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PITTORI: Nicolas Enriquez

Agostino e il mistero della Trinità

Agostino e il mistero della Trinità

 

 

NICOLAS ENRIQUEZ

1730-1780

Città del Messico, Museo Soumaya

 

Agostino e il mistero della Trinità

 

 

 

L'autore di questa tela è Nicolás Enríquez un pittore settecentesco messicano. Dipinta a olio, l'opera ci presenta un sant'Agostino a mezzo busto mentre sta scrivendo con una penna d'oca su un grande libro che tiene aperto.

Ha già iniziato a riempire la pagina di sinistra, mentre è ancora bianca quella di destra. In testa indossa una elegante mitra, mentre l'abito è la tunica nera dei monaci che seguono la sua regola. Una folta barba nera scende dal suo mento e si confonde con l'abito che indossa. I suoi occhi accompagnano un gesto del viso che sorride alla vista della Trinità, che gli appare in alto sopra la sua testa.

La visione della Trinità sembra essere lo sprone per scrivere con accuratezza del mistero che avvolge la Trinità stessa.

Entro una nube luminosa, che sembra espandersi, gli appaiono Iddio Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. L'opera di cui si sta occupando Agostino è certamente il De Trinitate, un libro cardine nella sua attività di teologo. Agostino è stato il primo ad avere affrontato in maniera rigorosa e sistematica il tema della Trinità, di natura squisitamente teologica e pertanto particolarmente astratto. Le sue radici sono nello stesso Nuovo Testamento dove, con Pietro e soprattutto Paolo, si fa del Cristo una persona divino-umana, e dove si fa del dio ebraico l'unico padre del Cristo, per cui questi gli diventa figlio unigenito. Nello stesso vangelo di Giovanni, si parla dello Spirito come di un "consolatore" mandato agli uomini in attesa della fine dei tempi.

Il De Trinitate è un testo fondamentale di Agostino che fu iniziato nel 399 e pubblicato nel 419. Agostino non era il primo in Occidente a scrivere su questo tema: già l'avevano fatto, seppure in modo frammentario, Tertulliano, Ilario e Ambrogio di Milano che hanno sicuramente influenzato la sua teologia. Ma è soprattutto Plotino, col suo neoplatonismo, a costituire un punto di riferimento privilegiato. Agostino lesse anche le opere trinitarie di Atanasio, Basilio, Gregorio Nazianzeno, Epifanio, Didimo il Cieco, ma non sembra che questi padri del mondo greco o orientale abbiano influito molto sul suo pensiero.

Il De Trinitate prende le mosse polemizzando con gli ariani, gli eunomiani e i sabelliani. Lo scopo infatti è quello di dimostrare che la Trinità è il solo unico vero Dio in tre persone.

 

15. 1. Ho impiegato alcuni anni per comporre i libri su La Trinità, che è Dio. Già però nel tempo in cui non ero ancora giunto alla fine del dodicesimo e avevo trattenuto presso di me quelli già composti troppo a lungo rispetto all'aspettativa di coloro che avrebbero voluto averli, quei libri mi vennero sottratti, pur non essendo ancora corretti come avrebbero potuto e dovuto esserlo al momento in cui avessi deciso di pubblicarli. Quando me ne accorsi, visto che me n'erano rimasti altri esemplari, decisi di non pubblicarli di persona, ma di conservarli, ripromettendomi di chiarire l'accaduto in qualche altro mio scritto. In seguito però alle pressioni dei fratelli, alle quali non seppi resistere, provvidi a correggerli nei limiti che ritenni opportuno, completai l'opera e la pubblicai. Premisi al testo una lettera, indirizzata al venerabile Aurelio, vescovo della Chiesa di Cartagine, e in questa sorta di prologo esposi ciò che m'era accaduto, ciò che avevo avuto in mente di fare e ciò che in realtà avevo fatto per l'affettuosa pressione dei fratelli.

AGOSTINO, Ritrattazioni, 15, 1

 

 

 

Nicolás Enríquez

Nicolás Enríquez de Vargas (1704-1790) è stato un pittore neo ispanico settecentesco, allievo di Juan Rodríguez Juárez. Si ritiene che sia nato a Guadalajara all'inizio del Settecento. Fu uno dei più grandi pittori del periodo vicereale in Messico e fu attivo tra il 1722 e il 1770. Nel 1728 insieme a José de Ibarra sostenne la fondazione dell'Academia de Pintores nella Nuova Spagna, una istituzione che fu poi diretta dai fratelli Rodríguez Juárez e da cui trasse origine la Real Academia de San Carlos. La maggior parte delle sue opere fu prodotta e rimase a Guadalajara.

Una delle sue opere più importanti è la serie di otto pannelli raffiguranti scene della Passione, completata nel 1768. Le opere di Nicolás Enríquez si trovano in importanti collezioni internazionali, nonché presso la Scuola di Belle Arti, il Museo Nazionale di Storia e il Museo di Guadalajara.