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Agostino offre il suo cuore trafitto
MAESTRO DI BOGOTA'
1640-1680
Bogotá, Colección orden Agustína Provincia Nuestra Señora de la Gracia
Agostino offre il suo cuore trafitto
Questa tela esprime un tema iconografico diffuso nell'ordine agostiniano, che riprende alcuni passi di opere di Agostino, dove il santo esprime il suo amore per Gesù sotto forma di cuore trafitto da una freccia.
Lo troviamo ad esempio nelle Confessioni in un passo del nono libro, dove si legge: "Tu stesso ci avevi folgorati con le frecce del tuo amore, e portavamo conficcati nel ventre gli arpioni delle tue parole e gli esempi dei tuoi servi, che da oscuri avevi reso splendidi e da morti, viventi. Bruciavano ammassati nel fondo della mente divorando la sua pesantezza e il torpore, per impedirci di scendere in basso, ed era un tale incendio che tutto il fiato soffiatoci contro dalle subdole lingue l'avrebbe ravvivato, non estinto. Tuttavia nel tuo nome, che hai reso sacro per tutta la terra, il nostro proponimento avrebbe certamente incontrato il plauso di alcuni, e quindi poteva sembrare ostentazione non aspettare quel poco che mancava alle vacanze, e congedarsi prima da un pubblico ufficio che era sotto gli occhi di tutti in modo da attirare sulle mie azioni l'attenzione universale. Così, se avessi dato l'impressione di non voler neppure attendere il termine tanto prossimo dei corsi, avrebbero molto chiacchierato, e sarebbe parso che volessi farmi notare. E a che pro favorire congetture e discussioni sui miei intenti e oltraggi al nostro bene? "
AGOSTINO, Confessioni 9, 2, 3
A sua volta CORNELIUS LANCELOTZ che scrisse la Sancti Aurelii Augustini Hipponensis episcopi et S. R. E. doctoris vita pubblicata ad Anversa nel 1616, riprende il medesimo concetto a scrive: "Nihilominus asserunt nonnulli viri grave (forsitan inducti verbis hisce Augustini, sagittaveras tu Domine caritate tua cor meum etc.) non tantum spirituali vulnere seu tralaticio, verum etiam arcanis sacrorum vulnerum Iesu Christi stigmatis sanctum Augustini cor fuisse."
La scena descrive l'incontro fra Agostino e Gesù bambino alla presenza della Vergine Maria. Il santo si è inginocchiato dinanzi alla Madonna, che accoglie con la mano destra un cuore fiammante trafitto da una freccia che Agostino le porge con la mano destra. Il santo indossa un ricco piviale che gli scende dalle spalle sopra la veste nera dei monaci agostiniani. Il capo è scoperto ed è illuminato dai raggi di una aureola luminosa. La mitra è stata deposta ai suoi piedi in segno di umiltà. Con la mano sinistra regge un lungo e sottile bastone pastorale. Alle sue spalle si apre una finestra nel buio della stanza, che lascia intravedere un panorama lontano e luminoso.
La vergine e il Bambino sono avvolti da una nube eterea sorretta da angioletti dal volto sorridente e piccole ali. In alto altri angeli a corpo intero distribuiscono rose e boccioli di rosa, che cadono in basso sulla testa del santo. Il volto di Agostino, caratterizzato da una lunga barba, esprime meraviglia e allo stesso tempo gratitudine per la straordinaria visione che gli appare dinanzi agli occhi.