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Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Settecento: Maestro di BogotàPITTORI: Maestro di Bogotà
Agostino tra il sangue di Cristo e il latte della Vergine
MAESTRO DI BOGOTA'
1750-1780
Bogotá, Colección orden Agustína Provincia Nuestra Señora de la Gracia
Agostino tra il sangue di Cristo e il latte della Vergine
La tela dipinta a olio è stata realizzata di un ignoto pittore. L'opera non porta alcuna dedica, che possa individuarne la committenza ed è conservata a Bogotà nella collezione dell'ordine agostiniano.
Il tema trattato dal pittore richiama apertamente una leggenda che nacque e si sviluppò nel panorama delle devozioni tardo medioevali legate alla figura di Agostino. E' alquanto probabile che questa leggenda sia sorta in Italia. Diversi pittori si sono ispirati a essa che trae spunto da passi delle sue meditazioni: il santo è solitamente presentato innanzi e in mezzo al Cristo crocefisso ed alla Vergine, mentre, pregando, si domanda: "Hinc a vulnere pascor", e, volgendosi verso Maria, soggiunge: "Hinc lactor ab Ubere", concludendo: "Positus in medio quod me vertere nescio, Dicam ergo Jesu Maria miserere". L'episodio fu probabilmente codificato definitivamente da un passo della S. Aurelii Augustini Hipponensis episcopi et S. R. E. doctoris vita di Cornelius Lancelotz (1574-1622) O.S.A. edito ad Anversa nel 1616.
Lancillottus scrive, riportando parole apocrife di Agostino: "Positus in medio quo me vertam nescio. Hinc pascor a vulnere, hinc lactor ab ubere." La medesima scritta fu riportata da Francesco Francia e poi da Kartarius, un incisore nativo di Viterbo, che lavorò a Roma fra il 1560 e il 1570, nella sua stampa della Vita di Agostino edita nel 1570.
Nel quadro l'artista ha dipinto al centro della scena Agostino ritto in piedi, mentre volge il suo sguardo in una direzione anonima. A sinistra gli appare luminoso in uno squarcio delle nuvole del cielo il Cristo crocefisso, mentre a destra si mostra la Vergine Maria incoronata. Entrambi mandano verso Agostino dei raggi luminosi fino a raggiungere il suo capo. Il santo indossa un prezioso piviale episcopale sopra l'abito nero dei monaci che seguono la sua regola. E' questa una particolarità che si trova frequentemente nella iconografia agostiniana, che ha lo scopo di sottolineare la stretta relazione fra il santo e i frati agostiniani.
Il santo, dal volto giovanile, con una folta barba e capelli scuri, tiene tra le mani un cuore fiammante, un suo tipico simbolo consolidatosi soprattutto in età barocca. La luminosità del cielo dove sono presenti il Crocefisso e la Vergine contrasta efficacemente con l'oscurità degli spazi dove è ben piantato il corpo di Agostino.