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PITTORI: Maestro di Cuzco

Agostino e l'Immacolata Concezione

Agostino e l'Immacolata Concezione

 

 

MAESTRO DI CUZCO

1650-1680

Cuzco, chiesa e convento de La Merced

 

Agostino e l'Immacolata Concezione

 

 

 

Dipinta a olio su tela, questa tavola tardo seicentesca presenta l'immagine della Vergine Immacolata sul cui mistero stanno riflettendo i quattro Dottori della Chiesa. L'opera è conservata nella chiesa de La Merced a Cuzco, che assieme al convento annesso fu fondata nel XVI secolo e ricostruita dopo vari terremoti. La chiesa è un gioiello in stile barocco e neoclassico vicino alla Plaza de Armas. L'intera struttura è famosa per il suo chiostro coloniale e ospita le spoglie dei conquistadores Diego de Almagro e Gonzalo Pizarro. Vi si conserva un notevole tesoro d'arte, inclusa una monstrance in oro e gemme.

La scena dipinta nel quadro è particolarmente affollata. In alto la Vergine incoronata risplende di una gran luce sovrastata dalla colomba dello Spirito Santo. Ai suoi lati si estende una orchestra di angeli musicanti che suonano diversi strumenti musicali. Al piano inferiore i quattro Dottori della Chiesa, con altrettanti libri aperti discutono fra loro. Altri due frati in piedi in bianche vesti partecipano al colloquio tenendo in mano una penna e un libro aperto. A sinistra si riconoscono le figure di papa Gregorio Magno e sant'Ambrogio, mentre a destra troviamo sant'Agostino e san Gerolamo. Agostino indossa il piviale episcopale con in testa una sfarzosa mitra e impugna con la mano destra una penna che agita sopra un libro. Con la mano sinistra regge un cuore fiammante. Il suo volto, arricchito dalla presenza di una folta barba, ha l'espressione più giovanile dei presenti. Sotto il piviale si può agevolmente notare la presenza dell'abito monacale nero dei monaci agostiniani. L'episodio narrato ha come retroscena un altare su cui poggia la nuvola dove siede la Vergine.

 

 

La devozione per la Vergine fu un carattere specifico dell'ordine agostiniano. Già Agostino, nei suoi scritti, esaltò le virtù, affermando inseparabile la sua azione da quella di Cristo e proponendola come modello per tutti i credenti. Agostino si fece veicolo di precisi contenuti dottrinari che ebbero lo scopo di confutare le tesi eterodosse diffuse a quei tempi. Agostino ribadì ripetutamente e con chiarezza i concetti della maternità fisica e insieme divina di Maria nonché la sua verginità, che ne fanno il simbolo della Chiesa, nello spirito vergine, per integrità e pietà, e madre nella carità.

Nella polemica pelagiana sia Agostino che i suoi oppositori sembrano, a proposito di Maria, influenzati dalla pietà popolare. Nel De natura e gratia Agostino riferisce, ad esempio, un'espressione di Giuliano di Eclano († 454) che lui stesso condivide: «la pietà impone di riconoscere Maria senza peccato». Sappiamo che l'opinione di Agostino circa l'Immacolata Concezione, tuttavia, è negativa a causa del principio dell'assoluta necessità della redenzione per tutti gli uomini. Nella posizione agostiniana, negativa per motivi teologici circa l'Immacolata Concezione ma rispettosa della pietà popolare, si intravede un contrasto fra dottrina dei colti e intuito del popolo che si risolverà con la vittoria di quest'ultimo.

 

L'Immacolata Concezione di Maria è stata proclamata nel 1854 da Papa Pio IX. La storia della devozione per Maria Immacolata ha tuttavia una lunga storia che parte dalle origini della Chiesa stessa. La proclamazione del dogma che come sempre non ha introdotto una novità, ha semplicemente coronato una lunghissima tradizione. Già i Padri della Chiesa d'Oriente, nell'esaltare la Madre di Dio, avevano espresso concezioni e dottrine che la ponevano al di sopra del peccato originale. L'avevano chiamata: "Intemerata, incolpata, bellezza dell'innocenza, più pura degli Angioli, giglio purissimo, germe non-avvelenato, nube più splendida del sole, immacolata ". In Occidente, però, la teoria dell'immacolatezza trovò una forte resistenza, non per avversione alla Madonna, che restava la più sublime delle creature, ma per mantenere salda la dottrina della Redenzione, operata soltanto in virtù del sacrificio di Gesù. Se Maria fosse stata immacolata, se cioè fosse stata concepita da Dio al di fuori della legge dei peccato originale, comune a tutti i figli di Eva, ella non avrebbe avuto bisogno della Redenzione, e questa dunque non si sarebbe potuta più dire universale.

Agostino, pur volendo mantenere Maria lontana quando si tratta di peccato, non può ammettere alcuna salvezza al di fuori di Cristo. Riconduce, pertanto, Maria all'alveo della condizione umana inficiata dalla colpa originale e bisognosa di redenzione affermando che ella sarebbe stata concepita nel peccato per esserne poi subito liberata. Indubbiamente il riferimento alla redenzione è il tema centrale con cui dovrà confrontarsi, d'ora in avanti, la verità dell'Immacolata Concezione.