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PITTORI: Maestro di Lima

Agostino e il mistero della Trinità

Agostino e il mistero della Trinità

 

 

MAESTRO DI LIMA

1730-1779

Lima, Centro Culturale San Marco

 

Agostino e il mistero della Trinità

 

 

 

La scena dipinta dall'anonimo autore vuole mettere in rilievo la lunga e difficoltosa ricerca di Agostino nel suo tentativo di conoscere il mistero della Trinità. Il cartiglio in basso a sinistra che pende dal tavolo di lavoro nel suo studio trattenuto dal peso di alcuni libri recita infatti: Tria sunt difficilia mihi. Vale a dire che comprendere la Trinità in tre persone è veramente difficile anche per un personaggio intelligente, colto e preparato come lui.

L'espressione desolata del santo è eloquente. Appoggiato, quasi disteso sulla maestosa poltrona dalla spalliera rosso velluto, il suo volto esprime un Agostino pensoso, ormai anziano, con capelli e barba bianca, che non è in grado di penetrare questo mistero. L'indice della mano destra appoggiato sulla fronte e gli occhi dallo sguardo svuotato esprimono bene la sofferenza del santo incapace di conoscere quanto gli sta a cuore.

L'opera rigurgita di simboli, dal cuore fiammante deposto sul suo petto, alla croce appesa a una catenella. La mano sinistra si adagia senza forza su un testo che scritto, deposto aperto sulla scrivania. La mitra e il bastone pastorale sono stati accantonati e riposti sulla scrivania o dietro essa.

un'aureola circonda la testa di Agostino in evidente meditazione della misteriosa Trinità che gli appare in alto sotto forma di tre elementi che emettono raggi all'interno di un triangolo a sua volta inscritto in un triplo cerchio.

Accanto fa bella mostra un sole raggiato.

Sulla scrivania del santo sono deposti pochi libri e un calamaio con intinta una penna da utilizzare per scrivere, ma il santo non sembra averne più la forza, perchè impotente a descrivere qualcosa che è più grande di lui.