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CONVENTI agostinianI: Cremona

Interno della chiesa annessa al convento agostiniano

Interno della chiesa annessa al convento agostiniano

 

 

CONVENTO DI S. AGOSTINO A CREMONA

 

 

 

La presenza dei frati Eremitani dell'ordine di Sant'Agostino a Cremona è documentata a partire dalla metà del XIII secolo: in un atto datato 2 maggio 1249 Enrico Rossi vendeva a Giovanni, priore dell'Ordine, un terreno con pergolato in prossimità della chiesa di San Fabiano.

Il loro primo insediamento in città, anche se in un'area periferica rispetto al centro urbano, precedeva dunque di qualche anno la nascita del nuovo ordine voluta da papa Alessandro IV con l'emanazione della bolla Licet Ecclesiae Catholicae il 9 aprile 1256.

I frati Eremitani occuparono in quel periodo una domus nella vicinia di San Fabiano alla quale era annesso anche un chiostro e iniziarono ad acquistare beni in città tra le contrade di San Giacomo in braida e Sant'Egidio, area in cui più tardi si insediarono.

Nel 1261 riuscirono a stabilirsi definitivamente nel centro del tessuto urbano ottenendo dagli abitanti delle vicinie di Sant'Elena e di Sant'Egidio due terreni posti nella vicinia di San Giacomo in braida, sui quali avrebbero dovuto edificare la chiesa e il convento. Nello stesso anno il vescovo Cacciaconte incaricò l'arciprete della cattedrale di Cremona di porre la prima pietra per l'edificazione della nuova chiesa dei frati Eremitani, mentre nei mesi successivi li troviamo associati alla chiesa intitolata a San Tommaso martire.

Fino alla fine del secolo, i frati estesero le loro proprietà sugli spazi confinanti con la chiesa e il convento nella vicinia di San Giacomo in braida e nel 1336 ottennero anche la cura animarum della chiesa di San Giacomo, grazie anche all'intervento della famiglia Visconti e delle massime cariche del Comune cittadino. Fra il 1339 e il 1340 gli Eremitani diedero vita al progetto di edificare un nuovo edificio di culto dalle dimensioni più ampie, ottenendo il consenso dei Domenicani e dei Carmelitani in pieno rispetto delle regole imposte sulle distanze con i loro conventi.

Grazie all'interessamento di Luchino Visconti, il cui casato proteggeva gli Agostiniani, i lavori di edificazione della chiesa proseguirono rapidamente e, nella seconda metà del secolo, l'ampio complesso di sant'Agostino poteva ritenersi completato. In un atto rogato l'11 febbraio 1371 si parla infatti di unam ecclesia noviter fabricatam e di un capitulum noviter constructum, segno che le strutture architettoniche essenziali della nuova chiesa di Sant'Agostino erano già in una fase avanzata di costruzione a metà Trecento, mentre l'antica chiesa di san Giacomo in braida era stata demolita per far spazio alle nuove edificazioni.

Risalgono alla metà del Trecento anche le prime notizie relative alla biblioteca, che doveva già essere a quel tempo ricca di volumi e andava via via accrescendo il proprio patrimonio librario con lasciti di librerie private, provenienti soprattutto da alcuni priori famosi come Simone da Cremona, Giovanni da Persico e Nicolino da Cremona.

Verso la metà del secolo XVI la biblioteca era talmente ricca di volumi che si rese necessaria la progettazione di una sede adeguata. Tuttavia già agli inizi del Cinquecento si registrano lasciti destinati alla costruzione di un ambiente adatto per la conservazione dei volumi: nel 1504 il nobile Nicolò de Affaytati, figlio del fu Giacomo della vicinia di Sant'Ilario, mediante testamento legò mille e seicento lire di imperiali ai frati del convento di Sant'Agostino, destinandone mille e duecento in fabbricando unam bibliotecam in dicto monasterio. Fu però Benigno degli Abbiati a concretizzare il progetto nel 1591 e la costruzione della nuova biblioteca fu portata a termine nel 1597.

Il 5 dicembre 1441 Francesco Sforza emanò un decreto con il quale incaricava il commissario referendario e il tesoriere del comune di Cremona di versare ogni anno venticinque ducati al convento agostiniano per l'oblazione nella festa dei martiri Crisante e Daria celebrata il 25 ottobre.