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Percorso : HOME > Cassago > Medioevo > InvasioniCattaneo: L'epoca delle invasioni
L'insediamento goto di Monte Barro
L'EPOCA DELLE INVASIONI
Date fondamentali
401 Alarico scende in Italia con i Goti occidentali (Visigoti)
452 Attila scende con gli Unni
476 Odoacre con gli Eruli occupa l'Italia e mette fine all'impero romano d'Occidente
489 Teodorico re degli Ostrogoti sconfigge Odoacre
490 I Borgognoni del re Gundobado scendono dalla Savoia fino a Milano desolando tutta l'Italia settentrionale (Ennodio, Vita S. Epiphani Ticinensis)
522 I Bizantini di Belisario e Narsete attaccano l'Italia
539 Uraia nipote di Vitige ostrogoto con l'aiuto di 10000 Franchi di Teodoberto re di Borgogna assalta e devasta Milano
568 Attraverso le Alpi Giulie Alboino occupa Pavia alla testa dei Longobardi. L'arcivescovo milanese Onorato fugge in Liguria. I suoi successori tornano in città solo nel 650 con Giovanni Buono
641 Rotari occupa la Liguria
Gli insediamenti bizantini nel nord Italia si concludono nel 588 o 589 con la caduta dell'isola comacina. La sua lunga resistenza testimonia la tardiva penetrazione dei longobardi in questi territori. Del resto alcune lapidi di Lenno sono datate con il consolato bizantino per anni durante i quali l'occupazione longobarda aveva già dilagato nella pianura padana. Grande doveva essere l'ampiezza dei territori bizantini fino almeno allo scontro finale con Autari: verso nord aveva contatti con la Rezia tenuta dai Franchi di Austrasia, ormai alleati con i bizantini e verso sud aveva l'unico fronte che fosse allora insidiato. Però poteva attestarsi su una serie di capisaldi strategici e versanti di monti ben difendibili.
Questa linea difensiva partiva da castrum leucum (S. Stefano) o dalla riva opposta (Sasso di S. Dionigi che aveva un carattere di vecchio fortilizio) e proseguiva per i monti di Civate, avendo come centro Castelmarte. Dall'altra parte del Lambro la linea risaliva fino al Buco del Piombo per ridiscendere poi su Como e il Baradello. Como a differenza di Bergamo e Brescia non fu mai ducato longobardo, anzi vide il proprio territorio dipendere in età longobarda da Sibrium, Milano e forse Bergamo, tutte giudicarie longobarde. Questo potrebbe essere interpretato come una conferma che la città non aveva fatto parte dapprima del regno ed era stata trattata come un territorio di tarda conquista.
Dizionario longobardo
bald: ardito, baldanzoso
bara: lettiga, asse per trasportare merci, barella
barba: zio
bauga: anello
behhari: bicchiere, boccale
binda: benda, fascia, striscia
bihroffjan: accusare, rimproverare
bison: correre qui e là
blahha: terreno nero, scuro
blahjo: lenzuolo, panno
blath: pallido, biacco
blausz: nudo, biotto
bolzo: ariete, freccia della balestra
braida: pianura, distesa di terreni
bredil: sgabello, predella
burjan: cacciare, borrire
fahida: faida
fanpjo: fante, soldato a piedi
fara: nucleo familiare
fazzjo: straccio, fazzoletto
federa: piuma, federa
gajda: punta di freccia o di lancia
gahagi: terreno privato, bosco, pascolo
gari: allegro, gaio
got: dio
gram: triste, gramo
grimm:grinzoso
haribann o hari-mann: combattente
haripergo: alloggio, accampamento militare
halla: ampio edificato aperto
hraffon: afferrare, strappare, arrafone
hrappon: arrapare
hizzja: furia, izza, aizzare
hringilon: tintinnare
