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CICLo AGOSTINIANo della Historia Augustini

Battesimo di Agostino, immagine tratta dalla Historia Augustini

Battesimo di Agostino impartito a Milano da sant'Ambrogio nella Pasqua del 387 d. C.

 

 

HISTORIA AUGUSTINI

1430-1440

Manoscritto 78A 19a Kupferstichkabinett di Berlino

 

Battesimo di Agostino

 

 

 

La scena centrale della vita di Agostino occupa da sola ben due spazi. Il miniaturista ha così voluto porre in maggior risalto il significato del battesimo. I personaggi sono allineati da destra a sinistra: Ambrogio prega dinanzi ad Agostino nudo nel fonte battesimale. Alipio ed Adeodato attendono il loro turno, ciascuno nel proprio fonte rivolgendosi sempre ad Ambrogio. Monica, in prima fila fra i presenti, è inginocchiata in preghiera.

Dopo qualche settimana ancora d'insegnamento di retorica, Agostino lasciò tutto, ritirandosi insieme alla madre, il figlio ed alcuni amici, ad una trentina di km. da Milano, a Cassiciaco, l'attuale Cassago Brianza, in meditazione e in conversazioni filosofiche e spirituali; volle sempre presente la madre, perché partecipasse con le sue parole sapienti. Nella Quaresima del 386 ritornarono a Milano per una preparazione specifica al Battesimo, che Agostino, il figlio Adeodato e l'amico Alipio. Il giorno di Pasqua Agostino ricevette il battesimo insieme all'amico Alipio che era stato convertito dalle prediche di S. Ambrogio, e ad Adeodato, figlio dello stesso Agostino, natogli mentre era ancora filosofo pagano. Allora S. Ambrogio secondo quello che lui stesso dice, gridò: Te Deum laudamus. S. Agostino seguitò: Te Dominum confitemur.

 

Giunto il momento in cui dovevo dare il mio nome per il battesimo, lasciammo la campagna e facemmo ritorno a Milano. Alipio volle rinascere anch'egli in te con me. Era già rivestito dell'umiltà conveniente ai tuoi sacramenti e dominava così saldamente il proprio corpo, da calpestare il suolo italico ghiacciato a piedi nudi, il che richiede un coraggio non comune. Prendemmo con noi anche il giovane Adeodato, nato dalla mia carne e frutto del mio peccato. Tu l'avevi ben fatto. Era appena quindicenne e superava per intelligenza molti importanti e dotti personaggi.

AGOSTINO, Confessioni 9, 6, 14