Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Seicento: Giuseppe Alberti

PITTORI: Giuseppe Alberti

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

GIUSEPPE ALBERTI

1694-1696

Riva del Garda, chiesa di santa Maria Assunta

 

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

 

Il dipinto si trova nella cupola della grandiosa cappella laterale del Suffragio, a cui si accede incontrando un fonte battesimale, nella cui vasca settecentesca zampilla continuamente dell'acqua segno e ricordo del battesimo cristiano. La Cappella venne fatta costruire dai Confratelli della Buona Morte tra il 1692 e il 1696, prima dell'attuale chiesa arcipretale, in cui fu geometricamente integrata per accogliere la Madonna dei Miracoli, una statua gotica lignea policroma del 1488 opera di Antonio di Chiavica. In questa cappella dalla forma ottagonale sono conservati splendidi stucchi e finti matronei. L'altare è stato realizzato nel 1739 in marmi policromi da Alessandro Scalvi di Rezzato. Le pareti sono state abbellite con sei tele di Giuseppe Alberti (1640-1716) che raffigurano alcuni momenti della vita della Madonna. Allo stesso pittore sono attributi i dipinti della cupola, sia pure rimaneggiate dopo i bombardamenti del 1918, che alternano storie della vita di Maria ai quattro Padri della Chiesa, per concludersi con l'Assunta al centro della cupola stessa.

Agostino è stato raffigurato dal pittore seduto nel suo studiolo con il gomito sinistro appoggiato su un tavolo e la mano sinistra che regge la testa, il cui volto ancora giovanile ha lo sguardo rivolto verso l'alto come se stesse cercando un suggerimento da Dio attraverso una luce che si diffonde dall'alto. Sul ginocchio sinistro è appoggiato un grande libro aperto su cui il santo sta scrivendo con la mano destra che impugna una penna. Alle sue spalle un angioletto lo guarda con attenzione e regge fra le mani la mitra episcopale.

 

La facciata della chiesa, che è stata ricostruita tra il 1726 e il 1742 su progetto di Cipriano Tacchi, è in stile barocco e l'interno è ad unica navata a pianta longitudinale. L'altare maggiore ha un magnifico ciborio monumentale con un Cristo risorto ed ai lati le statue dei Santi Pietro e Paolo. Un Crocifisso ligneo settecentesco e la pala che raffigura "L'Assunta", opera di G. Craffonara (1890) completano il presbiterio. Lungo la parete di destra si incontrato gli altari della Madonna del rosario con la pala "Madonna del Rosario con San Vincenzo Ferrer e San Bartolomeo" di Giambettino Cignaroli (1775), di Sant'Andrea con la pala "Sant'Andrea" del veneziano Vittorio Emanuele Bressanin (1922), la grandiosa cappella del suffragio e l'altare di San Giovanni Nepomuceno con la pala di "San Giovanni Nepomuceno" di Giovan Battista Buratto (1770). Lungo la parete di sinistra si susseguono l'altare della Madonna Addolorata con la pala "Madonna Addolorata" capolavoro del Craffonara, l'altare di sant'Antonio Abate con la pala "Sant'Antonio Abate" di Ignazio Martino Oliari di Riva (1749), l'altare con la pala "Madonna con i santi Filippo Neri, Luigi Gonzaga e Marco Evangelista" di Giovanni Caliari (1843) e infine l'altare con pala "Santa Lucia, Santa Teresa, San Vigilio e Sant'Alessandro e la Madonna in cielo" di Orazio Gaigher (1930).

 

 

Giuseppe Alberti

Nato probabilmente a Tesero nel 1640, era il decimo di undici figli. Rivelò ben presto doti non comuni come artista e già nel 1661 si fa notare con la pala d'altare di Montagnaga di Piné. Tra il 1664 e il 1667 frequentò l'Università di Padova seguendo i corsi di medicina e giurisprudenza. Tuttavia nel 1668 abbandona Padova e gli studi per trasferirsi a Venezia, dove resta fino al 1673. Nella città lagunare conobbe Marco Liberi che divenne il suo mentore. Negli anni veneziani seguì il naturalismo di Marcantonio Bassetti e Pier Francesco Mola, affinando il suo stile studiando le opere di Tiziano. Si recò quindi a Roma dove sviluppò le sue competenze da progettista, applicandosi nella conoscenza delle più recenti realizzazioni architettoniche. A Trento ottenne vari incarichi dal principe vescovo Francesco Alberti Poja, sia come pittore sia come architetto. Sua è la Pala di San Vigilio, ora conservata al Castello del Buonconsiglio, e sua la realizzazione degli affreschi della Giunta Albertiana, fatta costruire dal principe vescovo per collegare il Magno Palazzo a Castelvecchio. Progettò anche la Cappella del Crocefisso del Duomo di Trento, curandone i lavori. Fu impegnato anche a Vicenza, dove affrescò in gran parte le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari. Dopo la morte di Francesco Alberti Poja, nel 1689, Alberti si ritirò a Cavalese, circondandosi di numerosi allievi, che diedero vita alla scuola pittorica fiemmese. Morì a Cavalese nel 1716.