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Traslazione delle spoglie di Agostino
BASILIO PACHECO
1745
Lima, chiesa di sant'Agostino
Traslazione delle spoglie di Agostino
La scena descrive la traslazione del corpo di Agostino da Genova a Pavia con il corteo reale del re longobardo Liutprando nell'VIII secolo. Il quadro riprende praticamente in modo integrale la stampa di Schelte che illustra il medesimo tema.
In primo piano la bara di Agostino è portata a braccia con davanti lo stesso re Liutprando riconoscibile per il mantello in ermellino e un paggio che gli regge il mantello. Alle sue spalle alcuni monaci agostiniani, riconoscibili per la tunica nera, reggono il catafalco. Cavalieri, monaci, fedeli fanno ala al passaggio in un grandioso assembramento di fedeli. Sullo sfondo si vede una grande città con una cinta muraria, chiese e un grande faro rivolto verso il mare: è Genova dove approdò la nave che proveniva dalla Sardegna. Un lungo resoconto della traslazione delle spoglie del santo ci è noto da Beda il Venerabile (672-735), contemporaneo all'avvenimento. Nel IX secolo si trova un breve accenno nel Martirologio di Adone che fu composto a Lione prima dell'anno 859: "Hujus corpus venerabile primo de sua civitate propter barbaros Sardiniam translatum nuper a Luitprando rege, dato magno pretio, Ticinis relatum ... "
Un altro racconto dell'episodio è noto da Jacopo da Varagine:
"Il re appena lo seppe si affrettò ad andare incontro alle reliquie e le ricevette con gioia e venerazione. Il giorno appresso non si riuscì a procedere fino a che il re non ebbe fatto il voto di innalzare una chiesa in onore di S. Agostino se le reliquie fossero giunte a Pavia. Fatto il voto si poté procedere con la massima facilità, ed il re, fedele sue promesse costruì in onore del santo una magnifica basilica, sul luogo stesso dove il miracolo era avvenuto. Lo stesso fatto accadde il giorno appresso a Casale, ed anche lì fu eretta una chiesa. Il re vedendo che il santo era desideroso che fossero erette delle chiese in suo onore, e d'altra parte temendo che egli volesse fermarsi in qualche città differente da quella che egli stesso aveva scelto, si affrettò a costruire una chiesa in ciascun dei luoghi dove, passando, il corpo soggiornava. Giunto finalmente a Pavia, lo fece riporre con gran venerazione nella chiesa di S. Pietro."
JACOPO DI VARAGINE, Legenda Aurea
PHILIPPE DE HARVENGT, Vita Augustini, 33
"Liutprando sentendo che i Saraceni, devastata la Sardegna, infestavano anche quei luoghi ove un tempo, per salvarle dalla profanazione dei barbari, erano state trasportate e onorevolmente sepolte le ossa di sant'Agostino vescovo, mandò dei messi, e pagando una forte somma, le ottenne, le trasportò a Pavia e le ripose con l'onore dovuto a così grande padre. In questi giorni la città di Narni fu occupata dai Longobardi."
PAOLO DIACONO, Historia Langobardorum, VI, 48
Basilio Pacheco
Pittore settecentesco della Scuola di Cuzco lavora in stile barocco tra il 1738 e il 1752. I suoi dipinti più noti e famosi sono il ciclo che racconta la vita di S. Agostino (1744-1746) nel chiostro del Convento di San Agustín a Lima, la sepoltura di S. Agostino, la Circoncisione, con l'uso della prospettiva rinascimentale e Gesù tra i dottori.
Con Basilio Pacheco la scuola artistica di Cusco ha raggiunto uno dei suoi più alti vertici interpretativi. Sue opere si trovano a La Merced e Huamanga. Esprime una pittura religiosa e decorata con elementi della flora e della fauna peruviana, talora una plastica e ingenua interpretazione che si identifica con il gusto popolare. La linea, il colore e la forma sono curati con molti dettagli.
Il XVIII secolo ha espresso anche attraverso le sue opere una ricchezza artistica raramente raggiunta in America coloniale, dove una notevole proliferazione di grandi officine segue i bisogni della nobiltà impegnata in una espansione territoriale che ha creato le città più importanti del Sud America. Due sono i soggetti iconografici che sono stati introdotti nel Seicento e che nel Settecento godranno di grande fortuna diffondendosi un po' ovunque: "gli arcangeli moschettieri" e "la difesa dell'Eucaristia". Le sue opere mostrando da un lato la sicurezza formale delle loro innovazioni iconografiche, dall'altro esprimono la qualità tecnica della sua pittura nell'ambito della Scuola di Cusco, la cui importanza si riflette nel suo status di capitale del Vicereame.