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Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Ottocento: Guglielmo BilancioniPITTORI: Guglielmo Bilancioni
Agostino vescovo e Dottore della Chiesa
GUGLIELMO BILANCIONI
1890
Atene, cattedrale san Dionigi l'Aeropagita
Agostino vescovo e Dottore della Chiesa
Bilancioni dipinge per la cattedrale cattolica di Atene una serie di affreschi, fra cui questa immagine che riproduce la figura di Agostino, che fa il paio con una analoga figura di san Gregorio Magno. In entrambi i casi il pittore ha rimarcato la loro sapienza dottrinale, che ne fa due importanti Dottori della Chiesa cattolica. Agostino è presentato nella sua dignità episcopale con in testa la mitra e il bastone pastorale impugnato dalla mano destra. Con la mano sinistra regge un voluminoso libro chiuso che appoggia ai fianchi. La testa di Agostino è circondata dal cerchio del nimbo dei santi. Il suo volto ha un aspetto ancora giovanile con uno sguardo intenso e una foltissima barba nera che gli copre le guance.
La cattedrale di San Dionigi l'Areopagita è dedicata al primo vescovo di Atene e discepolo di san Paol. Sorge nella zona centrale di Atene ed è la sede vescovile dell'arcidiocesi cattolica cittadina. Fu eretta basilica minore nel 1877, prima e unica chiesa cattolica in Grecia a ricevere tale nomina.
La chiesa venne costruita su un terreno indicato nel 1847 dalla comunità cattolica di Atene. Nel 1853 fu posata la prima pietra dell'edificio, che era stato progettato dall'architetto tedesco Leo von Klenze in stile neo rinascimentale, su incarico del re Ottone di Grecia. La chiesa fu tuttavia terminata nel 1865 grazie al lavoro dell'architetto greco Lyssandros Kaftantzoglou. L'edificio agli inizi del XX secolo subì alcune modifiche e ulteriori restauri vennero eseguiti nel 1960 e nel 1998.
L'edificio presenta una facciata principale che si ispira alla chiesa abbaziale di san Bonifacio a Monaco di Baviera. L'interno, caratterizzato da tre navate, presenta linee architettoniche semplici tipiche del classicismo ateniese. Il pavimento è in marmo pentelico e il tetto è sostenuto da 12 colonne di marmo verde. Le pareti sono riccamente affrescate: in particolare nelle semicupole dell'arco trionfale si può osservare l'Apoteosi di san Dionigi l'Areopagita, cui è dedicata la chiesa, dipinta nel 1890 dal pittore italiano Guglielmo Bilancioni, mentre di fronte all'arco è visibile il Cristo Pantocratore. Negli angoli adiacenti, a destra è raffigurato Mosè che tiene una pergamena e a sinistra Davide che suona l'arpa. Nei riquadri sottostanti sono dipinte le figure dei due dottori della Chiesa Gregorio Magno a sinistra e sant'Agostino a destra. Ai lati dell'altare maggiore si trovano due pulpiti in marmo donati dall'imperatore Francesco Giuseppe I nel 1869. Le otto vetrate della navata, collocate nella parte inferiore della chiesa, furono realizzate nel 1890 da Karl de Bouchet. A destra sono raffigurati sant'Amalia, papa Sisto II, papa Telesforo e sant'Atanasio di Alessandria. A sinistra si trovano sant'Otto, papa Antero, papa Anacleto e san Giovanni Crisostomo, che fu patriarca di Costantinopoli.
Guglielmo Bilancioni
Nacque a Rimini nel 1826. Seguì la sua preparazione presso la Scuola d'arte di Rimini, ottenendo una borsa di studio che gli permise di recarsi nel 1857 a Roma per continuare i suoi studi all'Accademia di San Luca sotto la guida del maestro Francesco Coghetti. Verso il 1860 a Firenze frequentò i macchiaioli. Di quel periodo abbiamo una sua Veduta di Palazzo Vecchio e un autoritratto, con forti influenze ritrattistiche di Giovanni Fattori. Rientrato a Rimini nel 1870 affrescò lo stabilimento balneare del Kursaal e poi la cupola della chiesa di santa Chiara. Sul finire di quell'anno si trasferì a Sassari dove decorò in stile neogotico le sale interne del Palazzo Giordano, con fregi, stucchi e affreschi. Interessante è la sala gialla dove dipinse degli affreschi sulla volta a padiglione ribassata ed un pavimento a mosaico raffigurante una danzatrice, eseguito da mosaicisti romani. Si trasferì quindi ad Atene dove realizzò nel 1890 la decorazione della Cattedrale di San Dionigi l'Areopagita dipingendo gli affreschi dell'Apoteosi di San Dionigi e il Cristo Pantocratore. Altri suoi lavori e affreschi si trovano in abitazioni private. A questo periodo appartengono la Veduta di Atene dal Pireo, un Paesaggio con veduta dell'Acropoli e Tempio greco. Ritornato in Italia, morì nella città natale nel 1907.