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Fabrizio Biferali: Ambrogio Massari e il chiostro di Cori

La copertina del libro di Balido

La copertina del libro

 

 

 

 

AMBROGIO MASSARI, GUILLAUME D'ESTOUTEVILLE E IL CHIOSTRO FIGURATO DI SANT'OLIVA A CORI

di Fabrizio Biferali

 

 

 

 

L'autore prende in esame i complessi rapporti che hanno contraddistinto la presenza agostiniana a Cori e lo sviluppo delle straordinarie forme d'arte presenti nel monastero e nella chiesa di S. Oliva.

 

La chiesa, in forma basilicale con cinque navate (oggi ne rimangono quattro) di stile romanico, fu edificata nella prima metÓ del XII secolo sui resti di un tempio romano forse dedicato a Giano e venne dedicata alla martire Oliva. Nel XIII secolo fu edificato il campanile. Tra il 1467 ed il 1480 fu demolita la navata occidentale e venne costruita la cappella del crocefisso o di S. Agostino. La cappella ha forma rettangolare con volta a botte ed abside. Nella volta un ciclo pittorico che narra storie del vecchio e nuovo testamento (1533). Nella controfacciata un affresco del giudizio universale (1540) in parte coperto dalla cantoria (XVII secolo). Nell’abside affresco degli apostoli ed incoronazione della Vergine tra angeli e santi (1507). Contestualmente alla cappella del crocefisso, per volere del Priore dell'Ordine Agostinano, Ambrogio Massari, Ŕ stato edificato alle spalle della chiesa il convento agostiniano (1467-1481), con affreschi nella sala capitolare e chiostro con loggiato. Oggi l’ex convento Ŕ sede del museo della cittÓ e del territorio.

 

Il chiostro del convento Ŕ a forma quadrata e si sviluppa su due piani: il portico inferiore con colonne di tipo ionico e il loggiato superiore con capitelli istoriati da Antonio da Como (1480). Gli affreschi del livello inferiore sono del Seicento e illustrano storie della Vita di sant'Agostino e della madre Monica, di san Nicola da Tolentino e di sant'Oliva da Anagni. Gli ambienti conventuali si dispongono su due piani: al piano terra si trovano la primitiva sagrestia, la sala capitolare, la cantina. Al piano superiore si trovavano le celle dei frati, il refettorio e l'appartamento cardinalizio. Grazie all'influenza di Ambrogio Massari l'insediamento di Cori conobbe una grande trasformazione. Ottenuto da papa Paolo II il permesso di trasferire il convento dal sito suburbano fuori le Porta Romana, presso la chiesa patronale di Cori, grazie alla generositÓ del protettore dell'Ordine, il card.  Guglielmo d'Estouteville, Massari si servý delle migliori maestranze per dare vita a un insediamento senza confronti nella regione.

 

Biblioteca Egidiana, Tolentino, 2002