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PITTORI: Bevilacqua Giovanni Ambrogio

Sant'Agostino e san Gerolamo allo scrittoio

Sant'Agostino e san Gerolamo allo scrittoio

 

 

BEVILACQUA GIOVANNI AMBROGIO

1500-1510

Austin, Blanton Museum of Art

 

Sant'Agostino e san Gerolamo

 

 

L'opera attribuita a Giovani Ambrogio Bevilacqua che raffigura in uno scomparto sant'Agostino e nell'altro san Girolamo, è stata dipinta a tempera e foglia d'oro su un pannello in legno. Il pannello di sinistra propone la figura a mezzo busto di Agostino delle dimensioni di 23 x 31 cm mentre è intento a scrivere con un sottile stile su un libro aperto dalla copertina nera. Accanto allo scrittoio sono deposti alcuni libri. Lo scrittoio in legno presenta una elegante lavorazione ad intarsio. Molto curata è anche l'esecuzione del piviale del santo, ricco di disegni e di ricami. Il volto del santo esprime una fortissima attenzione alla sua attività di scrittura, quasi ne fosse estasiato. Una sensazione che viene ampliata dalla presenza dei due occhi semisocchiusi. Una folta barba riccioluta grigiastra gli scende dal mento assicurandogli una naturale autorevolezza. In testa porta una elegante mitra avvolta dal nimbo dei santi.

La committenza probabilmente è di origine agostiniana, in quanto il pittore ha voluto rimarcare il legame fra il santo e l'Ordine neonato degli Eremitani introducendo la nera cocolla dei monaci agostiniani che deborda sul piviale episcopale.

 

 

Giovanni Ambrogio Bevilacqua

E' conosciuto anche come Liberale Bevilacqua. Nacque probabilmente a Milano, verso la metà del Quattrocento, da un certo Pietro di professione falegname. Nel 1481 risulta immatricolato all'Arte dei pittori e fa parte della cerchia di artisti che lavoravano per il duca Francesco Sforza. Fu forse un allievo di Bergognone e tra le sue opere possiamo ricordare nella chiesa parrocchiale di Landriano due affreschi datati 1485, uno dei quali raffigura S. Rocco tra i ss. Sebastiano e Cristoforo, che è firmato "Ambrosius de Beacquis". In questa occasione Bevilacqua si presenta come un pittore di livello provinciale, ma padrone di un suo linguaggio di ispirazione prevalentemente foppesca, che si evidenzia nelle rustiche figure dei tre santi.

Nel 1502 dipinse una Madonna con re David, oggi conservata alla pinacoteca di Brera, che è firmata "Io. Ambrosius de Beaquis - dictus Liberalis". Questa pala rivela un artista più maturo che si esprime nei modi tipici, anche se più convenzionali e generici della pittura lombarda di fine Quattrocento, non senza qualche richiamo leonardesco.

Dopo il 1512, anno in cui è presente come testimone in un atto pubblico, non si hanno più notizie di lui.

Vari studiosi hanno cercato di ricostruire un catalogo delle sue opere, che verosimilmente comprendono una Madonna col Bambino, ipinto su tavola con parti ricamate e ornate di vetri (Raccolta Bagatti Valsecchi di Milano); una Madonna conservata ora nel Museo d'Arte Antica nel Castello sforzesco di Milano; il Presepio delle Gallerie di Dresda (originariamente in S. Maria della Pace a Milano); la tavoletta con la Madonna, santi e un devoto (Carrara di Bergamo).