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Carlo Romussi: Milano ne' suoi Monumenti

Frontespizio riedizione dell'opera di Romussi per i tipi della Sonzogno

Frontespizio riedizione dell'opera di Romussi

 

 

 

SANT'AGOSTINO IN RITIRO A CASSAGO PER SETTE MESI

di Carlo Romussi

tratto da "Milano ne' suoi Monumenti", 1893, vol. I, pag. 190, 2 edizione

 

 

 

"E finalmente un giorno Agostino scrisse al vescovo che voleva essere istruito nel cristianesimo e battezzato. Si ritirò per sette mesi a Cassago di Brianza con la madre Monica, col figlio Adeodato e qualche amico; studiò i profeti e i libri che Ambrogio gli suggeriva, e finalmente ricevette nella Pasqua il battesimo insieme al figlio e all'amico suo Alipio."

 

 

 

Carlo Romussi ripubblicò il suo libro "Milano ne' suoi Monumenti" in due volumi nel 1893, si conoscono varie ristampe fra cui quella ad opera della casa editrice Sonzogno nel 1927. Romussi aveva pubblicato nel 1875 la prima edizione del libro "Milano nei suoi Monumenti" per i caratteri di stampa della Libreria Editrice G. Brigala di Milano, 408 pagine.

Giornalista e uomo politico (Milano 1847-1913), abbandonata l'avvocatura per gli studî letterarî, dal 1870 collaborò al Gazzettino Rosa e al Secolo, di cui fu anche direttore (1896-1909), succedendo a E. Teodoro Moneta. Vicino alle posizioni di Felice Cavallotti, accentuò le polemiche del giornale contro il partito moderato milanese e partecipò alle manifestazioni popolari del 1898.

Fu deputato radicale dal 1904 al 1913. Scrisse, tra l'altro: Milano nei suoi monumenti (1875); Il duomo di Milano (1902).

 

Intensa fu la sua vita, e battagliera, tra processi, duelli, perfino il carcere come agitatore politico. La biografia di Carlo Romussi, giornalista, scrittore, storico dell'arte e parlamentare milanese, è un caleidoscopio di attività in tutti campi. Ma è soprattutto dalle pagine del quotidiano «Il Secolo» - dove entra nel 1872 come critico letterario e diventa direttore dal 1896 al 1909 - che conduce le sue campagne, soprattutto su temi sociali e pacifisti: per l'emancipazione delle donne, a favore della pubblica previdenza, per la riforma delle carceri e molto altro. Questa poliedrica figura d'intellettuale democratico è stata rivisitata nella pubblicazione di un poderoso «Inventario dell'archivio», 400 pagine a cura di Susanna Massari (Visual Grafika): un meticoloso lavoro di classificazione ha riordinato scritti, testimonianze, lettere lasciati da Romussi, mantenuti intatti dagli eredi. Dai documenti uscono contatti e amicizie eccellenti: da Teodoro Moneta, premio Nobel per la pace nel 1907, al politico Felice Cavallotti, dal letterato Cesare Cantù fino dall' eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi. Uno spaccato d'epoca vivo e inedito, per ricostruire un prezioso tassello della storia di Milano e dell'Italia.