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PITTORI: Maestro di Capracotta

Sant'Agostino vescovo e cardioforo

Sant'Agostino vescovo e cardioforo

 

 

MAESTRO DI CAPRACOTTA

1750-1760

Capracotta, chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo

 

Sant'Agostino vescovo e cardioforo

 

 

 

Alla metà del Settecento si fecero grandi lavori di trasformazione della chiesa di Capracotta e si eseguirono le sue decorazioni a stucco. A quest'epoca risale il medaglione che raffigura Agostino vescovo a mezzobusto che regge con la mano sinistra un libro su cui è appoggiato un cuore. Il santo indossa i suoi paramenti episcopali con la mitra in testa e volge lo sguardo verso l'alto alla ricerca di una ispirazione divina.

In questo periodo nel Regno di Napoli cominciarono a serpeggiare idee gianseniste, che riprendevano alcune idee di sant'Agostino e avevano lo scopo di riformare la Chiesa in termini più semplici e meno autoritari. Luca Nicola De Luca, nato a Ripalimosani nel 1734, vescovo di Trivento dal 1790, nutrì alcune simpatie per il Giansenismo: ancora ragazzo aveva mostrato una particolare propensione per la filosofia, per cui studiò nel seminario di Larino e a 24 anni aveva già pubblicato alcuni trattati che lo resero famoso a Napoli. A 43 anni fu fatto vescovo di Muro Lucano e nel 1790 fu trasferito a Trivento. Il vescovo De Luca fu uno dei grandi intellettuali cattolici del regno di Napoli e questo piccolo medaglione dedicato a S. Agostino è un piccolo segno della presenza agostiniana in quegli anni.

 

La chiesa di santa Maria Assunta presenta tre navate e un abside rettangolare. L'edificio fu eretto probabilmente agli inizi del Quattrocento, con una struttura più piccola della attuale. Nel 1657 si decise di demolirla e di ricostruirla ex novo su progetto definitivo di Carlo Piazzoli da Pigra, valente architetto comasco giunto appositamente a Capracotta per terminare i lunghi lavori di riedificazione. Gli stucchi, le decorazioni e le rifiniture interne dell'edificio sacro furono affidate all'architetto Venanzio Del Sole da Pescocostanzo. Al suo interno, oltre all'altare maggiore, sono presenti ben dieci altari, un tempo assegnati a confraternite e a privati. Queste "cappelle" ospitano le statue lignee di san Michele, sant'Anna, dell'Immacolata Concezione, dell'Assunzione, del Sacro Cuore di Gesù, di Maria Addolorata, san Sebastiano, un dipinto di san Pietro, san Giuseppe e della Madonna del Monte Carmelo. L'altare maggiore del 1754 è opera dell'artigiano napoletano Biagio Salvato, sotto il quale spicca un magistrale paliotto con l'effige dell'Assunta. L'antico battistero in legno intarsiato, databile tra il XIV e il XV secolo, è poggiato su una colonna in pietra scolpita. Gli affreschi a tempera sulle volte del transetto, opera del pittore capracottese Giovanni Leo Paglione (1917-2004), raffigurano l'Annunciazione e la Pentecoste, il martirio di san Sebastiano, e papa Pio V che prega la Madonna prima della battaglia di Lepanto,