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Servi di Dio dell'Ordine Agostiniano: MARIA CANDIDA DI S. AGOSTINO

Maria Candida di S. Agostino in un quadro di Hajnal

 

Maria Candida di S. Agostino in un quadro di Hajnal

 

 

MARIA CANDIDA DI S. AGOSTINO

(1804 - 1861)

di Fernando Rojo  O.S.A.

 

 

 

Ci troviamo ora dinanzi a un profilo biografico tra i più delicati. A volte non pare esistano punti di sicuro riferimento in grado di poter fissare i limiti entro l'alone di poesia che avvolge la dolce e complessa figura di questa mistica agostiniana, il cui processo ordinario di canonizzazione fu aperto nel 1932. Candida Còrdova nacque a Valdepenas (Ciudad Real, Spagna), da famiglia benestante. Secondo le tradizioni locali, presto si ebbero chiari indizi che si trattava di un'anima privilegiata, e già dalla più tenera età portata ad un intimo tratto e comunicazione con il Signore.

Questo suo carattere tuttavia non costituì ostacolo alcuno perché al passaggio del Generale Riego per Valdepenas nel 1820 non contestasse in pubblico, con evidente rischio, il discorso rivoluzionario e anticlericale che costui rivolse ai suoi compaesani. Dopo aver differito l'ingresso nel chiostro per assistere il suo genitore, a ventidue anni prese l'abito nel monastero delle agostiniane di Alcala de Henares, professando nel 1827 con il nome di Candida di S. Agostino. Lì, per quasi 30 anni, condusse in semplicità una vita dedita alla pratica delle virtù e piena di fenomeni straordinari, come il dono della frequente presenza del Signore e dei Santi, della profezia o della lettura dei cuori. Nel 1850 fu scelta superiora e nel 1853 trasferita al Monastero di Toledo, detto delle "Gaitanas".

La fondazione di un monastero a Valdepenas per l'istruzione della gioventù, costituì da questi anni fino alla fine dei suoi giorni una preoccupazione costante. Per superare quanto ostacolava tale progetto, dimostrando di sapersi muovere nell'ostile mondo politico del tempo, si rivolse più volte alle autorità civili e religiose, spingendosi fino alla regina Isabella II e al papa Pio IX. L'iconografia tradizionale ne rappresenta episodi sorprendenti, come per esempio quello dell'asserita bilocazione mentre assisteva militari feriti in guerra, oppure fissa l'attenzione su alcuni punti basilari della sua spiritualità, come l'amore per la croce, la passione del Signore e l'eucaristia.

Anche se nella rappresentazione della Veronica - una delle figure femminili sempre vicina al cuore della serva di Dio -, non mancherà chi veda un'allusione alle sue stimmate. E in quello della donna sofferente o maltrattata l'accenno ad uno dei casi portentosi attribuitile. Maria Candida morì a Toledo nel 1861. Il suo corpo fu trasferito a Valdepenas nel 1876, non appena ebbe inizio la vita monastica nella nuova fondazione.

 

 

 

VASCO, E., Valdepeneros ilustres, Valdepenas 1890, 90-94; ID., Los apuntes historicos. (Historia de la fùndacion del convento de agustinas de Valdepenas), Valdepenas 1912,303-326; FERNANDEZ B., OSA., La "mujer piadosa" de la guerra de Africa (Aclaracion a un pasaje de Alarcòn), in La Ciudad de Dios 107 (1916) 189-199; 275-293; ID., Vida admirable de la Maria Candida de S. A.. lntroduccion, lb. 109 (1917) 201-213; Profecias y visiones proféticas de la Maria Candida, 388-417; ESTEBAN E., OSA., La Sierva de Dios Sor Maria Candida de S. A. Breves apuntes sobre su vida y virtudes, dones sobrenaturales y fama de santidad y de milagros, Madrid 1918; CEREZAL M., OSA., Agustinos devotos de la Pasion, El Escorial 1929, 298-308; El Nino Jesùs del Consuelo y la Sierva de Dios Sor Maria Candida de S. A., in Vergel Agustiniano 4 (1931) 494-501; 5 (1932) 20-28.