huf: anca
kampjo: campione, guerriero
knoha: giuntura
krappo: uncino, graffio
krukkja: gruccia
kruppja: greppia, mangiatoia
lappo-a: orlo
leffur: labbro animale [lifròcch in dialetto lombardo]
menni: collare
milzi: milza
mundwald: tutore
nappja: naso
palk: travatura, palco, balcone
piga: ragazzina [pigòta nella forma dialettale lombarda]
quillan: sprizzare
rihhi: ricco
ruf: sudiciume [ruf nella forma dialettale lombarda]
ruspi: ispido
sala: costruzione ad un solo vano
skafa: scaffale, palchetto
skalk: servo
skarrjo: sgherro, capitano d'arme
skauz: falda, lembo di abito, grembo
skerpfa: corredo nuziale, suppellettili
skina: schiena
skinko: stinco
skranna: sedile, scranno
skjrnia: scherno
skuldhaizo: colui che ordina, che comanda
skur: luogo coperto, rifugio
snaida: taglio alberi e confine di un bosco
snarhhjan: russare
spahhan: spaccare
spalto: fortificazione
spanga: fermaglio
spanna: a palmo
sproch: germoglio
staffa: staffa
staffal-il: emporio, magazzino
stamberga: abituro
stauzzan: urtare, colpire
sterz: manico dell'aratro, sterzo
stodigard: recinto per cavalli
stral: strale, freccia
strozza: gola
stukki: stucco
stultjan: scattare
stumpf: tronco, ceppo
sunder: separato, solo
thampf: tanfo
trappa: laccio, trappola
trog: catino, truogolo
wada o wata: rete da pesca
wadia: pegno, scommessa
wald: brughiera o terra comune
waldmann: uomo del bosco
warda: dal tado latino "garda"
whatari: guardia, sguattero
widregild: guidrigildo
wiffa: ciuffo di paglia
zaino: sacco a spalla
zanka: tenaglia, zanca
zann: dente
zazza: zazzera, ciuffo
zizza: mammella
zolla: massa compatta di terra
Onomastica longobarda:
Nomi che vantano una origine longobarda sono in primo luogo:
Manfredo
Raimondo
Anselmo
Corrado
Bruno
Aldo
Goffredo
Rainaldo
Altri nomi Goti o Longobardi:
Ferdinando
Teodorico
Alfonso
Nomi originariamente Franchi:
Guido
Gerardo
Baldovino
Alberto
Roberto
Bernardo
Gualtiero
Bererdo
Carlo
Ruggero
Riccardo
Strato linguistico germanico:
La lingua dei Goti appartiene al ceppo delle lingue germaniche orientali. In Italia è presente soprattutto una variante del goto (l'ostrogoto), mentre nella Francia meridionale ed in Spagna prevale il visigoto. L'idioma dei longobardi al contrario così come quello degli Angli, dei Frisi, dei Sassoni appartiene al gruppo occidentale. Unitamente all'alto tedesco e al contrario del goto, la fonetica presenta alcune mutazioni di base come ad esempio "p" in "ph" (f) e "t" in "z" che troviamo poi nei vocaboli tedeschi ed anche in quelli italiani. I tedeschi infatti distinguono col termine lautverschiebung, cioè suono posposto, questa importante mutazione fonetica: i termini paleogermanici e goti ne sono sprovvisti al contrario delle voci longobarde e franche, nella quali la lautverschiebung è già avvenuta.
Un'altra delle caratteristiche fonetiche più sicure per contrassegnare le voci germaniche è il nesso iniziale "gw", riproduzione tardo latina o romanza del germanico "w", fonema sconosciuto al sistema tardo latino. Tra gli esempi si possono citare alcuni verbi tra cui "guardare" (wardon), "guarire" (warjan), "sgualcire" (walkjan) e parole di uso comune come "guerra" (werra), "guanto" (want).
Le sfere semantiche di origine germanica si riferiscono in prevalenza a termini di guerra (strale, guerra, dardo), a termini giuridici (bando), alle istituzioni feudali e amministrative.