Percorso : HOME > Cassiciaco > Ruris Nomen > Sessosriano

Ruris Nomen: Codice Sessoriano

Frontespizio del catalogo manoscritti del Fondo Sessoriano

Frontespizio del catalogo manoscritti del Fondo Sessoriano

 

 

CODICE SESSORIANO  SESS. 55

Roma, Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II, Sessoriano, Sess.5

 

 

 

Il Codice Ŕ composito di 2 elementi.

Le unitÓ codicologiche sono descritte separatamente. Manoscritto membranaceo con guardie cartacee; 25 quaternioni sciolti, a cui sono allegate due cc. di guardia precedenti. Data desumibile di redazione ipotizzata: prima metÓ sec. VI.

Il manoscritto Ŕ composito da due unitÓ: la prima (cc. 1r-88v) contiene la pi¨ antica testimonianza delle Confessioni di Sant'Agostino e altri testi patristici; la seconda unitÓ (cc. 89r-200v) Ŕ una miscellanea di testi patristici. Probabilmente si tratta di un codice assemblato o forse le due parti, probabilmente scritte nello stesso scriptorium, furono unite alla fine della loro redazione. Le due unitÓ erano sicuramente rilegate insieme al tempo del catalogo Ferrari risalente agli anni 1663-1672.

Entrambe le parti sono trascritte in scrittura semionciale e risalgono allo stesso periodo. Giorgi ipotizzava che il codice appartenesse alla "biblioteca da viaggio" di papa Adriano III morto nell'885 e sepolto a Nonantola.

Questa supposizione tuttavia non fondamenti certi, quantunque il codice provenga certamente dalla biblioteca del monastero di San Silvestro di Nonantola nel modenese. Il codice compare nei cataloghi nonantolani del 1464 e di quello redatto tra gli anni 1464-1490 rispettivamente con i numeri 64 e 119. L'abbazia benedettina di S. Silvestro di Nonantola fu fondata nel 752 dal longobardo Anselmo e venne dotata di una biblioteca e di uno scriptorium. Gli antichi inventari mostrano che la biblioteca arriv˛ a possedere circa 250 codici.

Il codice, in seguito, venne raccolto a vantaggio della Biblioteca Sessoriana dei cistercensi romani di Santa Croce in Gerusalemme, fondata per iniziativa dell'abate Ilarione Rancati (1594-1663). La biblioteca Sessoriana prese il nome dal luogo dove sorse, anticamente Sessorium, "sede imperiale".

Da qui l'intera biblioteca, in seguito alla soppressione del monastero avvenuta nel 1810, fu trasferita presso la Biblioteca Apostolica Vaticana (1810-1817).

Nel 1817 i manoscritti furono restituiti ai Cistercensi del monastero di S. Bernardo alle Terme. Nel 1825 tornarono a Santa Croce in Gerusalemme dove rimasero, eccetto per brevi periodi negli anni 1849 e 1870, fino alla consegna alla Biblioteca Nazionale di Roma.