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PITTORI: Maestro di Bogotà

Agostino ferito dall'amore di Cristo

Agostino ferito dall'amore di Cristo

 

 

MAESTRO DI BOGOTA'

1600-1650

Bogotá, Colección orden Agustína Provincia Nuestra Señora de la Gracia

 

Agostino ferito dall'amore di Cristo

 

 

 

L'anonimo artista ha rappresentato Agostino a figura intera all'interno di un locale che possiamo riconoscere come il suo studio. Alle pareti sono appese delle stoffe, mentre sul lato destro è presente un tavolo o scrittoio dove il santo ha appoggiato un voluminoso libro aperto. Poco dietro si vede una elegante mitra deposta sul tavolo, mentre l'altro elemento che contrassegna la dignità episcopale di Agostino, cioè il bastone pastorale, è stato risposto nell'ombra sulla sinistra.

Agostino indossa un grazioso piviale riccamente ricamato con motivi floreali, sotto cui porta una cotta bianca elegante. Con la mano destra il santo regge un cuore fiammante trafitto da una freccia. Questo simbolo utilizzato nella sua iconografia prende spunto da alcuni passi delle Confessioni dove parla espressamente del suo cuore trafitto dall'amore divino.

 

Tu stesso ci avevi folgorati con le frecce del tuo amore, e portavamo conficcati nel ventre gli arpioni delle tue parole e gli esempi dei tuoi servi, che da oscuri avevi reso splendidi e da morti, viventi. Bruciavano ammassati nel fondo della mente divorando la sua pesantezza e il torpore, per impedirci di scendere in basso, ed era un tale incendio che tutto il fiato soffiatoci contro dalle subdole lingue l'avrebbe ravvivato, non estinto. Tuttavia nel tuo nome, che hai reso sacro per tutta la terra, il nostro proponimento avrebbe certamente incontrato il plauso di alcuni, e quindi poteva sembrare ostentazione non aspettare quel poco che mancava alle vacanze, e congedarsi prima da un pubblico ufficio che era sotto gli occhi di tutti in modo da attirare sulle mie azioni l'attenzione universale. Così, se avessi dato l'impressione di non voler neppure attendere il termine tanto prossimo dei corsi, avrebbero molto chiacchierato, e sarebbe parso che volessi farmi notare. E a che pro favorire congetture e discussioni sui miei intenti e oltraggi al nostro bene?

AGOSTINO, Confessioni 9, 2, 3

 

Sei grande, Signore, e degno di altissima lode: grande è la tua potenza e incommensurabile la tua sapienza. E vuole celebrarti l'uomo, questa particella della tua creazione, l'uomo che si porta dietro la sua morte, che si porta dietro la testimonianza del suo peccato, e della tua resistenza ai superbi: eppure vuole celebrarti l'uomo, questa particella della tua creazione. Tu lo risvegli al piacere di cantare le tue lodi, perché per te ci hai fatti e il nostro cuore è inquieto finché in te non trovi pace. Di questo, mio Signore, concedimi intelligenza e conoscenza.

AGOSTINO, Confessioni, 1, 1, 1

 

Un accenno esplicito lo si trova anche in passo della vita di Agostino scritta da Lancelotz, dove scrive:

"Nihilominus asserunt nonnulli viri grave (forsitan inducti verbis hisce Augustini, sagittaveras tu Domine caritate tua cor meum etc.) non tantum spirituali vulnere seu tralaticio, verum etiam arcanis sacrorum vulnerum Iesu Christi stigmatis sanctum Augustini cor fuisse."

CORNELIUS LANCELOTZ, Sancti Aurelii Augustini Hipponensis episcopi et S. R. E. doctoris vita   (Anversa 1616)

 

Il quadro non riporta citazioni o scritte da cui sia possibile desumere il committente o a chi fu dedicato. Il volto del santo, il cui sguardo segue una direzione che esula dal quadro, ha una forte intensità dettato non solo dai lineamenti gentili, ma soprattutto dalla forza degli occhi. Sopra il piviale e sotto il mento si può notare la presenza di una fascia nera che appartiene all'abito monacale degli agostiniani. La presenza di questo particolare è tipico in questo genere di quadri ed ha lo scopo di diffondere l'idea che Agostino fu il padre fondatore dell'ordine agostiniano.