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AFRICA ROMANA: Leptis Magna

Il teatro di Leptis Magna

Il teatro di Leptis Magna

 

 

 

 

LEPTIS MAGNA

 

 

 

Lungo la strada che costeggia il mare Mediterraneo, oltrepassato il confine tunisino, si incontra Leptis Magna, una delle più imponenti città che sia mai stata costruita dalla civiltà romana in terra d'Africa. Fondata dai Fenici, ebbe una vita abbastanza tranquilla, fino a quando un suo illustre figlio Settimio Severo divenne imperatore, e la beneficò di grandi ed importanti opere architettoniche. La sua felice posizione le permise di avere un grande porto, dove le navi scaricavano e caricavano le merci più disparate per quell'interscambio tra nord e sud che fece la fortuna dei mercanti di Leptis Magna.

I resti archeologici sono esclusivamente di epoca romana (l'apogeo è raggiunto nel II secolo d. C.) con monumenti che suscitano stupore per la grandiosità, l'abbondanza di particolari, la ricchezza dei materiali usati come il granito rosa nella basilica severiana, o il marmo bianco e rosso importato dall'Italia e dalla Grecia. Grandioso è lo stupendo arco quadrifronte (le arcate sono tutte crollate) di Settimio Severo, sulla via trionfale, numerose le decorazioni in marmo sia sulle colonne che sulle altre superfici, raffiguranti le gloriose gesta dell'imperatore.

Poco oltre seguono le terme, le più vaste e le più ricche fra quelle delle province dell'impero: la grande palestra, la piscina con colonne ai lati, calidarium, frigidarium e tepidarium, i locali classici delle terme con nicchie che ospitavano statue, preziosi mosaici in vetro che ingentilivano le diverse stanze. Il ninfeo maggiore, all'esterno, è una grande fontana ad abside dove inizia la via colonnata che univa la palestra al porto.

Segue il grande foro, la cui costruzione durò svariati anni con la vasta piazza rettangolare, forse era a due piani, con archi e colonne. Capitelli, fregi e colonne giacciono al suolo, qualche arco rimesso in sesto dagli archeologi reca la maschera della Medusa. In fondo al foro, appare l'ingresso alla meravigliosa basilica Severiana, composta da un'infinità di colonne. Ai lati delle absidi, troviamo scolpite nelle colonne le dodici fatiche di Ercole e i cortei di Bacco, perfettamente riconoscibili grazie alla bravura degli artisti di quel tempo. Seguendo la via colonnata si giunge al porto. Di costruzione fenicia, il porto è stato poi ristrutturato ed ingrandito dai romani con grandi opere che hanno visto la deviazione del fiume Lebda e la costruzione di una enorme diga per rendere sicuro l'approdo delle navi, un faro e diverse torri di avvistamento.

Sono ancora visibili i modiglioni per gli ormeggi, la bocca insabbiata del porto e le rovine del faro. La visita può proseguire per i larghi colonnati, la via trionfale e il cardo maximus, il mercato, il luogo degli affari che accoglieva i mercanti e i compratori tra colonnati, statue e bassorilievi di stile ellenico. Il prodotto maggiormente commerciato era l'olio d'oliva, che veniva esportato in grandi quantità. Una deviazione porta al teatro eretto dall'imperatore Augusto e ricco di iscrizioni e di statue. Altri due archi sulla via trionfale, quello di Tiberio (37 d. C.) e quello di Traiano (110-111 d. C.), portano al grande arco di Settimio Severo. Annesso all'area archeologica si può visitare un museo che ospita statue, busti e bassorilievi oltre a splendidi mosaici.

La splendida posizione panoramica della città fa di questo luogo un vero paradiso dove il contrasto delle colonne con l'azzurro sfondo del mare e del cielo, assicura una visione stupefacente.