 la notificazione dei molini è giudicata insoddisfacente dalla Giunta che ordina una nuova grida per notificare con precisione il numero e luogo dei molini. Vengono date alcune disposizioni allo scopo di riportare i molini in città di Milano.
Il 24 giugno 1696 viene proibita l'esportazione di gallette e seta greggia dallo Stato di Milano.
Nel 1699 i 388 filatoi presenti a Milano nel 1674 si sono ridotti a 100, dei quali solo 25 sono attivi quell'anno. Nella campagna invece si trovano 348 molini attivi.