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PITTORI: Martin Vinazer

Sant'Agostino vescovo e dottore della Chiesa

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

MARTIN VINAZER

1715

Novacella, Museo dell'Abbazia

 

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

 

Lo scultore gardenese Vinazer ha realizzato questa figura di sant'Agostino in legno a mezzo busto. L'opera, un vero e proprio reliquiario, è conservata nel Museo dell'Abbazia, fondato dal prelato emerito Chrysotomus Giner nel 1992. Il Museo espone l'importante collezione neocellense di tavole d'altare tardogotiche e nelle sue camere si può ammirare ad esempio anche l'Altare di Santa Caterina, opera di Friedrich Pacher, perfettamente conservato.

Nel 1998 il Museo viene ampliato in modo da poter esporre anche opere rinascimentali e barocche. Inoltre vi si possono ammirare mappamondi, carte geografiche e strumenti scientifici storici, che ci dimostrano che lo sguardo dei canonici ha sempre spaziato ben oltre le mura del monastero.

Nel maggio del 2021 viene aperta una nuova ala. L'ex rimessa dei carri del 1886 è diventato il punto di partenza delle visite guidate attraverso l'Abbazia.

Agostino è qui raffigurato come vescovo e Dottore della Chiesa: in testa porta una graziosa mitra e indossa sulle spalle un abito che lo avvicina ai canonici che ne seguono la regola. Il volto del santo esprime negli occhi e nella torsione del capo un desiderio di conoscenza e di meraviglia, aspetti questi che hanno sempre accompagnato il suo percorso di vita. Una folta barba e una discreta capigliatura, che fuoriesce dalla mitra, gli conferiscono un aspetto maturo e ancora giovanile.

 

 

 

Martin Vinazer

Lo scultore Martin Vinazer nacque a Ortisei nel 1674. Era membro di una famiglia che per generazioni si è dedicata in Val Gardena alla scultura e alla lavorazione del legno. Seguendo la via tracciata dalla famiglia Trebinger, anche la dinastia dei Vinazer ha creato le basi dell'arte della scultura del legno in Val Gardena.

Martin era il figlio più giovane dello scultore Melchior nel maso Pescosta a Ortisei. Dopo la prima formazione nel laboratorio di famiglia con il fratello maggiore Baldasar, Martin soggiornò per otto anni a Venezia e Roma, come si deduce da una sua richiesta di intercessione al magistrato di Bolzano per essere accettato come cittadino di codesta città. Assieme al fratello Dominikus Vinazer (1666 circa - 1736) realizzò molti altari a Bolzano e nella Valle Isarco. Alcune sue importanti opere sono conservate nel Museo della Val Gardena, nel Museo Civico di Chiusa, nel Museo diocesano di Bressanone e nel Museo per l'Arte Popolare di Vienna. Altri suoi lavori sono conservati in molte chiese dell'Alto Adige, fra cui busti reliquari del 1715 nella abbazia di Novacella a Bolzano, una statua nel Castel Sumersberg di Gudon, statue degli apostoli san Pietro e san Paolo sull'altare principale della chiesa parrocchiale di Castelrotto, una statua di san Nepomuceno a Bolzano ed infine un Cristo nella chiesa parrocchiale di Chiusa.

A Pieve Tesino in Valsugana nella chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano è stato attribuito recentemente a Martin Vinazer il gruppo scultoreo superstite del Santo Sepolcro delle tre Marie (cioé l'Addolorata, Maria Maddalena e Maria di Cleofa).

In località Roa a Castello Tesino nella chiesa della Madonna di Lourdes è conservato un Cristo morto deposto dalla croce attribuito al Vinazer di stessa fattura dei Corpi di Cristo di Chiusa e dell'Österreichisches Museum für Volkskunde di Vienna

Martin morì nella città natale nel 1744.