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Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Settecento: Maestro la MercedPITTORI: Maestro la Merced
Agostino vescovo e cardioforo
MAESTRO LA MERCED
1750-1770
Guatemala, chiesa de la Merced
Agostino vescovo e cardioforo
Questo quadro, dipinto a olio su tela, è conservato nella chiesa della Merced nella città di Guatemala. Vi è dipinto a figura intera sant'Agostino nelle sue vesti episcopali. Indossa un piviale sopra la tunica nera propria dei monaci che seguono la sua regola. Sopra il petto pende un un gran crocifisso. Con la mano sinistra regge un grande libro chiuso dalla copertina rossastra, assieme al bastone pastorale appoggiato a terra.
Con la mano destra, che alza al cielo con una torsione del braccio, impugna un bel cuore fiammante da cui si sprigiona una vivida fiamma. Dall'alto scendono dei raggi che vanno a colpire il volto del santo, il cui sguardo è interamente rivolto verso questa fonte di luce. L'atteggiamento di Agostino rivela un suggestivo stato di estasi, dove il santo è completamente assorbito dalla visione che sta vivendo. Il suo volto ha un aspetto maturo, ma ancora giovanile, con una foltissima barba ed una capigliatura abbondante.
Lo sfondo non presenta particolari aspetti, se non quello di esaltare la visione della figura centrale del santo.
La chiesa di La Merced sorge nella città di Antigua Guatemala. La sua costruzione fu diretta dall'architetto Juan de Dios Estrada a partire dal 1749 fino alla sua inaugurazione nel 1767.
Edificato nello stile barocco guatemalteco, l'edificio presenta due campanili e sulla sommità della facciata è stata posizionata una statua di san Pietro Nolasco fondatore dell'Ordine Mercedario. Poco sotto sono visibili le raffigurazioni della Madonna della Misericordia e lo stemma dei Mercedari. Sul lato sinistro della facciata sono presenti le sculture in stucco e mattoni di san Raimondo Nonnato e san Pietro Armengol, mentre sul lato destro si trovano le statue di san Pietro Pascual e santa Maria di Cervelló, la prima monaca mercedaria. La cosiddetta "Fontana dei Pesci", di fattura settecentesca, costituisce una delle più grandi fontane coloniali dell'America Latina, con un diametro di 27 metri. La fontana riproduce la forma di una ninfea, un fiore assai diffuso nelle pianure guatemalteche, soprattutto nei laghi e nelle lagune, che nella simbologia degli antichi Maya, era associata alla creazione, poiché un dio avrebbe creato una ninfea dalla quale emersero tutti gli altri dei.
Antigua Guatemala venne abbandonata da tutte le autorità reali e municipali e nel 1784 scomparvero anche le ultime due parrocchie di Candelaria e Nostra Signora dei Rimedi. Pochi anni dopo l'arcivescovo Cayetano Francos y Monroy autorizzò l'istituzione di tre parrocchie provvisorie che presero i nomi di quelle preesistenti: "San Sebastián", "Candelaria" e "Los Remedios", dove era conservata la più grande collezione di opere d'arte religiosa rimasta nella vecchia Guatemala.