Contenuto
Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Ottocento: Piroli TommasoPITTORI: Piroli Tommaso
Agostino vescovo e Dottore della Chiesa
PIROLI TOMMASO
1800-1820
Milano, Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli
Agostino vescovo e Dottore della Chiesa scrive libri e trattati
In questa stampa Tommaso Piroli (1750-1824) riproduce l'immagine di sant'Agostino traendola da un'opera pittorico di Giuseppe de Ribera (1591-1652). Il nome dell'incisore compare in margine alla figura di S. Augustinus Ep. che l'ha realizzata con la tecnica della carta acquaforte. La parte incisa misura 195 mm x 257 mm, mentre l'impronta del foglio complessivamente misura 211 mm x 292 mm.
Sotto la scritta che indica il santo l'incisore ha riportato: In the possession of Henry Blundell. Agostino è qui raffigurato seduto davanti alla sua scrivania mentre sta consultando un gran numero di voluminosi libri, di cui uno è aperto e che il santo sta sfogliando con la mano destra.
Indossa i paramenti episcopali con la mitra in testa e volge lo sguardo verso l'osservatore, quasi volesse interrogarlo o scrutarne l'attenzione. Il suo volto ha un aspetto maturo con una foltissima barba e baffi e un piccolo ciuffo di capelli che sporge dalla mitra.
Tommaso Piroli
Nasce a Roma nel 1750, da Giovanna Neri e dal maestro argentiere Matteo di Giacomo, ultimo di tre fratelli. Visse la sua infanzia nella casa annessa alla bottega paterna, accostandosi allo studio del disegno. Artista versatile, ha coltivato anche le tecniche della scultura in creta e, durante una permanenza a Firenze, si è impratichito nella incisione su rame che è diventata la sua occupazione prevalente.
Ben presto fu avviato alla carriera artistica frequentando i corsi dell'Accademia di S. Luca, dove nel 1766 vinse il secondo premio nella terza classe di scultura. Dai registri parrocchiali risulta che egli fu presente a Roma quasi ininterrottamente fino al 1777. Negli anni seguenti Piroli attese a vari lavori lavori in Toscana. Risale al 1783 l'inizio della collaborazione di Piroli con D'Agincourt per l'esecuzione delle acqueforti a contorno della celebre Histoire de l'art par les monumens (1810-1823), per la cui pubblicazione l'incisore supervisionò la realizzazione delle stampe dei rami a Parigi.
Divenne amico di Giovanni Battista Piranesi e coltivò un rapporto fraterno anche con il figlio Francesco. Durante la Repubblica Romana ha inciso due immagini di feste patriottiche. La visita a Pompei ed a Ercolano gli fruttò l'opera le Antiquités d'Herculanum, ricca di sue incisioni, edita a Parigi dai fratelli Piranesi e composta da sei volumi. Alla sua attività principale di incisore aggiunse quella di libraio e di editore. Un numero notevole di sue incisioni si trovano nella collezione del British Museum e al Museo nazionale di Stoccolma.
Si spense a Roma nel 1824.