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PITTORI: Maestro romano

SSant'Agostino dottore della Chiesa

Sant'Agostino dottore della Chiesa

 

 

MAESTRO ROMANO

1848-1855

Roma, Basilica di Santa Maria sopra Minerva

 

Sant'Agostino dottore della Chiesa

 

 

 

In uno spicchio della volta del transetto destro troviamo questo dipinto ottocentesco che raffigura Agostino e che cerca di ripristinare lo stile dell'originale e austero aspetto duecentesco dell'interno. I lavori eseguiti intorno al 1850 hanno modificato le sovrapposizioni seicentesche: ora la penombra avvolge le due file di pilastri in finto marmo a pianta cruciforme ornati dagli stuccatori forlivesi Achille e Giuseppe Lega. Le pareti delle volte, della navata centrale e del transetto sono caratterizzati da una decorazione policroma con figure di Apostoli, di Profeti e Dottori della Chiesa assisi in trono.

Qui Agostino è seduto su una nuvola mentre con la mano destra è impegnato a scrivere su un libro aperto che regge sulle ginocchia. Ai suoi fianchi si trovano due angeli: uno porta fra le mani un una grande tavola scritta da cui Agostino trae ispirazione per i suoi scritti. L'altro, alle sue spalle, regge il bastone pastorale. Agostino indossa i paramenti episcopali con la mitra in testa e l'aureola dei santi che cinge il suo capo. Sulle spalle è ben evidente il mantello nero dei monaci agostiniani, che rimarca la tradizionale convinzione che sia stato il fondatore dell'ordine agostiniano.

 

La basilica costituisce uno dei rari esempi di architettura gotica romana. Al suo interno sono ospitate le tombe di diversi importanti personaggi tra cui Caterina da Siena, il pittore Beato Angelico e Papa Benedetto XIII. Vi sono conservate pregevoli opere d'arte tra cui affreschi di Melozzo da Forlì e Filippino Lippi.

In quest'area nell'VIII secolo esisteva già un oratorio dedicato alla Vergine con il toponimo di Minervum. La zona corrispondeva ad una vasta area sacra romana che ospitava diversi edifici di culto, quali il tempio di Iside e Serapide e il tempio di "Minerva Chalcidica".

Accanto a questi templi nel secolo ottavo sorse una piccola chiesa che papa Zaccaria concesse a delle monache basiliane fuggite dall'Oriente. Nel 1255 Alessandro IV stabilì in questi luoghi una comunità di Convertite. Nel 1256 si insediano i Frati Predicatori che nel 1275 ottennero anche il possesso della chiesa grazie all'interessamento di fra Aldobrandino Cavalcati.

Nel 1280 fu avviata dai Domenicani la costruzione della odierna grande chiesa gotica a tre navate con il finanziamento di Bonifacio VIII e di molti fedeli. I lavori continuarono fino al 1453, quando la navata maggiore fu coperta a volta. Nel 1453, il conte Francesco Orsini ordinò la costruzione della facciata, che tuttavia rimase incompiuta in laterizio a vista fino al 1725. La sua costruzione fu terminata grazie all'intervento di papa Benedetto XIII. Nel 1600 la trasformazione a tutto sesto degli archi ogivali delle navate diede alla chiesa un aspetto barocco. La chiesa è titolo cardinalizio dal 1557. Il primo cardinale titolare fu Michele Ghislieri, divenuto poi papa con il nome di Pio V nel 1566. Tra il 1848 e il 1855 Girolamo Bianchedi diresse importanti lavori di restauro, che portarono alla demolizione della maggior parte delle aggiunte barocche, mentre le pareti furono arricchite di affreschi neogotici.

Sotto l'altare maggiore, in stile neogotico, sono racchiusi in un sarcofago quattrocentesco i resti del corpo di Santa Caterina da Siena. Il sarcofago, restaurato fra il 1999 e il 2000, raffigura sul coperchio, ricavato da una statua, la santa giacente. Nell'abside si trovano le sepolture e i monumenti di vari papi e cardinali, fra cui quelli di due papi medicei, Leone X e Clemente VII. Fra le lastre tombali pavimentali si trova quella del cardinale e umanista Pietro Bembo, morto nel 1547. Nella basilica sono presenti anche i monumenti funerari di tre altri papi: Paolo IV, Urbano VII e Benedetto XIII. La tela d'altare della sacrestia fu realizzata da Andrea Sacchi negli anni trenta del XVII secolo su incarico del cardinale Antonio Barberini.