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PITTORI: Maestro castigliano

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa benedicente

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa benedicente

 

 

MAESTRO CASTIGLIANO

1550-1560

Madrid, Reale Accademia di Belle Arti di San Fernando

 

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa benedicente

 

 

 

Anonimo è l'autore di questo quadro che riproduce una immagine di Agostino benedicente. Il pittore appartiene per lo stile in ogni caso all'orizzonte culturale e pittorico della Castiglia. L'opera delle dimensioni di 145 x 80 cm è stata realizzata con la tecnica a olio su tavola. Il pittore ha rappresentato il santo seduto su una specie di cattedra, di cui notano gli artistici piedini a forma di grifone, animale mitologico simbolo di coraggio e magnanimità. E' vestito con una tunica bianca, porta un rocchetto di lino bianco con maniche strette e dalle spalle scende un piviale, vestito proprio di un vescovo. Il capo porta in testa una mitra, i cui lembi poggiano sulle spalle. La mano sinistra indossa un guanto di pelle di capretto. La mitra è circondata da un'aureola, che caratterizza la santità di Agostino. Nella mano sinistra tiene un bastone pastorale e un libro, mentre la mano destra mostra tre dita estese.

Sebbene il quadro venga descritto semplicemente come un santo vescovo negli antichi inventari e cataloghi, sia l'abbigliamento che gli attributi raffigurati rimandano indubbiamente ad Agostino d'Ippona, filosofo, teologo e vescovo, nonché Dottore della Chiesa. Ciò è ulteriormente rafforzato dalla posizione della sua mano destra, che indica il numero tre e allude alla visione che il santo ebbe su una spiaggia, nel tentativo di comprendere il mistero della Trinità, quando incontrò un bambino. Agostino e il bambino furono protagonisti di questo episodio leggendario che ha attraversato tutto il medioevo e i secoli successivi.

 

L'Accademia di San Fernando, che prende il nome dal sovrano allora in carica, Ferdinando VI, fu fondata nel 1752 come molti altri istituti del genere in tutta Europa e la sede di Madrid fu la prima in Spagna. Il diffondersi in Europa delle accademie coincideva inoltre con l'egemonia del neoclassicismo, un movimento basato proprio sullo studio dell'arte e del mondo antico.

Attualmente il museo espone opere di: Giovanni Bellini, Correggio, Giuseppe Arcimboldo, Francisco Goya, El Greco, Peter Paul Rubens, Antonio de Pereda, Giovanni Battista Beinaschi, Luca Giordano, Paolo De Matteis, Tiepolo, Mengs, Pompeo Girolamo Batoni, Francisco de Zurbarán e altri ancora.