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TERESA PIROVANO MODRONI IN VISCONTI (1661 - 1724)

Stemma visconteo del marito di Teresa Pirovano-Modroni all'entrata dell'Asilo di Cassago

Stemma del marito di Teresa Pirovano-Modroni

 

 

TERESA PIROVANO MODRONI IN VISCONTI (1661 - 1724)

di Luigi Beretta

 

 

Figlia della marchesa Giovanna Pirovano e del conte Antonio Modrone, Teresa nasce nel 1661. Sua madre a quell'epoca aveva già 38 anni.

Teresa Pirovano-Modroni fu al centro di una lunga contesa circa l'eredità Pirovano che era reclamata dal marchese Amedeo Rossilion suo patrigno in quanto secondo marito di sua madre Giovanna.

Una nota del 1681 cerca di fare il punto della situazione: "Trovandosi la fu signora Marchesa Giovanna Pirovano Vedova lasciata del fu Marchese Antonio Modroni con due figlie di quel matrimonio, cioè la Signora Laura hora suor Gio:Antonia Monaca nel Monastero di S. Lazaro di Milano dell'ordine di sancto Domenico e la Signora Contessa Donna Teresa Modroni Visconti renuntiataria della signora sua sorella, passò la signora Marchesa Giovanna alle seconde nozze col signor Marchese Carlo Amedeo Rossilion de Bernez di Torino l'anno 1668 circa 4 ottobre e pretendendo la restitutione della Dote dalli eredi del primo marito in somma di scudi 12mila e di più scudi 3mila d'aumento ottenne la retrocessione di un reddito dalla medesima signora portato in Dote di 4mila in contanti, come per in strumento di Confesso rogato dal Notaio Mauro Casati circa 18 ottobre 1666 qual confesso venne fatto da lei sola in virtù d'una sentenza hauta dal Senato eccellentissimo e pretendendo li altri 4mila scudi di Dote li fu apposto che lei era tenuta a restituire le gioie e più suppellettili asportate da Casa del primo marito, quali appartenevano non a lei ma alli figli, ovvero eredi del primo marito, qual differenza fu effustata dal signor Principe di Cigné, et il signor Marchese di Bernez e S. M. fecero procura, e mediante quello confesso si hauer ricevuto oltre 14mila imperiali quali computate le gioie e supellettili che donna Marchesa havea nelle mani ragguagliate in 10mila imperiali erano il saldo della Dote come per In strumento rogato dal sudeto Mauro Casati circa il primo ottobre 1677. Hora essendo passata a miglior vita detta Signora Marchesa Giovanna in Torino l'anno 1678, la Signora Contessa Donna Teresa Modrone Visconti sua figlia fece subito mettere in sua testa quel redito di scudi 4mila senza alcuna difficoltà hauendo dato in dote al Conte Nicolò suo marito tanto esso reddito, quanto quello che avanza dal Signor Marchese di Bernez, cerca tanto il Conte Nicolò quanto debba dimandare al detto Marchese di Bernez, cioè se lasciando detto reddito come legittimo e dividendo le restanti 48mila imperiali in tre parti, debba dimandarne 32mila che sono due terze parti una per la testa della Signora Contessa e l'altra per la testa della sorella Signora Gioanna Antonia quale ella rappresenta mediante la rinuntia, over per essere stati sborsati li primi 4mila scudi menzionati nell'Instrumento del 1666 avanti il matrimonio sborsate sole le 14mila imperiali del 1667. Atteso il pacifico godimento delli 4mila scudi sopra Prestini se il Conte debba tacere poiché le suppellettili et argomenti portati dalla Signora Marchesa a Torino non si possono provocare giuridicamente. Se debba starsi al Statuto di Torino overo di Milano, overo al Jus Comune overo per il reddito di Milano al Statuto di Milano e per il resto al Jus Comune."

La vertenza cui accenna il Conte Nicolò Visconti, che si chiede a quale diritto deve riferirsi, avrà un seguito laborioso con lunghi e spossanti contenziosi, poiché il marchese Rossilion di Bernes si oppose alle richieste di Maria Teresa e del marito. Il Rossillion il 23 maggio 1682 se ne partì da Chambery per accompagnare il re di Savoia in un suo viaggio in Portogallo. Ma nel frattempo non si era dimenticato, dopo la morte della moglie, di rivalersi su Teresa presentando una istanza al Collegio di Milano per acquisire l'intera eredità di Giovanna Pirovano.

Nel 1684 Teresa si sposa con il conte Nicolò Visconti, che discendeva dalla nobilissima famiglia milanese che aveva retto le sorti del Ducato milanese nel Trecento e nel Quattrocento. Nicolò Visconti era figlio del conte Antonio, che abitava a Milano nella parrocchia di S. Pietro in Caminadella.