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Percorso : HOME > Associazione > Settimana agostiniana > Settimana 2026 > S. MessaS. Messa 7 settembre
I concelebranti con le istituzioni e le associazioni
S. Messa solenne in chiesa parrocchiale presieduta da p. Vitale Maninetti frate francescano nella ricorrenza della 396 Festa in onore di sant'Agostino Patrono di Cassago, con la preghiera per la Comunità e l'offerta dell'olio per la lampada votiva da parte del Sindaco avv. Roberta Marabese e della Municipalità di Cassago
Domenica 6 settembre 2026
DISCORSO DEL SINDACO
Care cittadine e cari cittadini, quest'anno il tema della settimana Agostiniana ha preso spunto da una frase di san Francesco D'Assisi di cui ricorre l'VIII Centenario della morte "Vi sorprenderete a fare l'impossibile" che racchiude un messaggio di grande forza: nella vita siamo capaci di molto più di quanto immaginiamo.
Spesso siamo noi stessi a porci dei limiti. Di fronte a una difficoltà pensiamo subito: "Non ce la farò", "È troppo difficile", "Non sono abbastanza bravo". E così, ancora prima di provare, abbiamo già deciso che qualcosa è impossibile. Ma molte volte ciò che chiamiamo impossibile è semplicemente qualcosa che non abbiamo ancora avuto il coraggio di tentare. La frase ci invita proprio a non fermarci davanti alla paura.
Non significa credere che tutto sia facile o che basti desiderare qualcosa per ottenerla. Significa avere fiducia, continuare a camminare anche quando la strada sembra difficile e scoprire, passo dopo passo, capacità che non pensavamo di avere.
L'intitolazione della settimana Agostiniana parla dunque di fede, di coraggio e, soprattutto, della capacità dell'uomo di andare oltre i propri limiti quando trova dentro di sé una ragione grande per cui vale la pena impegnarsi. È un'intitolazione che sento particolarmente adatta a una comunità come la nostra. Perché amministrare un paese, vivere insieme e costruire il futuro non significa soltanto affrontare ciò che è facile o già previsto. Significa, soprattutto, avere il coraggio di misurarsi con ciò che appare difficile, talvolta persino impossibile.
È proprio davanti alle difficoltà, infatti, che una comunità dimostra la propria forza: quando sceglie di non arrendersi, di cercare soluzioni, di guardare avanti e di trasformare gli ostacoli in nuove possibilità. Francesco, in un tempo molto diverso dal nostro, ebbe il coraggio di scegliere una strada che agli occhi di molti poteva sembrare impossibile. Rinunciò alle ricchezze e alle sicurezze del suo tempo per abbracciare una vita fondata sulla semplicità, sulla fraternità e sull'attenzione verso gli ultimi. Non cercò la grandezza nel possedere di più, ma nel vivere per qualcosa di più grande di sé.
Nel cuore delle parole racchiuse in questa intitolazione, viene spontaneo accostare la figura luminosa di San Francesco d'Assisi a quella di Agostino, come due voci lontane nel tempo, ma unite dalla stessa profonda intuizione: non sono i tempi a rendere buono o cattivo il mondo, ma il modo in cui noi scegliamo di abitarlo.
È lo stesso Agostino a ricordarcelo con parole di sorprendente attualità: «Sono tempi cattivi, tempi penosi! – si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi, così sono i tempi» (Agostino, Discorsi, 80,8). E così, nel richiamo semplice e radicale di Francesco alla fraternità, alla pace e alla cura del creato, risuona la stessa voce agostiniana: il tempo che viviamo non è soltanto quello che ci è dato, ma anche quello che, attraverso le nostre scelte, le nostre parole e i nostri gesti, contribuiamo a costruire. Francesco e Agostino ci insegnano dunque che l'impossibile diventa possibile quando cambiamo il nostro sguardo.
