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Agostino medita la Trinità
JOSE' PABLO CHAVEZ
1770-1799
Santa Fe de Antioquia, chiesa di santa Barbara
Agostino medita la Trinità
La tela di Chavez propone un Agostino che regge in mano un cuore fiammante con lo sguardo rivolto verso l'alto dove appare l'immagine simbolica trinitaria del triangolo da cui fuoriescono raggi luminosi che investono il suo volto. Agostino è seduto davanti al suo tavolo di lavoro dove è aperto un libro e davanti un calamaio con la penna intinta.
L'immagine richiama alla mente l'Agostino immerso nel desiderio di conoscere il significato del mistero Trinitario e di riuscire ad esprimerlo con la penna in un libro da proporre ai fedeli cristiani.
Agostino è stato il primo teologo latino ad avere affrontato in maniera rigorosa e sistematica il tema della Trinità, di natura squisitamente teologica e pertanto particolarmente astratto. Le sue radici sono nello stesso Nuovo Testamento dove, con Pietro e soprattutto Paolo, si fa del Cristo una persona divino-umana, e dove si fa del dio ebraico l'unico padre del Cristo, per cui questi gli diventa figlio unigenito. Nello stesso vangelo di Giovanni, si parla dello Spirito come di un "consolatore" mandato agli uomini in attesa della fine dei tempi.
Il libro De Trinitate che Agostino iniziò nel 399 e pubblicò nel 419 è un testo fondamentale per comprendere la trattazione agostiniana. Agostino non era il primo in Occidente a scrivere su questo tema: già l'avevano fatto, seppure in modo frammentario, Tertulliano, Ilario e Ambrogio di Milano che hanno sicuramente influenzato la sua teologia. Ma è soprattutto Plotino, col suo neoplatonismo, a costituire un punto di riferimento privilegiato. Agostino lesse anche le opere trinitarie di Atanasio, Basilio, Gregorio Nazianzeno, Epifanio, Didimo il Cieco, ma non sembra che questi padri del mondo greco o orientale abbiano influito molto sul suo pensiero.
Il De Trinitate prende le mosse polemizzando con gli ariani, gli eunomiani e i sabelliani. Lo scopo infatti è quello di dimostrare che la Trinità è il solo unico vero Dio in tre persone. Il procedere speculativo di Agostino è di tipo astratto-concreto-astratto. Egli cioè parte dall'unità o unicità di Dio, considerata come un'idea ormai consolidata dopo che la polemica contro i politeisti è finita da un pezzo, per porre solo successivamente la pluralità delle tre persone, concludendo infine con le loro opposizioni di relazione. L'unità della divinità in tre ipostasi è garantita dall'unità della sostanza. La diversità delle persone, cioè della loro identità, è per così dire assorbita dalla loro unità.
La figura dello Spirito, a differenza di tutta la teologia ortodossa, non viene colta nel suo spessore ontologico, di diversità rispetto alla figura del figlio, ma solo nella sua funzione fenomenica, strumentale. Lo Spirito è in funzione del principio di autorità, che viene equamente condiviso dal padre e dal figlio. Agostino infatti chiama "amans" il padre, "amatus" il figlio e "amor" lo spirito, cioè dà a quest'ultimo un appellativo astratto, e la sostanza dello Spirito non viene concepita come in sé, ma come dal tutto derivata. Lo spirito dipende completamente e dal padre e dal figlio. La teologia trinitaria agostiniana influenzerà il modo occidentale di pensare sulla processione dello Spirito, portandolo a rompere definitivamente con la teologia bizantina. L'occidente s'impadronirà del filioquismo in modo spontaneo, senza reagire minimamente a questa che gli ortodossi hanno sempre considerato un'eresia.
La chiesa di santa Barbara ha una imponente facciata realizzata con pietre e mattoni ed è la chiesa più antica della città. L'attuale chiesa sostituisce quella originale, che portava la stessa dedicazione. Si ritiene la primitiva chiesa sia stata costruita nel 1668 dal capitano Mateo de Castrillón, governatore della provincia di Antioquia.
L'originario edificio aveva un tetto di paglia e si trovava leggermente più in basso rispetto alla localizzazione odierna. Il vescovo di Popayán Juan Gómez de Frías durante una sua visita chiese di fondare una scuola, che fu affidata alla Compagnia di Gesù. Re Filippo V concesse lo statuto di fondazione nel 1722 e sei anni dopo il parroco donò la chiesa con tutti i suoi arredi ai gesuiti. Costoro non solo realizzarono la scuola ma sul terreno loro concesso eressero una chiesa più grande e spaziosa, la cui costruzione iniziò nel 1726.
Nel 1767 i gesuiti furono espulsi e i lavori vennero interrotti. La chiesa fu portata a termine solo nel 1795 da Juan Pablo Pérez de Rubias. La facciata principale è interessante per le sue proporzioni allungate, dove le colonne binate che si restringono verso l'alto. Il tutto è coronato da grandi doppie volute con un pinnacolo. Questa chiesa è uno dei migliori esempi di architettura barocca popolare. La navata centrale è più alta e illuminata nella parte superiore da lucernari semicircolari. L'intonaco è stato rimosso dalla facciata principale, mettendo a nudo la pietra e i mattoni. Oggi la chiesa si presenta come un edificio barocco con tre navate interne sostenute da pilastri quadrati e archi a tutto sesto, che creano uno spazio alquanto ritmico. Al suo interno sono custoditi lavori in legno intagliato e sculture opera di artigiani locali che partecipavano alla vita religiosa della comunità. I dipinti murali realizzati all'epoca della costruzione sono nascosti sotto l'intonaco, che è stato apposto dopo interventi di ristrutturazione.
L'altare maggiore è realizzato in legno intagliato, dorato, inciso e policromo e risale alla metà del Settecento. La pala d'altare occupa l'intera parete di fondo della navata centrale. È divisa in quattro sezioni e tre campate delimitate da colonne di ordine composito. La nicchia più grande ospita la statua di Santa Barbara. L'altare di San Biagio è l'altare più antico giunto fino a noi e probabilmente proviene da un'altra chiesa. L'altare di Sant'Antonio è realizzato in legno intagliato, dorato e policromo e la sua pala d'altare è riccamente decorata con fiori, frutti, rocaille e volute dipinti e intagliati.
L'altare di Santa Lucia, realizzato in legno intagliato, dorato e policromo, è piuttosto semplice con alcuni elementi decorativi laterali. L'altare del Signore della Colonna è realizzato in legno intagliato, dorato e policromo. Questo altare è coronato da un frontone triangolare e da sculture raffiguranti le tre virtù teologali. Santa Barbara è raffigurata anche in una scultura lignea policroma: questa si trova sull'altare maggiore. La sua venerazione era molto diffusa e veniva invocata contro i fulmini. Viene raffigurata con la torre dove, secondo la leggenda, fu imprigionata dal padre prima del suo martirio.