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PITTORI: Domenico Brusazorzi

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa con la Vergine e santi

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa con la Vergine e santi

 

 

DOMENICO BRUSAZORZI detto il RICCIO

1530-1540

Verona, chiesa di San Lorenzo

 

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa con la Vergine e santi

 

 

 

L'altare maggiore della chiesa di san Lorenzo presenta una pala cinquecentesca di Domenico Brusasorci raffigurante la Madonna con Bambino, san Lorenzo, sant'Agostino e san Giovanni Battista. Agostino è raffigurato a sinistra nelle sue vesti episcopali, con la mitra in testa, il bastone pastorale nella mano sinistra e un libro nella mano destra. Il suo volto è arricchito da una folta barba nera.

La navata destra presenta affreschi del Trecento e del Cinquecento. Nella navata sinistra si trova il sepolcro seicentesco della famiglia Valmarana-Nogarola.

L'attuale chiesa sorse all'inizio del XII secolo sull'area occupata da un precedente edificio paleocristiano eretto nel V o VI secolo e restaurato dopo il 793. La nuova chiesa in stile romanico fu edificata verso il 1110, ma solo dopo il terremoto del 1117 furono innalzati i muri perimetrali e l'abside. L'edificio fu completato solo sul finire del secolo quando fu aggiunto il transetto, i matronei e le torri cilindriche. Le due diverse fasi costruttive sono riconoscibili per la differenza tra la muratura inferiore e superiore.

Alla base della torre scalare a sinistra dell'ingresso laterale spicca la statua in marmo di Carrara di Maddalena di Canossa datata 1991. Il romanico veronese mostra l'alternanza del tufo e del cotto, colori molto caldi ricavati dall'arenaria delle colline e dall'argilla della pianura. Alcuni brani di muratura sono stati realizzati con ciottoli di fiume a spina di pesce, legati a malta, che interrompono la linearità del tufo e del mattone. L'edificio è uno dei più belli e particolari di Verona grazie alla bicromia delle mura, alla presenza delle torri scalari in facciata e alla icnografia che rispecchia i modelli cluniacensi a croce latina benedettina penta absidata, divisa in due zone dal transetto, con le cinque absidi rivolte ad oriente ed i matronei all'interno, che sono vasti quanto le due navate laterali.

La facciata della chiesa presenta un piccolo rosone e un protiro pensile. Inoltre è abbellita da due torri circolari di sapore normanno. Nonostante le modifiche susseguitesi nei secoli, l'interno esprime la semplicità della chiesa romanica. Nella navata centrale sono stati riutilizzati alcuni capitelli di epoca romana mentre altri di epoca carolingia si trovano in quella laterale.

 

 

Domenico Brusazorzi o Brusasorci detto il Riccio

Brusasorci Domenico fu pittore italiano detto Domenico Riccio (1492-1567). Allievo del Caroto, formò la sua complessa cultura manieristica tra Mantova (Giulio Romano) e l'Emilia (Primaticcio), in un iter affine a quello di Paolo Veronese. Più che i numerosi dipinti religiosi di soggetto veronesiano (Santa Margherita, Mantova, duomo; Madonna e Santi, Verona, S. Lorenzo; Crocefissione, ivi, S. Fermo; Betsabea al bagno, Firenze, Uffizi), contano i numerosi affreschi «storici» e profani (Storie romane, Trento, municipio; Cavalcata di Carlo V e Clemente VII, Verona, palazzo Da Lisca). Con gli affreschi del 1566 del salone dei Vescovi (Vescovi e Paesaggi, ivi, Palazzo Vescovile) si conclude l'esperienza pittorica del Brusasorci, che attraverso gli esempi del Caroto e del Veronese ne fa uno dei maggiori esponenti artistici della città scaligera.