Quando smettiamo di chiederci soltanto "Che cosa posso ottenere io?" e iniziamo a domandarci "Che cosa possiamo fare per cambiare? Che cosa possiamo fare per gli altri? Che cosa possiamo costruire insieme?" Questo è un messaggio straordinariamente attuale anche per una comunità. Oggi abbiamo davanti sfide importanti: prenderci cura delle persone più fragili, offrire opportunità ai giovani, sostenere chi lavora e chi fa impresa, proteggere i nostri luoghi, custodire l'ambiente, mantenere vivi i legami tra le generazioni. Di fronte a problemi così grandi è facile pensare che tutto questo sia impossibile. Ogni giorno incontriamo problemi, ostacoli e incertezze. Ci sono momenti in cui sembra più semplice arrendersi, dire che non si può fare, che le risorse non bastano, che i tempi sono troppo lunghi.
Ma una comunità non cresce quando si limita a chiedersi cosa sia possibile fare. Cresce quando trova la forza di domandarsi che cosa possiamo fare. Il vero "impossibile", però, non è qualcosa che una Amministrazione può realizzare da sola. Nessun Sindaco, nessuna amministrazione e nessuna istituzione possono costruire il futuro da soli. Come Amministrazione abbiamo bisogno di tutti voi, dei volontari, delle famiglie, dei giovani, degli anziani, delle associazioni e delle imprese. Abbiamo bisogno di persone che abbiano voglia di dedicare tempo per la comunità, di persone che propongano idee, di persone che si prendano cura degli altri o semplicemente dei luoghi a noi tanto cari. Sono questi piccoli gesti, sommati gli uni agli altri, che talvolta rendono possibile ciò che sembrava impossibile.
Come Sindaco, credo che questo debba essere il senso più autentico del nostro impegno amministrativo: non promettere l'impossibile, ma avere il coraggio di lavorare insieme per realizzare ciò che oggi sembra difficile. Non possiamo fare tutto. Non possiamo risolvere ogni problema. Ma possiamo scegliere di non arrenderci davanti alle difficoltà. Possiamo scegliere la collaborazione invece della divisione, l'ascolto invece dell'indifferenza, la responsabilità invece della rassegnazione. Sant'Agostino ci ricorda di credere che i tempi possono cambiare, che anche ciò che sembra immobile può essere trasformato dalla forza del desiderio e della speranza. San Francesco ci indica, invece, da dove cominciare: dalla semplicità che libera, dalla fraternità che accoglie, dalla cura che si fa presenza, dal servizio che diventa dono. Il cambiamento del mondo comincia proprio così: non da grandi gesti, ma da un cuore che sceglie di farsi vicino, da mani che si tendono, da passi semplici condivisi con gli altri.
E allora, forse, l'impossibile non è poi così lontano. Così le parole di sant'Agostino e di San Francesco diventano anche una promessa: potremo sorprenderci di ciò che siamo capaci di realizzare quando smettiamo di considerarci soltanto individui e torniamo a sentirci una comunità. Non dobbiamo avere la presunzione di poter risolvere tutto. Dobbiamo però avere il coraggio di provarci, la pazienza di costruire e la responsabilità di farlo insieme. Il futuro non è qualcosa che semplicemente ci aspetta. È qualcosa che possiamo costruire, giorno dopo giorno, con le nostre scelte e con il nostro impegno.
E forse, un giorno, guardando ciò che avremo realizzato, potremo davvero dirci: sembrava impossibile, ma insieme ce l'abbiamo fatta." Grazie a tutti voi. E grazie soprattutto a chi, ogni giorno, sceglie di credere nella nostra comunità. Nell'accendere la Lampada votiva all'altare di sant'Agostino, ben consapevoli dei problemi del nostro tempo, come amministratori del nostro paese, chiediamo pertanto ancora una volta il suo aiuto. Desideriamo ricordare, soprattutto per tutti noi, le sagge parole che don Motta scrisse nella sua preghiera al santo:
"Noi, responsabili dell'ordine di un piccolo paese, ci rendiamo conto dinanzi a Dio, della cooperazione che gli dobbiamo per il bene dei nostri fratelli, nel guidarli in una condizione di vita disciplinata e ordinata. Sentiamo la fiducia che per la tua intercessione la nostra mente sia illuminata e la nostra volontà sia retta nella fortezza, per dare alla nostra piccola comunità di Cassago, che il tuo soggiorno terreno ha onorato, i sensi e la misura della santità. I voti della nostra preghiera siano nella benignità della tua intercessione e nella volontà operante della Misericordia di Dio."
Amen