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Percorso : HOME > Iconografia > Pittori > Elenco > Seicento: Melchor Pérez de HolguínPITTORI: Melchor Pérez de Holguín
Agostino sconfigge le eresie
MELCHOR PEREZ DE HOLGUIN
1695-1732
Potosí, Museo Nazionale della Zecca
Agostino sconfigge le eresie
La tela ci presenta un Agostino seduto davanti al suo tavolo di lavoro con in mano un cuore fiammante. Il suo volto tuttavia ha lo sguardo rivolto verso una apparizione che vede in alto, da cui emanano ampi raggi di luce che lo colpiscono. Il suo capo a sua volta emana raggi di luce. Una folta barba gli copre le guance di un viso ancora dall'aspetto giovanile. Il capo rivela la presenza della tonsura monacale. Agostino indossa in effetti la tonaca nera dei monaci agostiniani che seguono la sua regola e al petto porta una splendida croce. La mitra, simbolo della sua dignità episcopale, è stata deposta sul tavolo, dove su un leggio si trova un libro aperto e un calamaio con una penna intinta.
Ai suoi piedi si notano tre teste, che nel linguaggio iconografico rappresentano altrettanti eretici vinti dalla parola del santo, che molto lavorò per definire con esattezza la fede e la teologia cristiana.
Melchor Pérez de Holguín
Nacque a Cochabamba in Bolivia nel 1665, ma trascorse gran parte della sua vita a Potosì, dove morì nel 1732. Figlio di Diego Pérez Holguín e Esperanza Flores, Melchor Pérez Holguín si formò artisticamente a Potosì anche se il suo maestro è sconosciuto. Nel 1695 sposò Micaela del Castillo. La sua attività principale era dettata dalle commissioni di ordini religiosi cattolici come i Francescani e i Domenicani.
Fu un importante esponente dell'arte barocca meticcia americana, sviluppatasi tra il 1700 e il 1740 nella cosiddetta Scuola di Potosí. Le caratteristiche di questa scuola riflettono un trattamento tenebroso dei temi, influenzate dalla pittura spagnola di Zurbarán.
L'opera di Melchor Pérez Holguín è abitualmente divisa in tre periodi: uno dedicato principalmente all'idea dell'ascetismo mistico dell'ordine francescano, una seconda fase di grandi composizioni e una fase finale in cui le sue opere acquisiscono grande luminosità, in contrasto con quelle sviluppate durante la sua prima fase. Sebbene non si conosca il numero complessivo delle sue opere, la ricchezza di dipinti ritrovati in Bolivia dopo i secoli di saccheggio di Potosí e Sucre suggerisce che Holguin fosse un artista assai prolifico. Durante il periodo del vicereame conobbe una notevole fama tanto che un informatore del tardo vicereame lo descrisse come un "eminente pittore", che chiamavano Pennello d'Oro. Un contratto in base al quale un apprendista diciannovenne fu posto sotto la tutela di Pérez de Holguín per un anno rivela l'importanza che aveva ormai acquisito.
Considerato uno dei migliori artisti boliviani e della pittura barocca ibero americana, ebbe un ruolo importante nella creazione e nello sviluppo della scuola d'arte di Potosí. Tra i suoi dipinti più celebri si elencano: Il Giudizio Universale (1706), Il Trionfo della Chiesa (1708, parrocchia di San Lorenzo de Potosí ), l'Ingresso del Viceré Morcillo a Potosí (1716), San Matteo (1724), la Vergine della Misericordia, Il Pellegrino, San Francesco d'Assisi (1693) nel Museo della Zecca di Potosí e San Pietro d'Alcántara in estasi (1701) nel Museo Nazionale d'Arte. Pérez Holguín fu fortemente influenzato dalle incisioni fiamminghe e da Zurbarán. Gran parte delle sue opere sono attualmente conservate presso la Zecca Nazionale di Potosí, tra cui spiccano i busti di Matteo Evangelista e di San Pietro d'Alcántara, i ritratti dei santi Bernardo di Chiaravalle, Giovanni di Dio e Luigi Gonzaga, una Pentecoste, l'eccellente Sacra Famiglia con San Luigi e la Natività (datata 1701), un san Francesco d'Assisi (firmato nel 1694) e la serie dei Quattro Evangelisti a figura intera, firmata nel 1724. Altre sue opere sono presenti in chiese e musei di Potosí e Sucre, nonché nel Museo Nazionale d'Arte di La Paz. Nei musei esteri sono esposti altri suoi quadri.