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CICLo AGOSTINIANo della Historia Augustini

Valerio visita il monastero di Agostino, immagine tratta dalla Historia Augustini

Valerio visita il monastero di Agostino

 

 

HISTORIA AUGUSTINI

1430-1440

Manoscritto 78A 19a Kupferstichkabinett di Berlino

 

Valerio visita il monastero di Agostino

 

 

 

L'artista si Ŕ accontentato di ripetere lo stesso motivo di Agostino e dei monaci inginocchiati davanti a Valerio. Un albero separa le due scene. Una piccola cappella simboleggia il monastero indicato heremus. Valerio ha un atteggiamento amichevole e accogliente: apre le braccia per ricevere il saluto dei monaci e di Agostino in particolare, che Ŕ in ginocchio davanti a lui.

 

In questa cittÓ ero venuto per vedere un amico che speravo di guadagnare a Dio e portare con noi nel monastero. Stavo tranquillo, perchÚ la sede era provvista di vescovo. Ma, preso con la forza, di sorpresa, fui ordinato sacerdote e attraverso quel gradino giunsi all'episcopato. Entrando in questa chiesa non portai nulla: solo i vestiti che indossavo in quel momento. E poichÚ il mio proposito era di vivere con i fratelli nel monastero, il vecchio Valerio, di venerata memoria, conosciuto il mio disegno e la mia volontÓ, mi fece dono di quel terreno in cui ora sorge il monastero. Cominciai allora a riunire fratelli di buona volontÓ che volessero essere miei compagni nella povertÓ, che nulla avessero di loro possesso come io non avevo nulla: che fossero disposti ad imitarmi.

Come io avevo venduto la mia piccola proprietÓ e dato ai poveri il ricavato, cosý avrebbero dovuto fare quelli che volevano vivere con me. Tutti saremmo vissuti del bene comune. Comune a tutti noi sarebbe stato un grande e fertilissimo podere, lo stesso Dio. Giunsi poi all'episcopato. E lý mi resi conto che il vescovo Ŕ tenuto ad usare ospitalitÓ a coloro che lo vengono a trovare, o che sono di passaggio. Se il vescovo non lo facesse, apparirebbe non umano.

E in un monastero non sarebbe conveniente introdurre una tale consuetudine, perci˛ io volli avere con me, in questa stessa sede vescovile, un monastero di chierici. Ed ecco come viviamo. Dal momento che siamo in comunitÓ a nessuno Ŕ lecito possedere in proprio.

AGOSTINO, Sermo CCCLV, 2